migranti, buonisti e cattivisti

ritorno ONG

a seguito di un articolato scambio di idee con Abele Longo sulla questione dei migranti e delle morti in mare (che si trova qui https://neobar.org/2019/06/16/pasquale-vitagliano-nel-mediterraneo-ho-visto-cose/comment-page-1/#comment-9508, e che sarebbe utile leggere per meglio comprendere il senso di quanto segue) vi propongo sulla questione un indispensabile momento di riflessione e di ragionamento insieme.

il mio approccio, come sempre fattuale e numerico, è quello di un nano senza Dio, ovvero di un essere privo di anima e di chiara bassezza morale (De André, che la sapeva lunga, cantava che “un nano è una carogna di sicuro / perché ha il cuore troppo, troppo vicino al buco del culo). forse per questo, a differenza di molti altri frequentatori di Neobar, non sono un poeta, parlo di percentuali come un arido matematico privo di sentimenti e condivido scelte politiche talora fasciste, talaltra naziste (a seconda della reductio ad Hitlerum contingente https://it.wikipedia.org/wiki/Reductio_ad_Hitlerum).

viviamo in un periodo storico “complesso” (per non dire infantile, o meglio infantilizzato), dove buoni e cattivi sono categorie morali binarie e antitetiche prive di qualsiasi intersezione: da un lato i buonisti che amano gli il prossimo (viva l’accoglienza! viva i migranti! viva il mondo senza frontiere! viva LGBT!) che incarnano il progresso e sono dalla parte giusta della storia (cosa che li autorizza ad esprimere giudizi morali spesso sommari su chiunque senza che la cosa desti particolare scalpore https://it.blastingnews.com/politica/2019/06/video/don-giorgio-de-capitani-nei-confronti-di-salvini-e-un-ladro-uccidiamolo-005184585.html); dall’altro i cattivi, colpevoli di opporsi alla gioiosa macchina da guerra del liberismo globalizzatore e pertanto fascisti e nazisti. a nulla vale che i cattivi cerchino di camuffare la loro meschina turpitudine morale definendosi “sovranisti”, a rimarcare una differenza sostanziale rispetto al nazionalismo (si veda https://appelloalpopolo.it/?p=42689): come ci insegna il Papa Francesco, sfruttato a mo’ di bandiera morale dai buonisti globalisti, i nemici del bravo cristiano sono sovranismo e nazionalismo https://www.huffingtonpost.it/entry/sovranismo-e-nazionalismo-i-nemici-secondo-francesco_it_5ccacfc0e4b0d123954f10d9

ovvio che, da quanto detto prima, io faccia parte dei cattivi.

e voi sarete forse tutti molto buonisti. ovvero, più che volere e predicare la bontà (basti vedere la marea di insulti e di minacce che riceve la giornalista Francesca Totolo https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/insultata-e-minacciata-dagli-antifascisti-vi-spiego-chi-sono-i-veri-hater-della-rete-119819), volete soltanto sentirvi “buoni”, cioè migliori dei vostri concittadini. di certo amate i migranti, ma poi magari vi sta sul cazzo il vicino di casa, il collega di lavoro o il parcheggiatore abusivo…

insomma, se vogliamo dire pane al pane e vino al vino, io non potrò che essere “un pezzo di merda”, proprio come Salvini agli occhi di don Giorgio De Capitani https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/indignazione-tanto-clero-ndash-nbsp-salvini-replica-don-giorgio-206566.htm, mentre voi “di certo avete più empatia per gli esseri umani” perché siete i buoni e infatti difendete le ONG.

fatte le dovute presentazioni, veniamo al dunque.

caduta la fake che i barconi del mare venissero salvati nel “canale di Sicilia” (i trafficanti di uomini amano “lavorare” a poche miglia nautiche dalle coste libiche), caduta la fake che fosse impossibile arginare una migrazione di massa (da almeno DUECENTOMILA migranti traghettati si è passati a poche migliaia), caduto Gheddafi per opera di un vero e proprio colpo di stato orchestrato dalla NATO, negli ultimi due anni l’iniziativa politica italiana aveva faticosamente ripristinato una minima collaborazione con guardia costiera e autorità libiche del fragile governo di Sarraj (la Francia, non contenta di quanto ottenuto finora, vuole imporre in Libia il suo uomo, il generale Haftar https://www.askanews.it/esteri/2019/04/24/libia-sarraj-accusa-la-francia-sostiene-il-dittatore-haftar-pn_20190424_00118).

