Anna Leone, tre inediti

rune

Quel non volermi applicare ad ogni costo, anche quando non avrei nulla da dire, nel mio caso fa la differenza. Considero, ma è una mia idea, che non la scrittura, ma la poesia non sia un esercizio, ma qualcosa che viene alla penna. Che poi ci sia ricercatezza e un voler conferire una buona forma è un valore necessario, ma ciò che spinge è sempre il contenuto. (Anna Leone)

Anna Leone, autrice completamente inedita, è nata a Matera nel 1962. In tenera età si è trasferita a Genova, dove ancora vive e lavora, con la sua famiglia. I suoi lavori sono rintracciabili sul blog:

https://vocisottili.wordpress.com/

Runa

Sussurrami il segreto, dimmi dei risvolti del tempo e di tutti gli irrisolti, parlami all’orecchio buono, quello che non perde neppure un sibilo di speranza.

Chè domani, se anche pioverà,
mi chineró su una pozza
a sorseggiare il primo raggio
per vederlo crescere di misura,
salire fino agli occhi.

Sussurami il segreto,
dimmi del dolore intagliato nell’ogham, narrami l’inverosimile di un cielo capovolto a sfiorarmi il viso con carezze d’azzurro.

Chè c’è più verità
in un gesto di dolcezza,
che in una parola cruda
dietro una porta chiusa
a tutti venti.

*

Verrà l’inverno

Poi verrà il lungo inverno:
alberi nudi, fiori esiliati,
origami spezzati di foglie
come parole rotte dal pianto
con lunghi silenzi da decifrare.

Disorienta ciò che sottostà all’ineluttabile.

Verrà l’inverno…

Ma c’è sempre una speranza
appesa al ramo più alto
e un nido di sogni.

Bisognerà imparare
a risalire il tronco
coi germogli buoni negli occhi
per bagnarsi le mani fino alla luce.

Ché il vento, da solo, non basta a dire rotte e destinazioni, ché così avvinghiata e nuda potrò sentire il corpo non solo carne

Mi riconosco nell’alba scalza di chi abrasa fino al seme ridiscendEcammina sulla terra brulicante di radici.

*

? Di quale pace

La pace che pronunciate con la vostra bocca diventi opera delle vostre braccia” (San Francesco)

Di questa pace impressa sui loghi, ai petti calmi dei fideisti; occhi in tasca, piuttosto, a cercare chiavi di volta, per aprire stanze d’alibi al còmodostàre,
tra un accomodo e l’altro, a perdifiato, fra i muri.

Al massimo cavarsela con una massima o con il minimo sindacale
per poter alzare gli occhi senza vergogna.

Di questa pace, non protesa, retta da protesi al titanio o di una lega tra cobalto e cromo – Un cielo desaturato, perso nel giallo dell’ultimo tramonto, mi sovviene, perché ! Chissà –

Pace che si gioca ,tutta, nelle prime ore
con un fast-trak, onde evitare spargimenti di sangue, fra i popoli
del nove maggio, mentre gli altri, gli oppressi, cadono in ginocchio.

Di questa pace che soggiace alle leggi di mercato, ma fa pace col popolo dei saldi di fine stagione.

Che alimenta guerre tra poveri per i sussidi o un lavoro nero,
nero come la notte nera , ma ,per i ricchi, si reinventa pace fiscale

Di questa pace garantita dai Membri del Ventiquattro Ottobre, senza empito,
pace col solo conflitto di interessi, pace che non offre braccia e mani,
,pace che non si sporca.

Di questa pace, La Pira?

Se la povera gente ancora attende, se crollano muri, ma anche ponti.

Se il valore della persona è una questione di efficienza, se le città son morte, se i giovani non sognano
un tempo nuovo,
perché neppure sognano.

Se le premesse della politica non sono più nella storia,
se dei suoi tre postulati: unità disarmo e pace l’unità non c’è mai stata.?

?Di quale pace

Se, alla guerra, una sola mano basta, ma, alla pace, cento mani abbassate bastar non sanno?

**********************


5 risposte a "Anna Leone, tre inediti"

  1. Tre buone poesie. Le prime due mi suggeriscono una concezione della lingua come il proliferare di parole arborescenti, nei lunghi inverni ci sono segni sui nodi degli alberi da decifrare. Mi ricorda l’atmosfera dei calendari arborei che descrive Graves nel suo libro « la dea Bianca ».
    L’ultima poesia è completamente diversa, è come se passasse a volo d’uccello e con precisione tutti i problemi del nostro tempo, rilevando come la politica sia fuori dalla storia, e parole semplici come pace rischiano di diventare solo un ricordo ancestrale.

    Piace a 1 persona

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