Clarice Lispector tradotta da Emilio Capaccio

 

Ogni giorno, quando mi sveglio,
corro a togliere la polvere
dalla parola amore.
C.L.

Traduzione di Emilio Capaccio

 

LA NOSTRA TRUCULENZA

Quando penso all’allegria vorace
con cui mangiamo una gallina in salsa scura,
mi rendo conto della nostra truculenza.
A me, che non sarei capace di ammazzare una gallina,
piacciono vive
mentre muovono il collo sgraziato
in cerca di lombrichi.
Dovremmo non mangiarle e comunque non nel loro sangue?
No.
Noi siamo cannibali,
non dobbiamo dimenticarlo.
E rispettare la violenza che abbiamo.
Chissà se non mangiassimo galline in salsa scura,
mangeremmo gente con il loro sangue.

La mia mancanza di coraggio di uccidere una gallina
e al tempo stesso di mangiarla morta
mi confonde, mi spaventa,
ma lo accetto.
La nostra vita è truculenta:
nasce con il sangue
e con il sangue si recide l’unione
che è il cordone ombelicale.
E quanti muoiono con il sangue.
Bisogna credere al sangue
come parte della nostra vita.
La truculenza.
Anch’essa è amore.

NOSSA TRUCULÊNCIA

Quando penso na alegria voraz
com que comemos galinha ao molho pardo,
dou-me conta de nossa truculência.
Eu, que seria incapaz de matar uma galinha,
tanto gosto delas vivas
mexendo o pescoço feio
e procurando minhocas.
Deveríamos não comê-las e ao seu sangue?
Nunca.
Nós somos canibais,
é preciso não esquecer.
E respeitar a violência que temos.
E, quem sabe, não comêssemos a galinha ao molho pardo,
comeríamos gente com seu sangue.

Minha falta de coragem de matar uma galinha
e no entanto comê-la morta
me confunde, espanta-me,
mas aceito.
A nossa vida é truculenta:
nasce-se com sangue
e com sangue corta-se a união
que é o cordão umbilical.
E quantos morrem com sangue.
É preciso acreditar no sangue
como parte de nossa vida.
A truculência.
É amor também.

*

IO

Sono composta da urgenze:
le mie gioie sono intense;
le mie tristezze, assolute.
Mi intaso d’assenze,
Mi svuoto d’eccessi.
Non entro nello stretto,
vivo solo agli estremi.
Il poco non mi serve,
Il mezzo non mi appaga,
le metà non furono mai il mio forte!
Tutti i grandi e i piccoli momenti,
fatti d’amore e d’affetto,
sono per me memorie eterne.
Le parole possono anche conquistarmi
temporaneamente …
Ma gli atteggiamenti mi seducono
o mi perdono per sempre.
Suppongo mi capisca
non è una questione di intelligenza
ma di sentire,
entrare in contatto …
O tocchi o non tocchi.

EU

Sou composta por urgências:
minhas alegrias são intensas;
minhas tristezas, absolutas.
Entupo-me de ausências,
Esvazio-me de excessos.
Eu não caibo no estreito,
eu só vivo nos extremos.
Pouco não me serve,
médio não me satisfaz,
metades nunca foram meu forte!
Todos os grandes e pequenos momentos,
feitos com amor e com carinho,
são pra mim recordações eternas.
Palavras até me conquistam temporariamente …
Mas atitudes me perdem ou me ganham para sempre.
Suponho que me entender
não é uma questão de inteligência
e sim de sentir,
de entrar em contato …
Ou toca, ou não toca.

*

PRECISIONE

Quello che mi conforta
è che tutto ciò che esiste,
esiste con una esattezza assoluta.
Quello che deve essere
della misura di una capocchia di spillo
non eccede di una frazione di millimetro
la misura di una capocchia di spillo.

Tutto ciò che esiste è di una grande precisione.
Peccato che la maggior parte di ciò che esiste
con questa accuratezza
è per noi tecnicamente invisibile.

Il buono è che la verità giunge a noi
come un senso segreto delle cose.
Finiamo per intuire, confusi,
la perfezione.

PRECISÃO

O que me tranquiliza
é que tudo o que existe,
existe com uma precisão absoluta.
O que for do tamanho de uma cabeça de alfinete
não transborda nem uma fração de milímetro
além do tamanho de uma cabeça de alfinete.

Tudo o que existe é de uma grande exatidão.
Pena é que a maior parte do que existe
com essa exatidão
nos é tecnicamente invisível.

O bom é que a verdade chega a nós
como um sentido secreto das coisas.
Nós terminamos adivinhando, confusos,
a perfeição.

*

DAMMI LA MANO

Dammi la tua mano
ti racconterò ora
come sono entrata nell’inespressivo
che è sempre stata la mia ricerca cieca e segreta.

Di come sono entrata
in quello che esiste tra il numero uno e il numero due,
di come ho visto la linea di mistero e di fuoco,
che è la linea surrettizia.

