
Ed eccoli che ripartono,
gli yankee corazzati in parata
e intonano ballate festose
da una parte all’altra del mondo al galoppo
rendendo lode al Dio d’America.
I marciapiedi sono ingombri di morti
chi non ha potuto partecipare
chi si è rifiutato di cantare
chi sta perdendo la voce
chi ha scordato le note.
Tagliano, le fruste dei cavalieri.
La testa rotola sulla sabbia
la testa diventa una pozzanghera nella terra
la testa diventa una macchia nella polvere
ti escono gli occhi dalle orbite e il naso
sente solo il tanfo dei morti
ma è viva quell’aria di morte
e puzza del Dio d’America.
Poesie d’amore, di silenzio e di guerra (Einaudi, 2004), traduzione di E. Quaggio