per i “buoni” (ovvero per i Francesi – che strangolano da sempre l’Africa col franco CFA ma sono tanto buonini per definizione, in primis Macron idolo dei sinistrati europeisti – nonché per le ONG globaliste) a quel punto è dunque diventato vitale delegittimare il governo di Sarraj (sostenuto dal governo italiano e dalla NATO).

l’assioma è dunque il seguente: i migranti non possono essere affidati alla guardia costiera e alle autorità libiche perché vengono torturati.

Abele Longo mi ha proposto questo video sulle torture inflitte ai migranti.

non so se Abele abbia davvero visto e ascoltato integralmente il video in oggetto o se si sia accontentato del titolo. io l’inglese lo parlo e lo capisco bene, quindi me lo sono visto e riascoltato più volte per capire quali siano le prove contro la guardia costiera e le autorità libiche. pregherei anche voi di visionare e ascoltare il video qualora conosciate l’inglese.

partiamo dall’inizio, dove si dice (cosa su cui spingevo a riflettere fin dalle prime batture dello scambio di idee con Abele), che i migranti si trovano in mezzo al “Libyan crossfire” tra milizie rivali perchéLibya has been in disarray ever since the NATO-backed overthrow of Moammar Gheddafi in 2011”.

i giornalisti si lamentano del fatto che “We’re under constant observation by government minders, their suspicions shadowing us everywhere” ma va?? PBS è una Public Broadcasting Service americana. mmm… sbaglio o sono gli stessi che hanno bombardato la Libia? vieppiù, i servizi segreti americani e francesi (che hanno fatto fuori Gheddafi) sono tutt’ora attivissimi sullo scacchiere libico.

ci si rammarica che “each time we try filming them at government facilities, Libyan authorities shut us down”. quindi? siamo punto a capo: nessuna prova di sadiche torture delle autorità libiche sui migranti.

c’è un hangar delle Libyan authorities “where Ghanaian migrants from West Africa are about to be flown back to their home country”. quindi? rimpatriati, nessuna prova di sadiche torture delle autorità libiche sui migranti.

viceversa, sono i “TRAFFICKERS who torture and even sell them for money”. Hamud Abdul Elimi, un ragazzo somalo di 19 anni ha “wounds inflicted by migrant traffickers” e sono sempre i trafficanti che, nelle parole del ragazzo, “when I couldn’t pay, they nearly beat me to death.” più oltre si parla ancora di “traffickers torturing a fellow Somali”.

le ONG fanno il gioco dei trafficanti: si accordano, si muovono e spesso sconfinano in acque libiche a transponder spento, rendono possibile e remunerativa la “tratta degli schiavi”. e ripeto, al di là di casi umani e ingenuità assortite, NON agiscono certo per scopi umanitari (follow the money, the nationality and the sponsors…), altrimenti cercherebbero in ogni modo di collaborare col governo libico, come fa United Nations Migration Agency (UNMA).

infatti, il governo libico collabora con l’UNMA per rimpatriare i migranti come si afferma qui nel video: “Federico Soda is the Mediterranean director of the United Nations Migration Agency. It cooperates with the Libyan government to fly willing migrants back to their countries of origin.”

quando di tratta di parlare delle mai dimostrate torture all’interno dei “detention centers”, Federico Soda risponde “There’s overcrowding. There’s serious sanitation issues in terms of hygiene.” se i luoghi di detenzione sovraffollati implicano *tortura*, allora le carceri italiane ci rientrano a pieno titolo…

e ancora, se non fosse chiaro chi ha aiutato e sta aiutando i trafficanti di uomini, Soda prosegue affermando che “traffickers have taken advantage of the power vacuum and more than 1,000 miles of Libyan coastline facing Europe. Once migrants get to the Libyan coast, traffickers send them off to Europe in overcrowded, unsafe boats.”

