Si parlava di MES, in quel post…

di cosa parlava

Si parlava di MES, in quel post…

Ed eccoci di nuovo a parlare di economia perché, ricordiamolo, nell’economia di mercato in cui viviamo, la politica in sé e per sé non esiste: esistono le politiche economico-finanziarie. 

Parimenti, eccoci di nuovo a parlare di attentato alla Costituzione Italiana che non solo da decenni viene costantemente disattesa (centralità del lavoro, piena occupazione, diritto a una vita dignitosa e alla salute, tutela del risparmio e così via) e violata (inserimento del pareggio di bilancio), ma continua ad essere bellamente *scavalcata* da trattati internazionali spacciati come normative sovraordinate alla Costituzione rendendola di fatto carta straccia.

Dunque, eccoci di nuovo qui a notare che errare è umano, ma perseverare è malefico. Non ci è bastato che ce l’abbiano MES nel didietro in passato, come ampiamente dimostrato dal dato di fatto che i 60 miliardi di euro stanziati dall’Italia per “salvare” la Grecia sono finiti per il 95% a banche tedesche e francesi, cioè non hanno assolutamente “salvato” la Grecia, bensì chi aveva speculato impunemente sulla pelle del popolo greco.

Per i pigri san Tommaso, allego in proposito lo screenshot del paper pubblicato nel 2016 dalla European School of Management and Technology, nota anche come ESMT Berlin, una business school tedesca senza fini di lucro.

dove sono finiti soldi grecia

Ora, colmo del masochismo, l’Italia verserà almeno il doppio, 125 miliardi di euro, per “salvare”… di nuovo in primis le banche tedesche e forse quelle di altri paesi. Non dimentichiamo infatti che la situazione delle banche tedesche – anche se i media di regime si guardano bene dal raccontarcelo – è catastrofica: Deutsche Bank è un buco con la banca intorno (è esposta in derivati per la cifra monstre di circa 15 volte il PIL tedesco, o se preferite, di circa 5 volte il PIL dell’intera eurozona), Nord LB, una delle più grandi banche commerciali tedesche posseduta dagli Stati della Bassa Sassonia e della Sassonia-Anhal è stata salvata di recente con un finanziamento pubblico di 4 miliardi di euro, mentre le Sparkassen (enorme punto interrogativo in quanto sottratte da Berlino a qualsiasi controllo da parte della UE) hanno beneficiato nell’ultimo anno di soldi pubblici per 1,2 miliardi di euro. Superfluo ricordare che i salvataggi con denaro pubblico “sarebbero” proibiti in UE, ma si sa che – Orwell docet – “alcuni animali sono più uguali degli altri”.

salvataggio tedesco

In proposito, vale la pena di soffermarsi anche su un breve estratto di quanto riferito nel 2017 al Parlamento Europeo dal prof Giacché, presidente del Centro Europa Ricerche.

sparkassen esentate

Non bastasse, oltre a Deutsche Bank e alle Sparkassen sull’orlo del baratro, i virtuosi tedeschi possono vantare pure mezzo sistema finanziario pubblico sull’orlo del collasso e non a caso la settimana scorsa Moody’s ha tagliato le prospettive delle varie banchette tedesche da stabili a negative. Il tutto sullo sfondo di una crisi per l’economia tedesca (strutturalmente mercantilista, ovvero export-led) che già ora risente in modo ben più grave del rallentamento dell’economia mondiale rispetto ad altri paesi meno squilibrati in termini di surplus commerciale.

ordini tedeschi manifatturiero

Di certo, il nuovo MES non salverà banche italiane in quanto i rigidi criteri pregiudiziali che consentono di accedere direttamente alla linea di credito privilegiata del MES (in primis un rapporto deficit/PIL inferiore al 60%) escludono a priori l’Italia (e altre 9 nazioni tra le 19 della zona euro), istituendo un canale preferenziale se non esclusivo per le banche tedesche.

Ecco spiegato perché si procede a tappe forzate verso le modifiche del MES: l’imminente crisi globale manderà gambe all’aria mezzo sistema bancario e i centri di potere tedeschi mettono le mani avanti, ovvero vogliono essere certi che gli aiuti economici siano erogati SOLO alle banche degli ubermenschen teutonici e non a quelle degli untermenschen italiani.

