Louise Glück: Matins/Mattutino (Luisa Zambrotta)

Louise Glück Matins / Mattutino

Unreachable father, when we were first
exiled from heaven, you made
a replica, a place in one sense
different from heaven, being
designed to teach a lesson: otherwise
the same — beauty on either side, beauty
without alternative — Except
we didn’t know what was the lesson. Left alone,
we exhausted each other. Years
of darkness followed; we took turns
working the garden, the first tears
filling our eyes as earth
misted with petals, some
dark red, some flesh colored—
We never thought of you
whom we were learning to worship.
We merely knew it wasn’t human nature to love
only what returns love.

*

Padre irraggiungibile, quando per la prima volta
fummo esiliati dal cielo, tu creasti
una replica, un luogo in un certo senso
diverso dal cielo, pensato
per insegnare una lezione: altrimenti
uguale — bellezza da entrambe le parti, bellezza
senza alternative — Solo che
non sapevamo quale fosse la lezione. Lasciati soli,
ci consumammo a vicenda. Vennero
anni di oscurità; ci alternavamo
a coltivare il giardino, le prime lacrime
ci velarono gli occhi mentre la terra
si offuscò di petali, alcuni
rosso scuro, altri color carne —
Non pensavamo mai a te,
che stavamo imparando a venerare.
Sapevamo soltanto che non è nella natura umana
amare solo ciò che ricambia l’amore.

(trad: L.Z.)

Louise Glück ha scritto due poesie intitolate Matins (Mattutino).

Questo “Mattutino (Padre irraggiungibile)” si apre con un tono quasi interrogativo, rivolgendosi a una figura paterna. Un padre dovrebbe essere vicino e accessibile a chi lo ama, ma qui viene definito “irraggiungibile”, il che porta a mettere in discussione la natura dell’amore che quell’essere dovrebbe riservare ai propri figli. Questo padre celeste li ha scacciati dal cielo, collocandoli in un luogo alternativo, una “replica”, simile al paradiso, ma creato con l’intento di impartire una lezione. Tuttavia, questo nuovo mondo appare subito come un luogo di sofferenza.

Ignari del significato di quella lezione, abbandonati a se stessi e privi della guida divina, i protagonisti faticano, si consumano, ma trovano comunque la forza di lavorare e coltivare la terra.

Poi, finalmente, dopo la sofferenza e la fatica, i loro occhi si riempiono di lacrime, forse di gioia, quando la terra inizia a dare frutti: petali rossi e color carne.
Dal dolore e dalla rabbia iniziali, lo stato d’animo evolve gradualmente verso un sentimento di pietà e accettazione. Forse era proprio questa la lezione che il padre irraggiungibile voleva impartire.

Tuttavia, nel momento stesso in cui cominciano a vedere i frutti del loro lavoro, non pensano più a lui, a quell’essere lontano che stavano “imparando a venerare”. Ed è allora che giungono a una consapevolezza cruciale: non è nella natura umana amare solo ciò che restituisce amore. Si può amare anche ciò che resta in silenzio, distante, assente. Ora che sono lontani da quel padre irraggiungibile, imparano non solo a sopravvivere, ma persino a prosperare.

Il tono iniziale di silenzioso dolore e desiderio si trasforma, gradualmente, da un senso di smarrimento e perdita a una tenue speranza, a un senso di possibilità. L’intera poesia si muove in un’atmosfera di malinconica introspezione, riflettendo sulla fragilità del legame tra divinità e umanità.

Masaccio: La Cacciata dei progenitori dall’Eden – Chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze, databile al 1424-1425.
In questa immagine l’affresco prima e dopo il restauro degli anni ’80. Le foglie di fico furono aggiunte tre secoli dopo il completamento dell’affresco, probabilmente su richiesta di Cosimo III de’ Medici, che giudicò la nudità come “ripugnante”. Durante il restauro avvenuto negli anni ’80 le foglie di fico furono tolte, così come gli strati di sporco depositati nei secoli, per riportare l’affresco alle sue condizioni originali


15 risposte a "Louise Glück: Matins/Mattutino (Luisa Zambrotta)"

  1. Have you spot the two small anatomically anomalies in this painting? Both Adam and Eve have an anatomic characteristic they shouldn’t have. Don’t need a magnifying glass, since it’s very obvious. You can find the solution of this riddle in the Book Genesis.

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  2. Louise Glück riprende il tema della cacciata di Adamo ed Eva in una chiave originale e interessante, secondo me. Il mondo diventa una scuola senza che se ne conoscano i programmi. Allargando il discorso viene da pensare a quanta conoscenza sia pervenuta la scienza nel corso della storia millenaria muovendosi in tutte le direzioni e quanto ancora ci sia da capire. Ma non è questo il punto. C’è comunque la sensazione di non saper che fare e di essere gettati nel mondo senza conoscerne il fine. Nemmeno ci è chiaro se la lezione c’interessa. Tralasciando la domanda di senso s’impara però a sopravvivere usando il pensiero, conquistando con la razionalità il nostro posto accanto alle altre creature. E il punto è che tra le nostre facoltà c’è anche un principio senza ragion d’essere che però arriva a coscienza all’improvviso, come un talento o un dono o inspiegabile.

    Di chi?