Tra due note musicali esiste una nota,
tra due fatti esiste un fatto,
tra due granelli di sabbia per quanto uniti possano essere
esiste un intervallo di spazio
esiste un sentire che è dentro il sentire
― negli interstizi della materia primordiale
si trova la linea di mistero e di fuoco
che è la respirazione del mondo
è quello che ascoltiamo
e chiamiamo silenzio.

DÁ-ME A TUA MÃO

Dá-me a tua mão:
Vou agora te contar
como entrei no inexpressivo
que sempre foi a minha busca cega e secreta.

De como entrei
naquilo que existe entre o número um e o número dois,
de como vi a linha de mistério e fogo,
e que é linha sub-reptícia.

Entre duas notas de música existe uma nota,
entre dois fatos existe um fato,
entre dois grãos de areia por mais juntos que estejam
existe um intervalo de espaço,
existe um sentir que é entre o sentir
― nos interstícios da matéria primordial
está a linha de mistério e fogo
que é a respiração do mundo,
e a respiração contínua do mundo
é aquilo que ouvimos
e chamamos de silêncio.

*

IL SOGNO

Sogna ciò che vuoi essere,
perché hai solo una vita
e in essa hai solo una chance
per fare quello che vuoi.

Hai allegria abbastanza per renderla dolce.
Difficoltà per renderla forte.
Tristezza per renderla umana.
E speranza sufficiente per renderla felice.

Le persone più felici non hanno le cose migliori.
Sanno fare il meglio dalle opportunità
che appaiono sul loro cammino.

La felicità appare per coloro che piangono.
Per coloro che si fanno del male
Per coloro che cercano e ci provano sempre.
E per coloro che riconoscono
l’importanza delle persone che passano nella loro vita.

O SONHO

Sonhe com aquilo que você quer ser,
porque você possui apenas uma vida
e nela só se tem uma chance
de fazer aquilo que quer.

Tenha felicidade bastante para fazê-la doce.
Dificuldades para fazê-la forte.
Tristeza para fazê-la humana.
E esperança suficiente para fazê-la feliz.

As pessoas mais felizes não tem as melhores coisas.
Elas sabem fazer o melhor das oportunidades
que aparecem em seus caminhos.

A felicidade aparece para aqueles que choram.
Para aqueles que se machucam
Para aqueles que buscam e tentam sempre.
E para aqueles que reconhecem
a importância das pessoas que passaram por suas vidas.

*

VOGLIO SCRIVERE LA MACCHIA ROSSA DI SANGUE

Voglio scrivere la macchia rossa di sangue
con gocce e coaguli che colano
da dentro a dentro.
Voglio scrivere giallo-oro
con raggi traslucidi.
Che non mi intendano
poco m’importa.
Non ho niente da perdere.
Getto alla violenza
che mi ha sempre popolata,
tutto il grido aspro, acuto e prolungato,
il grido che io,
per falso rispetto umano,
non ho dato.

Ma qui si trova il mio urlo
che mi dilania nelle viscere profonde
da dove germina il rantolo ambìto.
Voglio abbracciare il mondo
col terremoto causato dal grido.
Sarà la morte il climax della mia vita.

Voglio scrivere nozioni
senza l’uso abusivo della parola.
Non mi resta che mostrarmi nuda:
da perdere non ho più niente.

QUERO ESCREVER O BORRÃO VERMELHO DE SANGUE

Quero escrever o borrão vermelho de sangue
com as gotas e coágulos pingando
de dentro para dentro.
Quero escrever amarelo-ouro
com raios de translucidez.
Que não me entendam
pouco-se-me-dá.
Nada tenho a perder.
Jogo tudo na violência
que sempre me povoou,
o grito áspero e agudo e prolongado,
o grito que eu,
por falso respeito humano,
não dei.

Mas aqui vai o meu berro
me rasgando as profundas entranhas
de onde brota o estertor ambicionado.
Quero abarcar o mundo
com o terremoto causado pelo grito.
O clímax de minha vida será a morte.

Quero escrever noções
sem o uso abusivo da palavra.
Só me resta ficar nua:
nada tenho mais a perder.

*

LA PERICOLOSA LUCENTEZZA

Sento una tale chiarezza
che mi annulla come persona attuale e comune:
è una vuota lucentezza, come spiegare?
simile a un perfetto calcolo matematico
che, tuttavia, non ti serve.

Sto per così dire
vedendo chiaramente il vuoto.
Neppure capisco quello che capisco:
perché sono infinitamente più grande di me stessa,
e non riesco a starmi dietro.
Ciò detto:
che fare di questa chiarezza?
So pure che questa mia lucentezza
può diventare un inferno umano
— mi è già successo.

Perché so che
— in termini del nostro quotidiano
e permanente accomodamento
rassegnato per l’irrealtà —
questa chiarezza della realtà
è un rischio.

Ho spento, dunque, la mia fiamma, Dio,
perché non mi serve
per vivere i miei giorni.
Aiutami di nuovo a consistere
nei modi possibili.
Io consisto,
io consisto,
amen.

A LUCIDEZ PERIGOSA

Estou sentindo uma clareza tão grande
que me anula como pessoa atual e comum:
é uma lucidez vazia, como explicar?
assim como um cálculo matemático perfeito
do qual, no entanto, não se precise.

