Patty Schneider: Istruzioni per l’uso dei microrganismi (Giancarlo Locarno)

Gerhard Richter –  Betty  

Poesie che sembrano costruire in sogno piccoli spezzoni di mondi in universi paralleli, il primo è quello dell’infanzia, un’esistenza così intensa come un bicchiere che non si riempie mai, e il ricordo di una dolcezza.

Gli scriventi tessono un personale Tractatus logicus philosophicus  per dotare l’algebra della vita quotidiana di una razionalità stralunata che possa “vincere l’angoscia e la melanconia”. Nel sogno dell’universo bedtime siamo preda di un narcisismo esasperato dal feticismo degli oggetti, ma “tutto è SOTTO controllo”. Una ricetta per sopravvivere ai cavoli neri del nulla, o meglio, per rinascere, frullare, frullare e aggiungere un po’ di panna. Inquietante sentire l’amazzonia collassare dentro il telefono quando parla la madre. “Non è vero che ci si conosce”, ma anche la poesia è terapeutica, concettualizza per verba  la tesi della realtà con l’antitesi del sogno, come la seduta con un analista lacaniano.

La poesia di Patty Schneider l’avevo già presentata su neobar: Patty Schneider – Neobar

Giancarlo Locarno

(senza titolo)

I temporali estivi 
le madri che urlavano dal balcone 
sotto la pioggia i nostri visi con gli occhi chiusi. 
L’umido arrivava fin dentro i vestiti
una seconda pelle
e correvamo, correvamo,  
il desiderio di tagliare il traguardo del poco tempo; 
più in là eravamo già fermi, 
nei tasselli dei bordi dei marciapiedi, saltellanti.

Esistevamo ma così intensamente 
da squarciare la luce del mattino e quella della sera.
Nei campi la raccolta della camomilla in un bicchiere che non si riempiva mai. 
Era l’esercizio di pazienza che non capivamo. 
Una parentesi nella bufera, che ci sudava contro e l’estate non sarebbe arrivata mai.

Eppure ho ancora paura a stare sola. 
Un dente di leone lascia le spore al breve soffio.

La notte ti prende come un sonnifero dolce. 
Ti sveglierai con il mal di testa che ti parrà di scoppiare
Ma ti resterà sempre quella dolcezza cara, pacata, pagata.




1.	Gli scriventi


2.	Marìe è nato dall’unione di A e B.
3.	A. sesso femminile, B. sesso maschile. È successo.  Scrivere può  anche essere  rilassante, talvolta. Illudersi di aver creato un capolavoro è tipico di certi personaggi.
4.	Nascita. Lotta per la sopravvivenza. L’abortito grida, piange. Delete. 
5.	Riscrivere il principio o salvare il finale. 
6.	Marìe, Cork, Saul fanno un patto e consumano la rivoluzione del desiderio. Rifiutano di essere eliminati. Hanno scritto dentro la loro storia.
7.	
8.	La strada è disseminata. Cartelli con lettere luminose intermittenti. Segni che interrogano, reclamano chiarimenti.
9.	Xiang dipinge ogni giorno. Si allena a capire il mondo. 
        Ha un tavolino basso e un pennello d’ inchiostro nero.
  10. Marìe e Cork sono meno fortunati, anche Saul. I loro segni 
         risultano espressioni vuote che cercano goffamente di 
         riempire. Come ha fatto A. che ha riempito B. Questo, prima 
         del desiderio di annullare.  
11.	Marìe, Cork e Saul portano in sé stessi la storia e il seme 
         delle distruzioni.  Scrivono con le matite.  
12.	 Hanno preso la mania di riempire stanze. 
13.	Sugli gli scafali, sui letti, sul tavolo, impilati sulle sedie. Segni di scriventi già cancellati.
14.	Hanno preso la mania di fare liste. Marìe, Cork e Saul si organizzano. Un kommando con spade lunghe e affilate. Con un solo colpo tagliare una testa dura. Sabotaggio!
15.	Giorno 1, giorno 2, giorno 3
16.	ora 1, ora 2, ora 3
17.	tazza piccola, bicchiere da vino, bottiglia di coca-cola
18.	tavolo sotto la finestra, finestra con divano, letto con lucernario. Da lì, vedono la luna. 
19.	lista di penne, lista di panini, lista di cioccolatini.
20.	Marìe, Cork, Saul ce la possono fare. Hanno scritto tutto dentro.  Devono solo vincere l’angoscia e la melanconia. 