e sottolineo “vuoto di potere” per chiedervi di nuovo: creato da chi? ma soprattutto, *mantenuto* e *alimentato* negli anni da chi? queste sono le domande le cui risposte contengono la soluzione dell’emergenza umanitaria.

e sottolineo “overcrowded, unsafe boats”, quindi ad altissimo rischio di naufragio, gommoni e barchini facili da reperire e che possono essere usati solo *perché*, ripeto, le ONG si prestano al gioco dei trafficanti.

Soda aggiunge che “So far this year, more than 1,700 migrant deaths have been recorded in the Mediterranean”. vero, nel 2018 alla fine sono morte circa 2300 persone (dati dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati Unhcr e dell’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni Oim, già citati) cioè MENO DELLA META’ di quelle morte nel 2016, al picco del lavoro carognesco e carontesco delle ONG. dunque la soluzione migliore non è favorire la tratta degli schiavi dando carta bianca alle ONG, ma INTENSIFICARE la collaborazione con guardia costiera ed autorità libiche, stabilizzare la situazione politica in Libia (che invece la Francia spalleggiando Haftar cerca in tutti i modi di rovesciare) e bloccare i trafficanti con l’aiuto di forze di pace internazionali.

i veri problemi della questione infatti sono i seguenti:

1) se non si riesce a far arrivare milioni di migranti sulle coste italiane, destabilizzando da un punto di vista politico e socioeconomico il Belpaese, il duro lavoro delle ONG, paravento dietro il quale si celano palesi interessi economici internazionali (ripeto: follow the money, the nationality and the sponsors…), è completamente vanificato e l’italtacchino potrebbe resistere all’ennesimo attacco speculativo finanziario internazionale.

2) cosa possiamo offrire a chi arriva dall’Africa in Italia? le possibilità di costruirsi una vita sono remotissime (la disoccupazione U6 italiana è oltre il 30% http://goofynomics.blogspot.com/2017/08/volevate-essere-gli-u6.html e un italiano su quattro, dati ISTAT 2017, vive in povertà assoluta o relativa). il più delle volte l’immigrato sarà destinato a vivere di espedienti, a lavorare in nero e in condizioni disumane magari in qualche campo di pomodori oppure ad ingrossare le fila della criminalità organizzata.

3) la stragrande maggioranza dei migranti NON fugge dalle guerre, sono migranti economici *ingannati* da una narrazione sostenuta da organizzazioni criminali e dagli stessi colonialisti. come ci spiega la Prof.ssa Anna Bono, già docente di Storia e Istituzioni dell’Africa all’Università di Torino, nonostante “situazioni anche molto diverse tra loro, va detto, comunque, che esiste sul tema dell’immigrazione un falso mito: la maggioranza non fugge da situazioni di estrema povertà. In genere sono persone provenienti da centri urbani, ed è lì che maturano l’idea di lasciare il Paese. Dunque mi sembra corretto sostenere che il grosso dei migranti appartenga al ceto medio africano: persone non ricche, ma nemmeno povere, in grado di pagare chi organizza i viaggi”. l’illusione è che “basta arrivare in Europa per godere del benessere”, illusione alimentata da diversi fattori, “uno su tutti: i trafficanti, che come è noto gestiscono la gran parte dei viaggi verso l’Europa. Sono loro che rafforzano questa idea, lo fanno ovviamente per procurarsi clienti” https://www.interris.it/sociale/bisogna-scoraggiare-gli-africani-a-emigrare–ecco-perch—

4) il 13 giugno 2018 è stato pubblicato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc) https://it.wikipedia.org/wiki/Ufficio_delle_Nazioni_Unite_per_il_controllo_della_droga_e_la_prevenzione_del_crimine un rapporto dal quale emerge che nel 2016 le organizzazioni criminali che hanno trasportato almeno 2,5 milioni di persone (delle quali quasi 400mila verso l’Italia), hanno ricavato in tutto da 5,5 a 7 miliardi di dollari. il rapporto spiega dettagliatamente come funziona l’avvicinamento ai “clienti”, l’opera di convincimento, nonché quali sono le varie tariffe. un piatto assai ricco.

