Abele e Sophia Longo: Grigliata

Rat_ by Sophia Longo

Grigliata

Laboravi in gemitu meo, lavabo
per singulas noctes lectum meum:
lacrymis meis stratum meum rigabo.
(Orlande de Lassus, Psalmi Davidis Pœnitentiales)

Arrivò in una città di ratti bianchi
che si mangiano tra di loro
la stazione deserta con assi alle porte

attorno nessun facchino a portargli
la valigia di esche rodenticide
che trascinò da solo alla pensione

dove un inserviente con mascherina
gli fece strada su per le scale
nidore di canfora e piscio

cotante erano le cose che avrebbe
voluto dimandargli s’anche lui
soffrisse di mal di testa e nutrisse

incommensurabili sentimenti
per roditori di chiavica e nutrie
si limitò a dire dov’è la vita?

Era sul terrazzo di fronte
dove avean ripreso dei delatori
una grigliata di alette di pollo

sparute su carboni esangui
figuri cantavano mottetti
di Orlande de Lassus

prima che l’elicottero della polizia
ravvivasse con le pale i carboni
e alla fuga si dessero i cantori

Abele Longo

Cantore_ by Sophia Longo

6 risposte a "Abele e Sophia Longo: Grigliata"

  1. Nei tempi di pestilenza la vita o una grigliata sul terrazzo sono un’opera al nero, un’eresia da riscattare con salmi penitenziali. C’è tanta carne al fuoco per gli inquisitori a caccia degli spiriti incubi o succubi.
    Complimenti anche per i disegni, così espressionisti, il cantore mi ricorda Otto Dix.

    "Mi piace"

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