E’ vero, manca ancora l’atto formale, cioè la ratifica finale del MES 2 da parte del parlamento italiano, ma – anche se spero sempre di sbagliarmi – è facile prevedere che il M5S, nonostante esprimesse un “NO” chiarissimo al MES nel suo programma di governo per le elezioni 2018, coronerà la sua operazione “gatekeeping” votando insieme al PD a favore del nuovo MES. Dovesse comunque decidere di puntare i piedi, il parlamento italiano sarà facilmente ricondotto all’obbedienza mediante i soliti ricatti economico-finanziari, come già visto più volte il passato, tipo quando il bail-in passò sotto le minacce di Schauble, come ci ricorda la deposizione dell’ex-ministro dell’economia Saccomanni in Commissione d’inchiesta sulle banche.

Tristissima, in tal senso, come notavo in passato, l’agonia della democrazia parlamentare italiana, umiliata da un Presidente delle Repubblica che detta l’agenda politica agendo da garante del potere EU e non della costituzione (l’Italia NON è una repubblica presidenziale!!) e costretta ad ubbidire supinamente ai dettami di organismi internazionali non eletti democraticamente, di cui il nuovo MES è emblematico esempio. Ricordo, infatti, che il MES 2 si configura come un congegno tirannico formato da 160 tecnocrati “nominati” in stile Troika e collocato al di fuori dell’ordinamento UE e della democrazia, ovvero basato su rapporti di forza intergovernativi (quindi, in soldoni, egemonizzato dalla Germania e, in parte dalla Francia), cui vengono trasferiti tutti i poteri economici che ha oggi la già opaca Commissione sulla prevenzione e la gestione delle crisi, al punto che Commissione e BCE non potranno agire senza una previa autorizzazione del MES.

Nella sostanza, il MES 2 è un trattato scritto nelle sacre stanze e a porte chiuse COMPLETAMENTE AL DI FUORI di qualsiasi organo democratico che – non bastasse – viene proposto COMPLETAMENTE BLINDATO al parlamento italiano, essendo “inemendabile” e da ratificare “in blocco”. Eh, infatti, non a caso, chi ha a che fare col MES non solo non risponde al popolo, ma deve essere considerato alla stregua di un semidio che si colloca al di sopra di qualsiasi legge.

inviolabilità MESE se non fa incazzare questo, allora ditemi cosa…

In proposito, il prof. Bagnai ha ragione da vendere a stigmatizzate il fatto che il vero dominus della trattativa sul MES 2, il dott. Alessandro Rivera, abbia agito e continui ad agire senza alcuna investitura democratica. In occasione di una recente audizione in commissione finanze al Senato non ha potuto esimersi dal notare sarcasticamente: “nel mio mondo ideale, peraltro, il dottor Rivera sarebbe un ministro, sarebbe un ministro del Tesoro così avrebbe una responsabilità politica anche lui, come tutti noi”

Ma andiamo oltre, perché evidentemente c’è dell’altro.

Prestate attenzione: la potenza di fuoco del MES, a pieno regime sarebbe di circa 400 miliardi (finanziamento diretto dei 19 Paesi investitori dell’Eurozona), una cifra MINIMA che non potrà mai tamponare falle che hanno ordini di grandezza centinaia di volte maggiori (il solo debito pubblico dell’eurozona è di circa 10000 miliardi, cui dobbiamo sommare l’esposizione in derivati e debiti delle banche “sistemiche”, in primis Deutsche Bank).

Ed ecco che allora, tenendo bene a mente una delle massime de il Pedante, che recita: “se una cosa non serve a niente, allora serve a qualcos’altro”, diventa fondamentale domandarsi a cosa serva *davvero* il nuovo MES.

E la risposta sta nell’odore di CAC (clausole di azione collettiva, modificate da “double limb” a “single limb”) che emana dalla riforma del MES, ovvero dai meccanismi previsti per ottenere d’ufficio le ristrutturazioni del debito pubblico, cosa che ovviamente rischia di colpire in modo mirato e selettivo l’Italia. Basterà una singola maggioranza dei detentori dei titoli di stato per far scattare la ristrutturazione di tutti i titoli di stato del paese. Con il “single limb”, il Soros di turno (si veda quanto accadde nel drammatico biennio 92-93), acquistando sul mercato secondario la maggioranza dei titoli di stato emessi in una singola tornata, avrà il potere di determinare, in condizioni di “difficoltà” per il Paese emittente, la ristrutturazione di tutto il suo debito pubblico.