BEDTIME

Nella biocasa mi faccio delle pettinature

A coda di cavallo. Per lucidare i capelli
Uso dei microrganismi.

Si possono fare degli elastici con pezzi di
Nylon, tratti di gamba femminile, il resto 
rotto, lo butti.

Sono genialate che ti insegnano 
le tue amiche furbe. Tu hai SOLO amiche furbe. 

Ci puoi infilare una bella massa di capelli

ma prima di lavarli pettinali molto,  molto bene.

Ricorda di diluire lo shampoo. Se dimentichi,  fa niente.

Ma

Se hai paura dell’acqua, odi il freddo, detesti stare con la testa in giù,
ODI il bianco del fondo della tua vasca.

Ma

Puoi anche amare “un Bianchi”, un italofono dal cognome italiano

(a lavarsi i capelli vengono idee)

E

Ci vuole acqua! Acqua! Acqua!

In caso contrario

Non fa niente, non è successo nulla, tutto è SOTTO controllo

Gli ufo non arriveranno nemmeno questa notte

E tu

SEMPLICEMENTE

TI puoi fare uno shampoo SECCO.

Ora TI SPIEGO.





Cavoli neri

Ero nel bel mezzo di un cavolo di niente
e mi svegliavo sudata 
e sulle spalle erano  cresciuti
due monticelli. Due o quattro chilogrammi per parte,
fai tu.
Mi sembrava molto,  ma è tanto.
Era mattina, ma la notte ti aveva portato via.
Cavoli neri.

Mangiava le castagne
con gusto e gioiosa libertà
il bambino rinasce accanto a un fuoco acceso
il cacao si raggruma scuro nel latte
così cercava la sua rinascita
nel latte nero.

È semplice:
tagliare a pezzetti 
levare e gettare le parti più dure
buttare in padella
cipolla, due patate, peperoncino
e acqua, dado.
Far cuocere, semplicemente.
Poi frullare, frullare, frullare. 

Ah … aggiungere un po’ di panna nel bel 
mezzo del verde scuro.



Inquietante. 

Al telefono la madre:
“non è depressione”.
“ Lo so, ho letto e sentito molto”
ma quello che ho sentito io
erano tutti gli alberi dell’amazonia 
crollare lì nel telefono.
Chissà che madre ha, Greta.
Potrei chiedere al padre, ma lui è già morto.
Basta un clic 
chiudere la telefonata 
alla fine possono morire tutti.

Non è vero che ci si conosce.
ci aggiriamo tutti e poi ci voltiamo
e guardiamo e parliamo con noi stessi
e Tu, mio estraneo, che ti guardi che ti pensi,

che ti ausculti.
Ogni giorno impianta in noi nuove paure.
Forse siamo animali feriti.




PATTY SCHNEIDER: è nata nella Svizzera centrale. Ancora piccola si trasferisce con la famiglia nel Canton Ticino dove frequenta le scuole e attualmente vive. Lavora in un istituto bancario. Suoi scritti sono apparsi in alcune riviste ticinesi. Ha curato l'antologia "Tramontare dentro lo screensaver orange and yellow di Mark Rothko (18 poeti dal web)" di cui fa anche parte, per Lampi di Stampa.


2 risposte a "Patty Schneider: Istruzioni per l’uso dei microrganismi (Giancarlo Locarno)"

  1. davvero notevole. il poetare di Patty possiede carnalmente un bisturi naif. c’è tutta la fisicità della parola tattile, la magia intatta del pensiero che continua a frullare (frullare frullare) mentre si (s)porge come tale. una poesia “intattile”, dunque, capace di ficcare il dito nella piaga (“non è vero che ci si conosce”) sudando ancora amore per la razza umana (“siamo animali feriti”).
    ah… curiosamente, non ho potuto fare a meno di frullare tutti gli alberi dell’amazzonia – gettate le parti più dure – e poi aggiungere un po’ di panna nel bel mezzo del verde scuro. nell’ipermarket globale dove le scimmie nude “consumano la rivoluzione del desiderio” è già moltissimo.
    : ))
    mioddio… lavora in un istituto bancario!!! eh, allora in effetti per sopravvivere con la testa ha le restano due vie d’uscita: personalità multiple o poesia.
    : )

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