“Abili Oltre” poemetto di Plinio Perilli

 

ABILI OLTRE

a chi ha Diritto all’Amore, cioè
anche a tutti, ma proprio tutti
     quelli che hanno il dovere,
   la grazia a specchio di darlo

1 –

… Parlano in molti, in molte, ma
l’immagine vera, di per se stessa
mimica, espressiva – gestuale –
della traduttrice per sordomuti,
riluce già come Poesia quando non
trova le parole, e dunque le segnala,
le accende e recita più intense che mai.

2 –

Oggi quest’amore non ha parole,
perchè le esige, le assomma tutte
– e non quelle dei sociologi, dei
letterati in cerca di esempi, ardui
stilemi: tutti poi smentiti, superati
dall’emozione che quando accade
è fuoco e acqua, brucia o annega,
sommerge. Pioggia e vento forte
che ci alluviona il cuore, smarrito
lì in scena, sul palco ch’è quasi altare.

3 –

Se proprio il senso ci aiuta, la virtù
creaturale, a uscire dalla trappola,
dolce retorica della sigla… ABILI
OLTRE. “… E che vuol dire abili, o
disabili? Lo siamo tutti in fondo,
di volta in volta, umili ma giammai
umiliati – e le vere abilità, restano
segrete – come i nostri impacci, le care
fragilità da cui ogni giorno rinasciamo…”

4 –

Bravo Marino D’Angelo, che premia
e dice solo l’essenziale, toglie parole
alle parole, e più ne toglie, più arriva
al cuore… Ora sta parlando del Diritto
all’Amore, e quei concetti lievitano,
galleggiano nell’aria; spogliano nuda
la retorica che, in quello stesso edificio,
sotto regimi che la Libertà l’abolirono,
la derisero, edificavano tronfia un’idea
della Storia – che invece rinnegava,
comandava i cuori, soldatini lanciati
goffi e armati, a murare l’amore.

5 –

Sale sul palco un’emozione dopo l’altra,
non importano i nomi eppure contano
tutti… Stella parla di Goya vecchio diventato
sordo, come se la Bellezza non riuscisse più
ad auscultare il suo battito, o le molte, troppe
Maje belle d’anonimo, donne miserrime
che non riuscivano più a parlare, cui si legava
la lingua per gli spaventi di violenze e stupri:
peggio: ipocrisie borghesi e omertà familiari,
la riverita nobiltà giunta all’apice dell’ignominia.

6 –

Laura Coccia, atleta paraolimpica, appare
in diretta streaming per giurarci che è vero,
è possibile, e testimonia la sua fede laica…
Silvia non sale perché in carrozzella, eppure
ha l’energia di condurci, corre in discorsi
che entusiasmano: perché c’è voglia di fare,
anche ridere, mangiare, degustare, brindare
di nuova gioia. I ragazzi abili oltre preparano
speranze e vivande, un menu speciale… Ecco
i profumi, odori e spezie, sapori buoni che forse
sublimando il cibo, saziano anche l’anima.

7 –

Salgono poi gli artisti, chi dona immagini
per giocare, colorare le t-shirt e le forme…
Sale Teresa Coratella, che di doni ne ha due,
di amare l’arte dei colleghi e amici almeno
come la sua. Virtù evangelica, che chiede
all’artifex di somigliare moderno ogni quadro
ad una strana, nuova parabola… Sale Claudio
Bianchi, che profila e tratteggia l’indicibile;
Nina Maroccolo, che macera e poi effigia
se stessa coronata di nuova, fiorita gentilezza;
Nora Lux, che sente la linfa e il peso delle dèe
che contiene: ogni donna è Demetra e Persèfone,
Filia/Mater… Spicca dai suoi capelli una ciocca
rossa come spiccasse il grano, spighe sacrali.

8 –

Toni Esposito, parlando, già cadenza affabile
un’armonia di colori e letizia, fantasia liberata.
Che è amicizia, rispecchiamento: nell’ovattata
metafisica di Mark Kostabi… Come è fervido
il segno, arioso il gesto e il simbolo, per Pupillo…
Giancarlino lo vedo impennato fra manifesti
e locandine d’arte, che litiga con le proprie idee
e corteggia Miss Fantasy, ma per far pace
con Adelaide e col mondo, virato, abbracciato
al bianco, per far fiorire meglio i colori tutti…
Aleggiano grandi idee, un sole che non sta più
solo in alto, in cielo, ma ci entra dentro, indora.

9 –

Diritto all’Amore: ecco la norma, il credo.
Come offertorio laico… Marino D’Angelo,
nelle interviste, si prova a spiegarcelo.
Che noi dobbiamo chiederlo solo a noi stessi,
non più e non solo agli altri… Ricominciamo
da qui. Dai colori e dai cuori. Tutti mai più
muti e sordi, di parole e di gesti. Perché
non solo Dio ma anche l’amore, noi non
li possiamo mai evocare, o nominare invano!

