Mario Luzi _ La passione 

Da Mario Luzi, La passione, composta per la settimana santa del 1999, in occasione della Via Crucis al Colosseo presieduta da Giovanni Paolo II. 


Sono tue creature, sono miei fratelli,
hai messo loro in cuore la sete di giustizia
ma la presunzione di saziarla
non viene da te, viene dal demonio.
Il giusto! Fu acceso quel desiderio
contro quale iniquità primaria?
Tua, Padre, oppure del maligno contro te?
Su questo principio non si placa
la controversia umana.
Ed ecco in nome tuo
succedono empietà, soprusi,
disegni miserabili, perfidie, ipocrisie.
Alcuni uomini giudicano altri uomini.

[Gesù condotto di fronte alle autorità terrene, vv. 15-27.]

***

Sono dinanzi a loro, nel sinedrio,
mi scrutano i sommi sacerdoti,
mi vogliono colpevole,
covano contro di me pensieri perversi.
Mi provocano, irritati dal mio silenzio, mi consegnano a Pilato, mi schermiscono.
Applaude la turba dei miei simili,
si eccitano tra di loro, si ubriacano di vendetta,
mi vogliono in croce,
strappano al procuratore la sentenza.
In che cosa li ho offesi che mi odiano a tal punto,
a che rancore danno sfogo su di me che sono il più vulnerabile?
Li guardo Padre come tu li guardi
ma il tuo ed il mio sguardo non sono comparabili.
Vogliono uccidere il mio divino in me
e vogliono questo in nome tuo…

[La sentenza, vv. 1-15]

***

Conoscerò la morte. La conoscerò umanamente,
da questa angusta porta mi affaccerò su di lei
che tu, vita onnipresente,
non conosci se non per negazione.
Tre giorni durerà per me
l’esilio che per altri non ha fine
poi la vita mi richiamerà a sé
e avrà la vittoria. È previsto fin dal principio.
Quella pausa, Padre, m’impaura: è un luogo dove tu non sei
e io da solo senza te pavento.
Che cosa mi aspetta, chi governa
il nulla, il non presente… il non essente?
o è un inganno della veduta umana
ciò che io impaurito ti confesso?
Devo io portare la vita dove la vita è assente
e portarla con la mia morte…
e questo è il prezzo, questo supplizio.
E così, Padre, io vanamente ti tormento.
Più che la morte è la via per arrivarvi,
la via crucis, che mi dà angoscia
perché è dolorosa e aspra nelle carni
e spezza il cuore di Maria, mia madre,
perché infame e odiosa
è la ressa di questi uomini e donne
aizzati contro di me.
Mi prende e mi tormenta il dubbio
che il mio insegnamento sia fallito.
La mia permanenza sulla terra è stata vana?
È bella la terra che tu hai dato all’uomo
e alle altre creature del pianeta
scelto per loro in mezzo all’universo. Io non sono di questo mondo
eppure non potevo se non teneramente amarla
e ora quell’amore mi si ritorce contro
«Non è su me che voi dovete piangere»,
ho detto alle donne impietosite,
«ma sui vostri figli e su voi stesse.
La terra sarà fatta un luogo di dolore»
ma il mio sacrificio è scritto che li assolva.
Piango anche io, Signore, vedo
i miei fratelli che afflitti rifaranno questa via
nei secoli, nei millenni.

[ Gesù incontra le pie donne, vv. 1-41]


Lascia un commento