5) i morti in mare (se davvero ci interessa che meno persone muoiano in mare) sono in calo dal 2016, cioè da quando Minniti prima e poi il governo giallo-verde hanno iniziato a contrastare seriamente la collaborazione tra ONG e trafficanti d’uomini. fare politica *umanitaria* significa cercare di ridurre con ogni mezzo il numero di poveri cristi che affogano in mare. una politica *umanitaria* è efficace ed auspicabile quando evita la morte di oltre tremila persone.

morti in mare

ma torniamo al video, che tiene in serbo la ciliegina per il finale, un nuovo incontro *segreto* con Hamud Abdul Elimi, il ragazzo somalo di 19 anni. la voce narrante ci dice che “when the traffickers left him to die, Libyan authorities refused to take him straight to a hospital.” e questa sarebbe la notizia terrificante? suvvia, negli USA puoi morire davanti all’ingresso dell’ospedale e nessuno muove un dito se non hai una polizza sanitaria che ti copre! vieppiù il diniego al ragazzo è stato dato da personale NON medico (“Libyan authorities”), di certo inadeguato a valutare il quadro clinico necessitante cure immediate. è tortura? non direi. anche perché, per sua stessa ammissione “They kept me there for two days. By then, gangrene spread over my wounds, and *the doctor* had to amputate my fingers, my left leg and my right foot.” quindi, seppure danneggiato dal grave ritardo, Hamud ha poi ricevuto assistenza medica (se leggete i quotidiani italiani, ogni tanto purtroppo accade anche nei nostri ospedali di morire in PS, mentre si attende per decine di ore di essere presi in carico dal personale medico). ripeto, Hamud ha comunque ricevuto assistenza medica qualificata e ancora adesso di certo non si sta pagando di tasca sua la “clinic in Tripoli” dove “he comes from his shared apartment every day to get treatment for his mutilated legs and fingers”. torture? neanche l’ombra pure in questo caso, semmai “malasanità”.

segnalo poi una imprecisione. nel video si afferma che “often” migrants “have left war and desperation at home”. “often” vuol dire “spesso”. quanto è “spesso” in crude e fasciste percentuali secondo i giornalisti di PBS News Hour? vi ricordo che, nero su bianco, secondo il rapporto dell’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) il 93% dei migranti che si trovava nel 2017 in Libia ha detto di aver lasciato il paese di origine per fuggire la povertà e l’assenza di opportunità di ottenere migliori condizioni di vita, mentre SOLO il 5% lo ha fatto per scappare da guerre, conflitti e condizioni di insicurezza e l’1% per la mancanza di servizi primari in patria http://www.lanuovabq.it/it/il-bluff-immigrazione-i-veri-rifugiati-sono-pochissimi

sono un po’ stanco, ho scritto molto (e probabilmente non servirà a nulla).

lascio che a proseguire sia Fulvio Grimaldi, giornalista, elettore e sostenitore dei 5 Stelle, sessant’anni di professione giornalistica alle spalle. da notare che Alessandro Di Battista, guru nascente del M5S, ha avuto la generosità di accreditarlo inserendolo in un elenco di “giornalisti liberi”. non è dunque un leghista fascista (come non lo sono io).

ecco cosa ha pubblicato giusto l’altro ieri, il 22 Giugno 2019 su sinistrainrete.info (perché essere di sinistra non vuol dire necessariamente essere mentalmente sinistrati) in una lettera aperta al presidente della camera dei deputati Roberto Fico.

