Kazuya Akimoto
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Durante la composizione di November Steps, Toru Takemitsu si ritirò in una villa su di una montagna, portando con sé le partiture del Prélude à l’après-midi d’un faune (1894) e di Jeux (1912) di Debussy. Intenzionato in un primo momento a unire nella composizione strumenti musicali giapponesi e occidentali, giunse presto alla conclusione che le differenze tra le due tradizioni musicali erano troppo vaste per poter essere superate. Sul punto di abbandonare il progetto, decise invece di fare della differenza tra le due tradizioni il tema dell’opera. Takemitsu scrisse in seguito: «Era possibile che, come composizione, risultasse un fallimento, ma portai a termine il lavoro per mostrare la più grande differenza possibile tra le due tradizioni senza fonderle».
Takemitsu, Tōru, “Contemporary Music in Japan”, Perspectives of New Music, vol. 27, no. 2, (Summer 1989), 3.
Toru Takemitsu (1930-1996)
Molto attivo anche come compositore per film, Toru Takemitsu fu scoperto da Igor Stravinsky, che durante una visita in Giappone (1957) rimase colpito dal suo Requiem per archi. Tra le composizioni più celebri, November Steps, in cui per la prima volta vennero utilizzati strumenti della tradizione giapponese come il biwa (liuto a quattro corde) e lo shakuhachi (flauto di legno) insieme a strumenti della tradizione occidentale.
“Il mio primo insegnate di musica è stata la radio; la radio che trasmetteva per i soldati americani durante l’occupazione e proponeva ogni sera tre ore di musica classica: Bruno Walter, Toscanini o Paul Whiteman.”
“Quando decisi di diventare compositore non sapevo leggere la musica e non possedevo uno strumento musicale. Quando camminavo per la città e sentivo il suono di un pianoforte che veniva da una casa, chiedevo ai proprietari di farmi “toccare” il pianoforte per cinque minuti. Nessuno mi ha mai detto di no. Adesso mi succede dopo i concerti di incontrare qualcuno che mi dice di avermi prestato il pianoforte quando ero giovane.”
“Molto devo a mia moglie che mi ha insegnato quanto sapeva di musica. Visto che ero molto povero e non potevo permetteremi di comprare uno strumento, ho pensato di diventare compositore, bastava una matita e della carta.”
“La mia musica è come un giardino e io sono il giardiniere. Ascoltare la mia musica è come camminare attraverso un giardino e osservare i cambiamenti della luce, i suoi motivi e la sua tessitura.”
da un’intervista del 1996
(http://www.artistinterviews.eu/?page_id=62&parent_id=22)