In altre parole, al di là degli specchietti per le allodole, l’obiettivo del MES 2 è soprattutto quello di:

1) ribadire che i titoli di stato NON sono più “totalmente sicuri”, ovvero che ESISTE IL RISCHIO CHE NON SIA PIU’ GARANTITO IL CAPITALE DI CHI HA COMPRATO UN TITOLO DI STATO (esempio: ho comprato 100, potrei vedermi restituito 60, 75 o quanto sarà)

2) creare le condizioni perché l’Italia sia COSTRETTA (al di fuori di qualsiasi logica democratica nonché macroeconomica e con gravissimo danno per gli italiani) a chiedere aiuto al MES e dunque a ristrutturare il suo debito, perché così vuole l’oligarchia finanziaria che, per contro, da una ristrutturazione con annesse manovre “lacrime e sangue” in stile biennio 92-93 o governo Monti potrà agilmente saccheggiare ciò che rimane del patrimonio economico, industriale e artistico del Belpaese (replicando riuscitissime spoliazioni in stile Anschluss e il “salvataggio” della Grecia).

D’altro canto, basta leggere le parole di Olaf Scholz (che non è mica un due di picche, vantando il titolo di Vicecancelliere tedesco nonché di Ministro delle Finanze nel governo Merkel), per capire che il tempo della “democrazia” e della “diplomazia” è arrivato agli sgoccioli…

ministro finanze tedesco

In effetti, l’Italia – e questo chiude il cerchio – sarebbe colpita in modo drammatico da una ristrutturazione del suo debito poiché esso è detenuto per oltre l’80% da privati cittadini o da istituzioni italiane, perpetuando all’infinito una spirale di recessione destinata, come già oggi, ad autoalimentarsi. Con annesso nuovo incarico in regime di “fate presto” a salvatori della patria tipo Monti, di cui, a imperitura memoria, torno a rievocare qui sotto le gesta a danno dell’economia italiana (Italia: linea verde, barra rosa: Monti in azione).

salvataggio monti

Unendo i puntini, dunque, il nuovo MES 2 rischia di incarnare l’ennesima “self-fulfilling prophecy”, poiché la maggiore probabilità che venga imposta all’Italia una ristrutturazione del debito, verrà prezzata dai mercati obbligando l’Italia a pagare interessi più alti sui titoli di stato fino al caso limite di non riuscire a piazzarli.

Persino il prof. Galli, economista dell’Osservatorio sui conti pubblici di Carlo Cottarelli, non ha potuto fare a meno di lanciare un grido d’allarme:

“Il punto fondamentale è che nella riforma emerge l’idea che un Paese che chiede aiuto al MES debba ristrutturare preventivamente il proprio debito, se questo non è giudicato sostenibile dallo stesso MES. Si noti che la novità non sta tanto nella possibilità che un debito sovrano venga ristrutturato ma nell’idea che la ristrutturazione diventi una precondizione pressoché automatica per ottenere i finanziamenti. Una ristrutturazione preventiva sarebbe un colpo di pistola a sangue freddo alla tempia dei risparmiatori, una sorta di bail-in applicato a milioni di persone che hanno dato fiducia allo Stato comprando titoli del debito pubblico. Sarebbe un evento di gran lunga peggiore di ciò l’Italia ha vissuto negli ultimi anni a causa dei fallimenti di alcune banche”.

Insomma, tra crisi finanziaria globale alle porte e MES 2, in Italia abbiamo di che stare allegri…

Il tutto mentre avremmo un dannato bisogno di investire miliardi NON per salvare banche tedesche e di altri paesi, ma per colmare il gap in infrastrutture che si è forzatamente creato in decenni di austerità (eh, non a caso, cadono ponti etc).

investimento 57 miliardiCon tale iniezione di risorse nell’economia reale (ricordo il moltiplicatore del PIL a chi è digiuno di macroeconomia), risolveremmo non solo il problema della crescita asfittica, ma anche della disoccupazione, con conseguente calo del rapporto debito/PIL e migliore sostenibilità del sistema pensionistico e dello stato sociale.