 

(…) Un’altra cosa che non ti dicono i nostri media e, con particolare disponibilità all’occultamento, il giornale di cui dici di essere fervente lettore, “il manifesto”. Il quotidiano tanto “comunista” quanto antipopolare e, conseguentemente, il più livoroso di tutti contro il M5S. La virulenza con cui questo giornale, che si finge comunista, si lancia contro ogni provvedimento dei 5 Stelle a sostegno di deboli e sfruttati, non ha uguali neanche nella stampa ufficiale dell’élite. E mi chiedo se ne apprezzi anche l’appassionato sostegno a un’eroina di guerra (Serbia, Libia) e di colpi di Stato (Honduras) come Hillary Clinton e al suo corrottissimo entourage, oppure tutte, ma proprio tutte, le campagne, colorate o meno, che partono dai bassifondi di Washington e dai forzieri del patriarca di tutte le speculazioni, George Soros. Non ti dicono che del “fenomeno epocale, incontrollabile, inarrestabile, emigrazione”, oltre a una linea di arrivo – il gommone in mare, i campi di pomodoro – esiste anche una linea di partenza. Sotto controllo dello stesso circuito coloniale. Perché epocale, incontrollabile e inarrestabile è il colonialismo. La linea di arrivo è quella che riunisce il Papa, le Chiese, gli imprenditori agricoli (possidenti, Grande Distribuzione), industriali, logistici, commerciali (Amazon, riders, altiforni, industria del turismo) e la smisurata armata dei buoni e solidali sotto il segno dell’accoglienza senza se e senza ma. Quella di partenza è gestita da agenti in loco dello stesso circuito, sempre Ong, spesso missionari.
Non so se il tuo capo politico, incline a troppe mediazioni a perdere, come dimostrano i recenti esiti elettorali, tenga ancora botta sulla definizione di “taxi del mare” applicata alle Ong dette non governative, private, ma con forti ed evidenti collegamenti a governi e centri finanziari (quelle con Soros, uomo di Belgrado, Maidan, crollo della Lira, sono documentati). O credi davvero che tutti questi precisi appuntamenti tra gommoni, immancabilmente in difficoltà a un tiro di schioppo dalla Libia, e navi Ong sono il risultato di fortuite coincidenze? E, dato che la giaculatoria che i migranti “fuggono da guerre, dittature e fame” perlomeno in Africa ha perso un po’ di credibilità, ora tocca trovare un altro pretesto che impedisca assolutamente il blocco dei migranti e la loro riconsegna ai libici. Ed ecco che non c’è anima accogliente che non si stracci le vesti sugli orrori dei lager libici, stupri, torture, assassinii.
Altro che Auschwitz. Di cui non si vedono né i segni sulle vittime, se non di qualche rissa, né centinaia di corpi in cura e riabilitazione nelle cliniche. E neppure qualche immagine rubata da cellulari che pure ogni migrante ha. Solo grandi spazi tipo hangar con gente ammassata, indubbiamente non Sharm el Sheik, ma neppure Auschwitz. Anche perché in tutti questi campi, dello pseudo-governo di Tripoli o delle milizie, ci stanno i rappresentanti dell’UNHCR o dell’OIM, due agenzie Onu esperte di sradicamenti. Oggi si fanno passare per attuali foto viste 8 anni fa, quando i nostri amici di Misurata (oggi rafforzati da 500 soldati italiani) catturavano libici neri e li frustavano a morte.
