(Calling Orson) Nina Maroccolo
Nina Maroccolo – Il sogno dello sparviero *
Nina Maroccolo – Il sogno dello sparviero *
Hanno occhi spiaggiati, quei morti, e dormono in letti di sabbia, in carezze scomposte nella mano. Ciò che i pavidi vedono ombra è solamente corpo straniero: continua qui
ilcollomozzo: storyboard retroflesso
* Dalla poesia di Plinio Perilli tratta dall’omonimo libro RomAmor la poesi-canzone, un nuovo genere musicale ideato da Iolanda La Carrubba che consiste nel tramutare un testo poetico in una canzone dopo un particolare editing sul testo stesso, musicata ed interpretata da Amedeo Morrone, cori e vocalizzi di Nina Maroccolo. RomAmor > ( ascolta il … More Perilli/Morrone: RomAmor (SALVIAMO CINECITTA')
* Volevo dirti che solo oggi è nato tutto. Quelle case e quelle canzoni – quante, quante, quante – nelle mie ginocchia. * Avevo quattro vacche grasse e quattro magre. Sono andata al mercato dei pegni. Son tue, per te. Le impegno, le abbandono un poco per poterti riacquistare. * Correva come niente e come … More Mando telegrammi (Mando telegramas), poesie inedite di Anna Ruotolo (traduccìon por Jesùs Belotto)
I ritratti di Augusto Augusto Benemeglio – Umberto Saba
Se mi fermo un attimo che si espande col piede appoggiato al gradino della biblioteca nella consapevolezza del movimento di un corpo che si equilibra e mantengo nell’attesa anche la consapevolezza degli elementi inanimati che mi confinano come fanno i vecchi della foresta allora riesco compiutamente ad osservare nel gioco degli inseguimenti quanto sia brutta … More Giancarlo Locarno: Nuda con scheletro
Mi riferisco a me stesso quando penso è avviata male l’umanità probabilmente peggio e se al pensiero segue la detonazione alla detonazione segue la ricostruzione non ti ricordi di aprire gli armadi far uscire gli scheletri a passeggio. Mi riferisco a me stesso quando trovo ingiusta
Si condensa nei confini netti di una terra arida di zolle la notte, coi solchi chiusi alle falesie, dove il mare fa da ponte all’universo.
Sezione Seconda sosta Perché proprio a noi questo impervio destino: cieli che spiovono, rime che franano sopra un fangoso mattino? Per me che sognavo una parola sola (una ferma corazza, una beata viola) solo polvere e frammenti, disanellati ori. Non è per voi questo tempo o troppo quieti, o mesti nomi: al gelo che si … More Poesia Condivisa n.12: Giancarlo Pontiggia
Augusto Benemeglio – Reversibilita’ di Abele Longo *