Estou por assim dizer
vendo claramente o vazio.
E nem entendo aquilo que entendo:
pois estou infinitamente maior que eu mesma,
e não me alcanço.
Além do que:
que faço dessa lucidez?
Sei também que esta minha lucidez
pode-se tornar o inferno humano
— já me aconteceu antes.

Pois sei que
— em termos de nossa diária
e permanente acomodação
resignada à irrealidade —
essa clareza de realidade
é um risco.

Apagai, pois, minha flama, Deus,
porque ela não me serve
para viver os dias.
Ajudai-me a de novo consistir
dos modos possíveis.
Eu consisto,
eu consisto,
amém.

*

SE TUTTO ESISTE

Se tutto esiste è perché sono.
Ma perché questo star male?
È perché non sto vivendo
nell’unico modo
che esiste per ognuno
di viversi e neanche so qual è.
Sconfortante.
Non mi sento in forma.
Non so cosa sia.
Ma qualcosa non è giusta e mi fa star male.
Intanto sono schietta
e il mio gioco è pulito.
Inizio il gioco.
Solamente non racconto i fatti della mia
vita:
sono discreta per natura.
Cosa c’è allora?
So solo che non voglio finzioni. Mi oppongo.
Ho approfondito me stessa ma
non credo in me
perché il mio pensiero è inventato.

SE TUDO EXISTE

Se tudo existe é porque sou.
Mas por que esse mal estar?
É porque não estou vivendo do
único modo
que existe para cada um de se
viver e nem sei qual é.
Desconfortável.
Não me sinto bem.
Não sei o que é que há.
Mas alguma coisa está errada e dá mal estar.
No entanto estou sendo franca
e meu jogo é limpo.
Abro o jogo.
Só não conto os fatos de minha
vida:
sou secreta por natureza.
O que há então?
Só sei que não quero a impostura. Recuso-me.
Eu me aprofundei mas não
acredito em mim porque
meu pensamento é inventado.

*

IL BALLERINO INDÙ

Il ballerino indù
fa gesti ieratici, quadrati,
e si ferma.
È che anche fermarsi per qualche istante fa parte del gioco.
È la danza dell’attonimento:
i movimenti immobilizzano le cose.
Il ballerino passa da un’immobilità all’altra,
dandomi il tempo dello stupore.
E spesso la sua immobilità improvvisa è la risonanza
del salto precedente:
l’aria ferma contiene tutto il tremore del gesto.
Ora è del tutto immobile.
Esistere si fa sacro
come se noi fossimo solo
gli esecutori della vita.

O DANÇARINO HINDU

O dançarino hindu
faz gestos hieráticos, quadrados,
e pára.
É que parar por vários instantes também faz parte.
É a dança do estatelamento:
os movimentos imobilizam as coisas.
O bailarino passa de uma imobilidade a outra,
dando-me tempo para estupefação.
E muitas vezes sua imobilidade súbita é a ressonância
do salto anterior:
o ar parado contém todo o tremor do gesto.
Ele agora está inteiramente parado.
Existir se torna sagrado
como se nós fôssemos apenas
os executantes da vida.

*
NON COMPRENDERE

Non comprendo. Ciò è così vasto che va oltre ogni comprensione.
La comprensione è sempre limitata.
Ma non comprendere può non avere confini.
Sento che sono molto più completa quando non comprendo.
Non comprendere, il modo con cui parlo, è un dono.
Non comprendere, ma non come uno spirito sempliciotto.
La cosa migliore è essere intelligenti e non comprendere.
Si tratta di una strana benedizione,
come avere una follia senza essere pazzi.
È un disinteresse mite, è una dolcezza da picchiatello.
Solo che di tanto in tanto arriva l’inquietudine:
Voglio comprendere un po’. Non troppo:
perlomeno comprendere
che non comprendo.

NÃO ENTENDER

Não entendo. Isso é tão vasto que ultrapassa qualquer entender.
Entender é sempre limitado.
Mas não entender pode não ter fronteiras.
Sinto que sou muito mais completa quando não entendo.
Não entender, do modo como falo, é um dom.
Não entender, mas não como um simples de espírito.
O bom é ser inteligente e não entender.
É uma benção estranha,
como ter loucura sem ser doida.
É um desinteresse manso, é uma doçura de burrice.
Só que de vez em quando vem a inquietação:
quero entender um pouco. Não demais:
mas pelo menos entender
que não entendo.


2 risposte a "Clarice Lispector tradotta da Emilio Capaccio"

  1. mi piace troppo e in questo momento la sento così vicina con i suoi pensieri e le sue emozioni racchiuse nelle parole. Riesce a trasmetterle così bene, fluide e semplici, sentiti e corpose di una carica che sfiora..
    DAMMI LA MANO – …”Tra due note musicali esiste una nota,
    tra due fatti esiste un fatto,
    tra due granelli di sabbia per quanto uniti possano essere
    esiste un intervallo di spazio
    esiste un sentire che è dentro il sentire…”
    Davvero bella, di una bellezza che lieve tange

    "Mi piace"

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