Già, caro Roberto Fico, perché di sradicamento si tratta. E qui siamo alla linea di partenza. Dalla quale se ne va, magari grazie a qualcuno che gli prospetta il Bengodi in Europa, chi ha subito il furto delle terre da parte della Monsanto, o ha visto la sua valle inondata per colpa della Diga di Impregilo, o la sua foresta abbattuta, o la sua terra devastata e la sua acqua inquinata dall’industria estrattiva, sempre per mano di multinazionali straniere; o la legione francese in tutto il Sahel e oltre occupare militarmente il suo paese, radere al suolo villaggi e comunità che oppongono resistenza, depredare l’economia a forza di furti di risorse e manomettendo ogni sovranità con la moneta coloniale FCA e le riserve auree nelle banche parigine; ha visto disintegrare la sua pace grazie alla semina del solito terrorismo di cui si conoscono da sempre i padrini, o il suo futuro azzerato dalla riduzione al sottosviluppo operato là dove il futuro si prospettava in termini diversi e contrari a quello pianificato dalla globalizzazione neoliberista in armi. E pensiamo a Iraq, Siria, Libia, Afghanistan, America Latina.
Hai visto, come noi che li abbiamo incontrati spiaggiati a Lampedusa o nei ghetti foggiani, che chi lascia il paese lascia la comunità, recide le sue radici, la sua storia, le sue creazioni ambientali e monumentali, la sua civiltà, il suo nome, il suo futuro. E non ne acquista altre: finisce nelle banlieu, nei ghetti urbani del Nord, si raccoglie intorno a disseccati residui di comunità espatriata. E’ esattamente ciò che vuole il colonialismo e ciò che facilitano i “buoni”. E’ calcolato che solo il 3% sfugge a un destino di schiavismo, sfruttamento abietto, emarginazione, alienazione. E diventa altro. Altro da sé.
Gli immigrati, non superando l’8% della popolazione, risultano tra il 35 e il 50 % degli autori di reati contro la persona e la proprietà. La mafia nigeriana, che ormai controlla spaccio e prostituzione su mandato delle altre mafie, è il frutto dello sradicamento. Chi non mangia con la Caritas, chi non ce la fa a campare con due dollari all’ora, va lì. Ma non ne troverai mai menzione in qualche Angelus, o in qualche trafiletto del “manifesto”. Eppure anche queste sono vittime. Qualcuno si integra e viene esibito per ogni dove. Buon per lui. L’eccezione che conferma la regola. Ma cosa ha perso? La secolare, millenaria, vicenda costruita dal suo popolo, in cambio di aver mandato le generazioni produttive e riproduttive tra noi, al dumping e alla destabilizzazione sociale. Una conflittualità indotta, dagli accoglitori al pari di Salvini, che distoglie i Cinque stelle, come tutti i vivi, dal combattere i padroni di tutto questo.
Ci etichettano come razzisti, perché non seguiamo i Bergoglio, gli Zanotelli, i Ciotti, il manifesto, il buonismo degli ipocriti, nel semplicismo irresponsabile e disumano dell’accoglienza senza se e senza ma. La chiamavano tratta fin dal ‘600. E tratta rimane. Il capitalismo non cambia. E’ l’accoglienza dei nuovi colonialisti. Ci accusano di complottismo perché proviamo a guardare dietro le quinte dell’operazione migranti, alle vite prima del presunto naufragio, perché non ci siamo dimenticati, a dispetto di un’operazione di chirurgia genetica che punta al transumano, al passaggio dal già acquisito “uomo senza qualità” a quello senza identità. Replicanti tutti indistinti e uguali, ideali per l’élite della globalizzazione.