Ovvero si riuscirebbe a fare ciò la Costituzione ordina di fare alla Repubblica Parlamentare Italiana.

Repubblica Parlamentare Italiana che de facto non esiste più, essendo stata rimpiazzata dalla Tecnocrazia Presidenziale Europea (per questo Draghi non ha ancora scelto se sia più “conveniente” puntare ad essere il prossimo Presidente del Consiglio o della Repubblica)…

E a chi non ne fosse convinto, propongo un’ulteriore riflessione accompagnata da una precisa cronistoria del colpo di stato sul MES 2.

L’articolo 5 della Legge Moavero (L. 234/2012) in materia di “consultazione delle camere su accordi in materia monetaria e finanziaria” riporta nero su bianco quanto segue (gli stampatelli sono miei):

  1. IL GOVERNO INFORMA TEMPESTIVAMENTE le Camere di ogni iniziativa volta alla conclusione di accordi tra gli Stati membri dell’Unione europea che prevedano l’introduzione o il rafforzamento di regole in materia finanziaria o monetaria o comunque producano conseguenze rilevanti sulla finanza pubblica.
  2. Il Governo assicura che la posizione rappresentata dall’Italia nella fase di negoziazione degli accordi di cui al comma 1 TENGA CONTO degli atti di indirizzo adottati dalle Camere. Nel caso in cui il Governo non abbia potuto conformarsi agli atti di indirizzo, il Presidente del Consiglio dei Ministri o un Ministro da lui delegato riferisce TEMPESTIVAMENTE alle Camere, fornendo le appropriate motivazioni della posizione assunta.

Beh, non so che impressione avete voi, ma io leggendo “TEMPESTIVAMENTE” ho la sensazione che si riferisca ad un “quando” in fase di “iniziativa volta alla conclusione di accordi” e NON a un “quando”  in fase di accordi ormai CONCLUSI anche se non firmati, come è invece avvenuto per la riforma del MES (annunciata nel giugno 2018 e messa all’OdG dell’Eurogroup working group nel novembre 2018).

Parimenti, non so che impressione avete voi, ma io leggendo, “IL GOVERNO INFORMA” ho la sensazione che tale atto sia doveroso e assoluto, ovvero che prescinda da eventuali richieste degli organi parlamentari.

Per quanto riguarda il “TENGA CONTO degli atti di indirizzo adottati dalle Camere”, direi che è evidente che Conte e Mattarella (che dolosamente tace, ma che *IMPOSE* Conte e Tria all’ex-governo gliallo-verde) hanno disatteso tale aspetto che è addirittura *fondante* per una repubblica PARLAMENTARE, dove le camere incarnano la sovranità popolare. E’ umiliante per la democrazia che l’atto di indirizzo del parlamento sul MES possa essere fatto risalire solo al 19 giugno 2019 (data in cui Conte ha riferito sui temi in discussione al Consiglio Europeo ed Eurosummit del 20 e 21 giugno), ovvero:

1) UN ANNO DOPO l’inizio dei lavori avvenuto nel giugno 2018

2) e A GIOCHI FATTI, visto che qualche giorno prima, tra il 13 e il 15 giugno 2019 l’Eurogruppo aveva già comunicato l’esistenza di un “ampio consenso” e chiuso i lavori sulla riforma del MES (ciò che seguirà è mero completamento della documentazione legale per la sua definitiva approvazione entro dicembre 2019, come confermato anche dal ministro dell’economia Gualtieri nella recente audizione in Commissione Finanze del Senato il 27 novembre 2019).