    “Sapevamo soltanto che non è nella natura umana
    amare solo ciò che ricambia l’amore.”

    ciao

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  3. Shaharee wrote “Both Adam and Eve have an anatomic characteristic they shouldn’t have”.

    mmmm… non ne sarei così convinto.

    proviamo a ragionare insieme. Dio, in base a come lo descrive di volta in volta il narratore nelle Sacre Scritture, è, tra le altre cose, Onnipotente (Genesi 17:1, Apocalisse 19:6), Onnisciente (Salmo 139:1-4, 1 Giovanni 3:20), Onnipresente (Salmo 139:7-10, Geremia 23:24), Trascendente, quindi al di sopra della creazione (Isaia 55:8-9), Infallibile (Paolo, Romani 16:25-27).

    ordunque se Dio è Trascendente e Onnisciente, Egli è sia prima che dopo della creazione e sa tutto a priori di qualunque epoca, multiverso e luogo. ergo, sa benissimo che Adamo ed Eva tradiranno la sua fiducia e saranno cacciati dal paradiso terrestre, sa benissimo che il DNA trasmesso da Adamo ed Eva alla prole deve già contenere l’informazione genetica per consentire una gravidanza (ivi compreso il cordone ombelicale e, di conseguenza, l’ombelico) e sa benissimo che io in questo momento sto per scriver *zigulì* (che non c’entra niente col resto perché ho appena provato – invano – a fregarlo, ma niente da fare: Dio non solo è Onniscente, è anche Onnipresente, quindi Egli è anche qui, adesso, nel salotto letterario virtuale di Neobar).

    ma non voglio divagare, torniamo a noi: visto che Dio crea Adamo ed Eva da adulti, ma già sa benissimo che gli adulti della specie umana dovranno riprodursi e non può sbagliare (è Infallibile) di sicuro, visto che nessuno gli impedisce di farlo (è Onnipotente), li crea esattamente come devono essere senza necessità di successivi ritocchi, ombelico compreso, affinché si possa tradurre nei fatti l’esortazione “siate fecondi e moltiplicatevi” che appare almeno due volte nel libro della Genesi (1:28 e 9:1,7).

    pertanto, dissento da quanto affermato da Shaharee e ritengo che Masaccio abbia correttamente raffigurato i primi esseri umani, per quanto concerne l’ombelico (semmai, a entrambi i nostri ancestrali progenitori, manca di sicuro una milionata di peli ben visibili).

    per contro, non possiamo certo accusare Masaccio di non aver disegnato i mitocondri (visibili solo al microscopio), ma il DNA mitocondriale della madre era certamente presente sia in Adamo che in Eva (come confermato da recenti rilevamenti del RIS di Parma) e non potrebbe essere altrimenti perché, già ai tempi dei primi eucarioti, la vita non è possibile senza mitocondri (e, anche questo, Dio lo sa benissimo per forza). purtroppo il profilo genetico isolato dal RIS di Parma è largamente incompleto e non è stato quindi possibile appurare con certezza chi fosse la madre di Adamo ed Eva, dato per assodato che il padre è il Padreterno, ovvero Dio. purtuttavia, sono state formulate a riguardo alcune intriganti ipotesi, ancora al vaglio degli Esperti:

    1) Dio è gender fluid ed ermafrodita (ipotesi sostenuta dall’Arcigay, associazione LGBTQIA+ italiana)

    2) la madre di Adamo ed Eva è la Polvere interstellare (si spiegherebbe così perché nel libro della Genesi stia scritto “polvere eri e polvere ritornerai”; tale ipotesi è sostenuta da Alan Sorrenti in “Figli delle stelle” e dall’astronomo nonché scrittore di fantascienza Carl Edward Sagan nel suo saggio “Siamo povere di stelle”)

    3) la madre di Adamo ed Eva è una delle Olgettine (lo sostengono i giudici della sesta sezione penale della Cassazione, che hanno trasferito gli incartamenti del processo Ruby Ter al processo Ruby Trino)

    chiunque sia in grado di formulare altre ipotesi da sottoporre al vaglio degli inquirenti o voglia rilasciare libere testimonianze atte a dirimere la questione, è ovviamente il benvenuto.

    nello specifico della Poesia di Louise Glück, merita una breve riflessione lo pseudo-distico che chiude la dissertazione “We merely knew it wasn’t human nature to love / only what returns love”. acutamente, l’autrice sottintende il masochismo degli esseri umani: sarebbe logico amare ciò che ricambia amore di riflesso. per contro, a millimetrica rassomiglianza del Creatore, l’essere umano ama anche chi non lo ricambia. ma mentre Dio ha le spalle larghe e può permettersi tranquillo e beato di continuare ad amare gli esseri umani anche se questi ultimi non sempre lo ricambiano (anzi lo crocifiggono e lo rinnegano quotidianamente, ma Dio non entra in crisi, non prende psicofarmaci e non ha bisogno di aiuto né di sedute di psicoterapia), per contro, ogniqualvolta l’amore di un essere umano verso un altro essere umano non è sinceramente ricambiato, tosto si spalancano abissi di sconforto e sofferenza profondissimi. e non c’è soluzione o alternativa, trattandosi di “human nature”.

    un’obliqua ridefinizione dialettica, dunque, di cosa sia l’amore “secondo natura” e, indirettamente, l’amore “contro natura”.

    ringrazio dovutamente Masaccio, Shaharee, Glück e Luisa Zambrotta per i preziosi spunti

    : ))

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