per leggere l’articolo completo https://sinistrainrete.info/politica-italiana/15269-fulvio-grimaldi-lettera-aperta-a-roberto-fico-presidente-della-camera-dei-deputati.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter


3 risposte a "migranti, buonisti e cattivisti"

  1. Caro malos, grazie per questo approfondimento. Te ne sono grato, a me serve di sicuro e probabilmente anche a chi passerà da qui.

    Una premessa importante, il nostro fino ad ora, sul post sulla poesia di Pasquale, è stato uno scambio di vedute su determinati punti dell’argomento. Non abbiamo discusso la questione in maniera così articolata, o almeno non in maniera dettagliata come la poni tu qui. Quindi, nella tua distinzione tra buonisti e cattivisti non vuol dire che io debba essere visto come l’emblema del buonista, in tutte le sfaccettature che proponi. Provo perciò a fare chiarezza soprattutto sui punti in cui più mi sento chiamato in causa:

    Il mio primo commento, nel post di Pasquale, è stato sull’illegalità del decreto di Salvini (nessuna convenzione internazionale in materia ammette la possibilità del mancato soccorso), che ho definito ignobile. E continuo a pensarla allo stesso modo. Questo non vuol dire che le ONG agiscano tutte in buona fede, o che non ci siano interessi purtroppo dei grandi poteri finanziari (questo lo avevamo discusso altre volte del resto). Io ho semplicemente sottolineato la disumanità di tale decreto e portato come esempio il fatto che una nave umanitaria costretta a sbarcare in Libia non vuol dire “soccorso”. Secondo te, stando anche alla tua analisi del video che ti ho proposto, non ci sono prove che confermino le torture in Libia; ti sei invece soffermato sulla “malasanità”. Vero che è diminuito il numero di migranti sbarcati in Italia quest’anno, io ti avevo fatto notare, tuttavia, che secondo alcune fonti era calato il numero degli arrivi ma non quello delle partenze, con la percentuale di persone morte in mare passata da 1 su 29 dell’anno scorso a 1 ogni 6 di quest’anno (visto la fonte precedente non ti sembrava autorevole, te ne propongo un’altra: https://www.iom.int/news/mediterranean-migrant-arrivals-reach-10308-2019-deaths-reach-234).

    E veniamo all’ultimo dei miei punti. Lamenti il malomodo con cui hanno attaccato la giornalista Francesca Totolo, deprecabile sono d’accordo, ma non è che dall’altro versante siano più gentili. E’ questo quanto mi premeva sottolineare a proposito di Salvini, che se l’empatia umana proprio non gli appartiene, il suo continuo sproloquio di invettive contribuisce non poco alla “meschina turpitudine morale”. Fa bene certamente a lui, alla sua continua campagna elettorale, criminalizzare migranti, zingari e compagnia bella, dare in pasto al popolo un nemico. Facevano così prima con i meridionali, me lo ricordo bene. Naturalmente il Nostro non è uno che si ferma alle parole passa ai fatti, dovesse mai un giorno creare un campo di concentramento per buonisti, spero mi farai visita 🙂 Un abbraccio

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  2. scrivi: “Caro malos, grazie per questo approfondimento.”
    pergo. non c’è di che. ti voglio bene e voglio bene a Neobar. abbraccio ricambiato.
    : )

    scrivi: “visto la fonte precedente non ti sembrava autorevole, te ne propongo un’altra”
    non è questione di autorevolezza, solo non amo i siti e i media che schiacciano un etto di informazione sotto un chilo di propaganda (mica solo Globalist – vedasi i titoloni dei vari articoli che ti ho segnalato – la situazione è drammatica un po’ ovunque). ormai è bene diffidare di tutto e di tutti, incrociare fonti diverse, bilanciare preconcetti ideologici e aggrapparsi ai numeri nudi e crudi. il numero di per sé è sincero per definizione (nessun 3 ha mai cercato di convincermi di essere un 7), ma il numero è uno strumento incapace di difendersi e può essere manipolato dalla disonestà intellettuale di chi decide di “truccarlo” da rapporto (uno su sei) o “mascherarlo” da percentuale (7%). sta a noi capire che se un cecchino appostato ad una finestra spara col mitragliatore a dieci persone che passano e ne uccide nove, i morti sono il 90%, ovvero 9 su 10 (ma SONO MORTE NOVE PERSONE). mentre se lo stesso cecchino spara su una folla di 1000 persone e ne uccide 300, i morti sono *solo* il 30%, ovvero *solo* 3 su 10 (ma SONO MORTE TRECENTO PERSONE). ripeto, sta a noi capire che se ci dicono: “i morti sono aumentati *perché* prima moriva il 30% e adesso muore il 90%” CI STANNO IMBROGLIANDO. e se lo stanno facendo in modo “concertato” su molteplici testate giornalistiche e siti di (dis)informazione NON può essere un caso (abbiamo il dovere morale per il bene tanto dei migranti quanto dei nostri figli di domandarci quali finalità abbia tale precisa scelta ideologica, ovvero cosa vogliono ottenere e NON SMETTIAMO DI DOMANDARCELO finché non abbiamo trovato delle risposte sensate).
    tutto ciò per ribadire che il nuovo link che mi proponi, non ci dice nulla di nuovo (anzi, i dati sono fermi al 13 marzo 2019). fino a tale data i morti e i dispersi sulle tre principali vie di traffico di esseri umani del Mediterraneo sono 234, cioè “about half the 466 deaths that occurred during the same period in 2018”, ovvero siamo riusciti a far scampare a morte certa 232 esseri umani (466 meno 234). a maggio (dati UNHCR che ti ho riportato in tabella) i morti e i dispersi sono diventati 402. se il trend annuale non cambia, a fine anno tra morti e i dispersi non si supereranno i 1700-1800 individui (ovvero saranno SCAMPATI A MORTE CERTA più di 500 migranti rispetto al 2018 e più di 3000 migranti rispetto al 2016, quando i trafficanti e le ONG agivano indisturbati).