Quanto Conte (e Mattarella) abbiano tenuto conto degli “atti di indirizzo adottati dalle Camere” (!!!!) è tragicamente evidenziato dal fatto che:

1) se la matematica non un’opinione, le date dimostrano che l’atto di indirizzo avviene in data successiva alla conclusione dei lavori del 15 giugno 2019

2) nell’atto di indirizzo del 19-21 giugno 2019, Camera e Senato con due risoluzioni di identico contenuto a firma Molinari-D’Uva (Camera) e Patuanelli-Romeo (Senato), intimavano al governo di “non approvare modifiche che prevedano condizionalità che finiscano per penalizzare quegli Stati membri che più hanno bisogno di riforme strutturali e di investimenti” e “di consentire al Parlamento di esprimersi e, conseguentemente, di sospendere ogni determinazione definitiva finché il Parlamento non si sia pronunciato”.

Addendum: è di oggi la conferma da parte di Tria a “Mezz’ora in Più”, il programma condotto da Lucia Annunziata la domenica su Rai Tre, che Conte sul MES non ha chiesto atti di indirizzo né al Parlamento né al Consiglio dei Ministri.

La situazione si aggrava, gente, questa è roba grossa: qui siamo nel penale!!!!

Art. 264 codice penale: “Chiunque, incaricato dal Governo italiano di trattare all’estero affari di Stato, si rende infedele al mandato è punito, se dal fatto possa derivare nocumento all’interesse nazionale, con la reclusione non inferiore a 5 anni”.

*

(in caso di cose da dire all’autore: malosmannaja@libero.it)

mes in quel post

 


4 risposte a "Si parlava di MES, in quel post…"

    1. beh, ieri Tria in persona a Radio 24 ha ammesso che la chiusura delle trattative sul MES e la stesura del testo definitivo sono avvenute in data *antecedente* alla risoluzione fortemente contraria delle Camere sul MES (come ho fatto notare qui). non bastasse, il giorno prima dalla Annunziata a “In Mezz’Ora”, il povero Tria, era addirittura caduto vittima di un palese lapsus freudiano affermando: “Non mi sento un traditore, altrimenti NON AVREI TRADITO” : )))) ohi, davvero ho riso per mezz’ora mentre piangevo…
      vieppiù ricordo, en passant, che in seguito al siluramento nel marzo 2019 di Savona (e di Barra Caracciolo), Conte tenne per sé le deleghe agli affari europei fino – guarda caso – al LUGLIO 2019 (cioè dopo la conclusione della trattativa), quando gli subentrò Fontana.
      emblematico poi che Gualtieri, durante la sua audizione in commissione finanze al Senato a fine settimana scorsa, cercando di difendere Conte abbia ammesso che è stato proprio Conte a chiudere le trattative sul MES grazie “al mandato parlamentare gli attribuiva che la risoluzione delle Camere”… inguaiandolo ulteriormente (!!) poiché come abbiamo visto – date alla mano – NON solo la risoluzione è successiva alla conclusione “segreta” delle trattative, ma è fortemente contraria al MES, ovvero è di segno diametralmente opposto.
      stento a credere che il presidente del consiglio più insignificante della storia d’Italia dopo Letta, sia diventato *per puro caso* un vero e proprio MESsia capace di *risorgere* dopo la morte della sua maggioranza di governo. eh, cose del genere accadono solo se hai più di “un santo in paradiso” (ovvero se ti sei preventivamente *accreditato* in maniera sostanziale presso i poteri forti EU)…
      e infatti, ohibò, ma tu guarda… come accennavo nel post, proprio Tria e Conte, i due attori principali del colpo di mano, erano stati imposti da Mattarella ai giallo-verdi come pregiudiziale per dare via libera al governo. davvero una storia MEStissima per la democrazia parlamentare italiana…
      da incorniciare, infine, la faccia tosta di Conte, che nel suo intervento in parlamento l’altro giorno ha garantito che il trattato è ancora da definire, e invece dopo nemmeno un’ora è stato sconfessato dall’Eurogruppo: la riforma del MES “è stata già approvata a giugno, stiamo solo discutendo la legislazione secondaria” http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2019/12/02/mes-eurogruppo-gia-approvato-meglio-chiudere-ora_99229680-65df-4595-8ddb-7a3603c335ff.html
      poveri noi…

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  1. Molto corposo il tuo intervento, ho scaricato il MES e lo sto leggendo, faccio poche considerazioni su quello che ho finora letto:

