
Il prisma poetico e l’arte terapia. Un percorso di guarigione per contrastare la violenza di genere e la tendenza al possesso e al controllo
di Yuleisy Cruz Lezcano
Nel contesto della crescente consapevolezza sui temi della violenza di genere e degli abusi di potere nelle relazioni, la psicoterapia e le pratiche artistiche stanno emergendo come strumenti fondamentali per affrontare le radici profonde di questi comportamenti. In particolare, il concetto di “prisma poetico” e l’arte terapia sono due approcci che, attraverso il linguaggio simbolico e la creatività, offrono percorsi di riflessione, consapevolezza e trasformazione.
Il bisogno di possesso e di controllo nelle relazioni, che spesso sfocia in comportamenti violenti e manipolatori, è una dinamica complessa che affonda le radici in una serie di fattori psicologici e sociali. L’insicurezza, la paura del rifiuto, il desiderio di potere e il fraintendimento dei concetti di amore e cura sono elementi che alimentano questa ossessione. Quando un individuo non riesce a gestire adeguatamente questi sentimenti, può ricorrere alla violenza come strumento per mantenere il controllo sulle proprie emozioni e sulle persone intorno a sé.
La violenza di genere, che colpisce principalmente le donne ma non solo, è una manifestazione tangibile di questi meccanismi disfunzionali. Un uomo che manifesta comportamenti ossessivi di controllo e possesso nei confronti della partner, spesso, non è consapevole delle radici più profonde di tali impulsi, che possono essere legate a traumi non elaborati, modelli familiari disfunzionali, o ideologie patriarcali interiorizzate.
In questo contesto si parlerà dell’utilità del “prisma poetico”: questo concetto si ispira alla capacità della poesia di scomporre e rielaborare la realtà, di rivelare molteplici prospettive e possibilità. Un prisma, infatti, è un oggetto che riflette la luce in molte direzioni, creando un arcobaleno di colori e immagini diverse. In maniera simile, la poesia, e più in generale il linguaggio simbolico, permette, a chi la pratica, di esplorare diversi aspetti della propria interiorità, di comprendere e comunicare emozioni complesse, e di mettersi in discussione. Il concetto di “prisma poetico” trova applicazione nel campo clinico come una metafora di trasformazione, utilizzata in particolare con adolescenti che manifestano disagio psicologico e difficoltà nell’instaurare relazioni equilibrate, specialmente con l’altro sesso. Questo approccio integra la poesia e la riflessione simbolica in un percorso terapeutico che mira a favorire la consapevolezza emotiva, migliorare la comunicazione e favorire il cambiamento nelle dinamiche relazionali.
Nella terapia, il prisma poetico diventa uno strumento di autoconoscenza e di trasformazione, in grado di aiutare chi è intrappolato in dinamiche di possesso e controllo, a riconoscere i propri schemi disfunzionali e ad aprirsi a nuove visioni e possibilità di relazione. La scrittura poetica e la lettura di testi significativi permettono di dare voce a emozioni inespresse, creando uno spazio protetto in cui esplorare i propri conflitti interiori e le proprie paure. In un contesto terapeutico mirato a prevenire la violenza di genere, l’uso del prisma poetico offre una via per esplorare il proprio rapporto con il potere, il controllo e la vulnerabilità. Ad esempio, la poesia teatralizzata può aiutare a rappresentare fisicamente il concetto di “costrizione” o “libertà”, invitando l’individuo a riflettere su come il controllo influenzi la propria vita emotiva e le proprie relazioni. La poesia rappresentata con l’aiuto della musica, invece, può essere utilizzata per esplorare l’espressione dei sentimenti più profondi, creando un ponte tra il mondo interno e quello esterno.
Il “prisma poetico” con la sua capacità di offrire visioni alternative e di spingere alla riflessione profonda, può diventare un veicolo di cambiamento nelle percezioni sociali legate alla mascolinità, al possesso e al controllo. Il suo uso in campo terapeutico si basa sull’idea che la poesia, la scrittura coadiuvate con la gestualità libera e la rappresentazione delle parole a ritmo di musica possano agire come strumenti di rielaborazione e trasformazione interiore. Il termine “prisma” è simbolico: come un prisma riflette e scompone la luce in molteplici colori, la poesia permette di riflettere la complessità delle emozioni e dei conflitti, rivelando diverse prospettive e possibilità di comprensione. Il processo di scrittura poetica stimola l’introspezione e favorisce la consapevolezza emotiva, facilitando l’espressione di sentimenti difficili da verbalizzare. Se poi nell’ambito di un gruppo di lavoro guidato le parole vengono condivise e rappresentate, l’intento della trasformazione diviene maggiormente tangibile.
Nel contesto clinico con adolescenti, l’uso del prisma poetico consente loro di esplorare le proprie esperienze in modo simbolico e creativo, spesso più accessibile rispetto alla comunicazione verbale diretta. Scrivere poesie o riflettere su testi poetici e rappresentarli diventa un modo per dare voce a emozioni ambigue o conflittuali, per esprimere bisogni non riconosciuti e per ripensare le proprie relazioni con gli altri.
A seguito delle varie presentazioni del mio ultimo libro «Di un’altra voce sarà la paura», pubblicato con Leonida edizioni quest’anno, sto sempre più interiorizzando il fatto che la poesia e l’arte terapia danno la possibilità alle persone di favorire la comunicazione non verbale. Dopo diverse presentazioni, conoscendo sempre di più gli aspetti da trattare per creare nelle presentazioni un dialogo aperto, mi sono spesso concentrata sulla comunicazione non verbale dei presenti e ho letto nei loro volti e gesti l’azione trasformativa delle parole. Sono convinta che la poesia e l’arte terapia possano essere strumenti particolarmente utile per gli adolescenti che, spesso, non sono abituati a esprimere le proprie emozioni in modo verbale.
Prevenire la violenza di genere: un approccio integrato
La prevenzione della violenza di genere richiede un approccio multifaccia che coinvolga non solo la parte legale e sociale, ma anche quella psicologica e culturale. La combinazione del prisma poetico e dell’arte terapia rappresenta una strada potente per intervenire sulla radice psicologica e culturale del comportamento violento. Intervenire poi precocemente, prima che i comportamenti ossessivi di controllo sfocino in atti di violenza, può fare la differenza. L’arte terapia offre un’opportunità per lavorare sul cambiamento dei modelli comportamentali e sulla consapevolezza emotiva. Attraverso il processo creativo, si può insegnare ai ragazzi a riconoscere e ad affrontare la propria aggressività, trasformandola in una forza di crescita e cambiamento.
Conclusioni
L’integrazione del prisma poetico in terapia rappresenta una risorsa potente e trasformativa per gli adolescenti che vivono disagio psicologico e difficoltà a stabilire relazioni equilibrate, specialmente con l’altro sesso. Attraverso la poesia, questi giovani possono esplorare le proprie emozioni, riflettere su conflitti interiori e migliorare la comunicazione, favorendo così un processo di crescita e consapevolezza che li aiuti a sviluppare relazioni più sane e costruttive. In un’epoca in cui le difficoltà emotive e relazionali sono sempre più diffuse tra i giovani, l’arte e la poesia si confermano strumenti terapeutici fondamentali per la prevenzione e la cura di tali problematiche.