    scrivi: “il mio primo commento, nel post di Pasquale, è stato sull’illegalità del decreto di Salvini (nessuna convenzione internazionale in materia ammette la possibilità del mancato soccorso)”
    ma Abele, ti avevo anche allegato il link del *testo integrale*. mi trovi dove c’è scritto nel decreto quello che secondo te ci sarebbe scritto circa il “mancato soccorso”? quando è possibile, abituiamoci a risalare direttamente alla fonte: i pozzi e le risorgive, come non mi stanco di ripetere, sono “inquinate”. per contro, l’illegalità è *certa* e *manifesta* quando le ONG spengono i transponder e si accordano coi trafficanti di uomini per raccogliere il “prezioso carico”. cazzo… le ONG sono quanto di più simile ai lupi travestiti da agnelli del Vangelo di Matteo…

    scrivi: “una nave umanitaria costretta a sbarcare in Libia non vuol dire “soccorso”
    cosa vuol dire “soccorso”? vuol dire accordarsi coi trafficanti per mettere dei poveri cristi su gommoni destinati al naufragio e sperare di recuperarli danzando attorno al limite delle acque territoriali libiche? vuol dire raggirare poveri cristi e offrirgli un futuro *radioso* da schiavi sradicati sfruttati e emarginati? ecco perché suona addirittura ridicolo chiamare una nave ONG “umanitaria”: le ONG sono imbarcazioni *private* che perseguono obiettivi economici e politici decisi dai loro finanziatori (per l’ennesima volta, follow the money…)

    scrivi: “ma non è che dall’altro versante siano più gentili”
    infatti. i moderni “fascisti” e i moderni “antifascisti” pari sono: capacità di analisi critica assimilabile a quella del tifoso di calcio, quindi prossima a zero.

    scrivi: “Fa bene certamente a lui, alla sua continua campagna elettorale, criminalizzare migranti, zingari e compagnia bella, dare in pasto al popolo un nemico.”
    di nuovo, pari siete (perdonami, ma mi tiro fuori dal gioco): anche i buonisti danno in pasto al popolo il nemico fascista. pensaci. te lo faccio dire dal nostro amato PPP (ci fossero ancora intellettuali così lucidi). “Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso. Spingere le masse a combattere un nemico inesistente mentre il consumismo moderno striscia, si insinua e logora la società già moribonda” (Pier Paolo Pasolini in una lettera a Moravia, 1973)

    scrivi: “dovesse mai un giorno creare un campo di concentramento per buonisti, spero mi farai visita”
    dovesse mai capitare, giuro che vengo a liberarti. ma non capiterà: i buonisti vincono sempre.

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  3. Molto interessante questo scambio, e come al solito le cose non sono mai come sembrano o vogliono farci credere siano. Devo dire che ho sempre trovato inverosimile che l’unica risposta della politica ad un problema di anni come il flusso dei migranti dalle coste Africane, potesse essere solo un laborioso e inefficace smistamento e rimpallo di esseri umani fra i paesi Europei e un raffazzonato soccorso in mare da parte delle famose ONG private e deregolamentate….insomma volere è potere, e qui c’è molto potere ma poco volere…ci sarebbe da approfondire la situazione migratoria nell’Africa, che so essere molto drammatica anche al suo interno, quelli che vengono da noi ne sono solo un minimo riflesso. E poi questi trafficanti quanti sarebbero e che forza militare hanno che tutta la politica della Libia e dell’Europa non riescono a farli smettere? Per di più, possibile che chi si avventura in quelle imbarcazioni e spende anche parecchio, non capisce che è una fregatura, sono anni che le imbarcazioni naufragano, non gli arrivano proprio le notizie?

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