    1) Il Mes ha una struttura di governance che ricalca quella aziendale, quindi non politica
    2) nell’articolo 5B si dic : Il MES effettua l’analisi e la valutazione dalla prospettiva del prestatore.
    3) il 12A : (12 A) È opportuno che il MES conceda sostegno alla stabilità soltanto ai propri membri che presentano un debito reputato sostenibile e dei quali è confermata la capacità di rimborso al MES. Sostenibilità del debito e capacità di rimborso saranno valutate all’insegna della trasparenza e della prevedibilità, al contempo consentendo una sufficiente discrezionalità. Tali valutazioni saranno effettuate dalla Commissione europea di concerto con la BCE e dal MES, e ove opportuno e possibile insieme al FMI, in conformità del presente trattato, del diritto dell’Unione europea e del protocollo di cooperazione concluso a norma dell’articolo 13, paragrafo 8. Qualora la collaborazione non conduca a una visione comune, la Commissione europea effettuerà la valutazione complessiva della sostenibilità del debito pubblico, mentre il MES valuterà la capacità di rimborso del proprio membro nei suoi confronti.
    4) In sostanza presterà soldi a condizioni favorevoli a chi non ne ha bisogno.

    5) Penso anch’io che sia disastroso il CAC con single limb, col dual limb per costringere ad una ristrutturazione di tutti i titoli di stato avevo bisogno del 75% su un titolo e almeno il 50% su ogni altro. Col single limb, basta il 75% su un titolo solo, ovvio che amplifica la speculazione e rende i titoli insicuri, obbligherà a vederli come titoli a breve scadenza, e solo gli sciocchi faranno i cassettisti.

    6) La politica ha cominciato ad agire di nascosto, ma questo riguarda tutta la politica, le discussioni sul MES sono partite nel 2017 (a quanto ho letto) ma anche l’anno scorso e l’anno prima non se ne è mai discusso ampiamente, ne da destra ne da sinistra.