L’Amore accade se c’è, e avviene dentro.
Il suo diritto, è il nostro cuore. Tutti i cuori.

Plinio Perilli

 

NOTA

Il 14 maggio 2019, a Roma, nello spazio WEGIL di Largo Ascianghi 5, si è svolta
una lunga serata dal titolo “Mi merito un amore“, per sensibilizzare
sui progetti e sul ruolo dell’associazione “Abili Oltre“, presieduta da Marino
D’Angelo. Sul palco si sono avvicendati a parlare molti esponenti del politico
e soprattutto del sociale (Pietro Folena, Lidia Gattini, Rosalba Taddeini, Sabrina
Alfonsi, Silvia Cutrera, Laura Coccia); ma anche studiosi, letterati (Stella Fanelli)
e un bel drappello di artisti votati e devoti alla causa (Teresa Coratella, curatrice,
e in abbraccio ideale, per l’iniziativa di art fundraising – tra l’altro delle “t-shirt
d’artista” – Claudio Bianchi, Pupillo, Toni Esposito, Nina Maroccolo, Nora Lux,
Paki Palmieri. E ricordiamo, tra gli assenti/presenti, Mark Kostabi, Giancarlino
Benedetti Corcos, Aledaide Innocenti, Tancredi Fornasetti, Salvatore Dominelli,
Virginia Carbonelli, Paul Kostabi, Achille Pace, Giovanni di Carpegna,
Simona Peroso ed Enzo Barchi…).

 

 

VIDEO  QUI... alcune interviste (artisti partecipanti al progetto dal minuto 37)

 Abili Oltre il progetto:

Abili Oltre vuole puntare i riflettori sulla necessità-opportunità di ripensare ad una produttività economica orientata all’inclusione della diversità, perché tutti nelle proprie possibilità possano trovare una realizzazione sociale e personale nel Lavoro.

Imprese, Istituzioni e Cittadini debbono lavorare insieme per costruire una Società in cui il Progresso crei condizioni di abilità e non di emarginazione. Una Società dove i primi sono tali perché non si allontanano dagli ultimi.

Abili Oltre si propone come una Smart Community, indirizzata a promozionare e favorire la costruzione di modelli lavorativi orientati all’armonizzazione delle identità produttive degli individui e dei loro insiemi con le architetture gestionali d’Impresa.

Alla Smart Community partecipa liberamente chiunque si riconosca nel sistema valoriale e relazionale da “Abili Oltre”, condividendone le modalità di partecipazione ed integrazione volte a realizzare i vantaggi di una intelligenza collettiva e connettiva.

La Community vive una dimensione organizzativa orizzontale, che favorisce lo sviluppo di comportamenti efficaci attraverso processi di scambio informativo, di costruzione di una memoria organizzativa comune, di coordinamento e condivisioni dei progetti in una relazione dinamica con l’ambiente.

Abili Oltre è le parole diverse che si fanno racconto.

Abili Oltre pagina FB


6 risposte a "“Abili Oltre” poemetto di Plinio Perilli"

  1. Ha proprio ragione Plinio Perilli: “..Ricominciamo dai colori e dai cuori…tutti cuori”!
    Un bellissimo testo/manifesto per una poesia sodale e solidale.
    Complimenti per il progetto e l’iniziativa.

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  2. Diritto all’Amore: ecco la norma, il credo.
    Come offertorio laico… Marino D’Angelo,
    nelle interviste, si prova a spiegarcelo.
    Che noi dobbiamo chiederlo solo a noi stessi,
    non più e non solo agli altri… Ricominciamo
    da qui. Dai colori e dai cuori. Tutti mai più
    muti e sordi, di parole e di gesti. Perché
    non solo Dio ma anche l’amore, noi non
    li possiamo mai evocare, o nominare invano

    L’Amore accade se c’è, e avviene dentro.
    Il suo diritto, è il nostro cuore. Tutti i cuori.

    Come ti espandono il cuore questi versi, come riempiono e saziano.

    La poesia ti aderisce e ti scava, mette a fuoco la vita e ti aderisce come la pelle alle ossa. “La poesia non è un esercizio letterario diceva Turoldo, né la vita è accademia. Nessuno creda che si possa staccare la poesia dalla vita”. La poesia nella sua essenza più sublime come questa coglie, scompone e ricompone nella comprensione che fornisce. L’arte della parola la com-prendiamo, la prendiamo con noi e dal poeta il focus si punta all’interlocutore che nei versi rinviene una identità e un profumo d’amore.

    L’energia che non si afferra ma si trasmette. Grazie Poeta!

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  3. Come sempre anche in questo poemetto di liricità civile Plinio Perilli ci dona la sua etica mai disgiunta dalla sua poesia, una voce che dà voce a tutti, vero dono di solidarietà laica.

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  4. Un gran bel dono, Plinio. Bellissima l’iniziativa e i tuoi versi che con il tocco di ali di farfalla ci raccontano partecipi dell’evento; un’ “immagine” vera come quella della traduttrice per sordomuti e riluce la Poesia!

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