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    1. grazie del tuo contributo, Giancarlo, sempre prezioso per spunti e approfondimenti.
      *
      punto (1)
      giusto: il MES è un meccanismo “di *governance* aziendale”, economico-finanziaria… poi però aggiungi “quindi non politica” e resto sconcertato.
      l’espediente lessicale di usare la parola *governance* invece di “governo” o di “politica” non cambia certo la sostanza delle cose! a costo di ripetermi: teniamo bene a mente che *economia* e *politica* non possono che essere due facce della stessa medaglia e che una scelta economico-finanziaria che vincola le scelte politiche è essa stessa una scelta politica!!! com’è evidente, la tecnocrazia finanziaria stile UE *capovolge* il principio fondante della democrazia (secondo cui il potere politico appartiene al popolo ed è espresso mediante il voto) ingabbiando la volontà popolare in una prigione economico-finanziaria dove le scelte politiche diventano *obbligate* o *vincolate* in perfetto stile TINA.
      *
      punti (2), (3) e (5)
      sei stato “fortunato” a poter leggere la bozza del MES, disponibile come traduzione italiana *SOLO* dal 2 dicembre 2019 (cioè l’altro ieri) sul Sole24h, che si trova a questo link https://www.ilsole24ore.com/art/mes-bozza-riforma-trattato-che-istituisce-fondo-salva-stati-europeo-ACcvfh2.
      pensa che al tempo, quando nel giugno 2019 “giunse voce” che le trattative sul MES erano in chiusura, Bagnai chiese come presidente della commissione finanze del Senato di poter almeno vedere la bozza definitiva su cui il 30 maggio il dottor Rivera (direttore del Tesoro) aveva apposto una sorta di “segreto di stato”, dato che le riunioni dell’Eurogruppo sono per l’appunto coperte da segreto. quando, Goraci, capufficio di Conte, convocò il 15 giugno a Palazzo Chigi a porte chiuse Bagnai, Laura Castelli, Massimo Garavaglia e un assistente di Fraccaro, i quattro si dovettero accontentare di scorrere il testo, ovviamente scritto in inglese, e gli fu vietato di prendere appunti o fare foto. https://www.radioradio.it/2019/12/borghi-il-testo-del-mes-fu-reso-noto-a-4-persone-il-15-giugno-in-una-stanza-chiusa-di-palazzo-chigi-in-inglese-con-divieto-di-appunti-e-foto/
      che meraviglia… e che specchiata trasparenza eh?
      e a proposito di *trasparenza*, riallacciandomi a quanto detto più sopra, ricordo a tutti che NESSUNA delle quattro “entità” valutanti chiamate in causa nel trattato in oggetto (vedasi al punto 3: MES, BCE, Commissione e FMI), è eletta o è diretta espressione della volontà popolare. evviva!!!
      ahinoi, che tristezza infinita vedere spaginate e spaginate di “tecnicismi” e di “economicismi” scavalcare e fare scempio della nostra Costituzione! quanta abissale distanza tra l’ispirazione dei padri costituenti e queste aride regolette da CDA di società di capitali… mioddio… se ci fate caso, la piana saggezza con cui la Costituzione espone i diritti fondamentali è l’esatta antitesi dell’arido contorsionismo contabile del MES…
      *
      punto (4)
      “In sostanza presterà soldi a condizioni favorevoli a chi non ne ha bisogno”.
      non avrei saputo dirlo meglio. aggiungo solo che un meccanismo inizialmente pensato come “salva stati”, è diventato prima *subdolamente* – vedi Grecia – e poi *apertamente* un meccanismo “salva banche” perché, in fondo, la novità più rilevante del MES 2 sta nello scrivere in “finanziarese” che si salveranno (coi nostri soldi) le banche *sistemiche* cioè, in soldoni le banche tedesche (e francesi). infatti, affermare che MES, BCE e Commissione procederanno di urgenza qualora “la sostenibilità economica e finanziaria della zona euro sia minacciata” equivale a dire “pronto soccorso alle banche sistemiche”
      *
      punto (6)
      non sono sicuro di aver ben compreso cosa vuoi dire in questo paragrafetto. se è un modo per fare di tutta l’erba un fascio, per dire la colpa “è di tutta la politica” e non si salva nessuno “né a destra né a sinistra”, non sono per nulla d’accordo. premesso che “destra e sinistra” sono ormai specchietti per le allodole (ne ho parlato estesamente qui https://copylefteratura.wordpress.com/2019/10/17/prove-tecniche-di-socialismo-sovranista/), la cronologia dei fatti svela una trama complessa, sul modello di “quer pasticciaccio brutto di via MESrulana” in cui però è possibile scorgere nitidamente l’orrore tecnocratico, la solerzia dei lacché, il mistero della stupidità, le ostinate indagini di “Ingravallo” nonché le riunioni segrete e la morte della democrazia.
      e in questa trama è facile individuare chi ha lottato contro il MES appena è stato possibile e chi l’ha usato come contropartita per giochi di potere personali. in questo ottimo post di Fantuzzi scovato in rete ieri ed emblematicamente intitolato “cronologia sul MES, spiegata a chi non vuol capire” c’è tutto: basta leggerlo con attenzione… http://losmemorato-ilblog.blogspot.com/2019/12/cronologia-sul-mes-spiegata-chi-non.html
      e in ciò che accade nel luglio seguente, è evidente la scelta di campo definitiva del M5S con Di Maio che a Sky Tg24 dichiara “Si dice che si stia perdendo fiducia nel ministro dell’Economia e nel premier. Dico che questo non fa bene al Paese, hanno portato avanti trattative complesse con l’Europa, scongiurato procedure, abbiamo uno spread basso anche grazie al loro lavoro. E’ il momento di capitalizzare nella Manovra. Ho piena fiducia in Giovanni Tria e Giuseppe Conte” https://www.milanofinanza.it/news/di-maio-ho-piena-fiducia-in-conte-e-tria-201907261027303758
      e poi ci sono i vari Zingaretti & Co… quelli manco l’hanno letto il MES (e in ogni caso in economia al PD sono tutte MES seghe), ma da Bruxelles hanno ordinato di applaudire e subito Zingaretti twitta “Bene Conte che sul #Mes smonta una a una le bugie delle destre. Basta raccontare frottole agli italiani. Gli altri parlano e noi affrontiamo e risolviamo i problemi del Paese. Dobbiamo spingere l’Europa verso nuovi obiettivi e una nuova fase, l’Italia può farlo da protagonista.”
      olè.

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