cividì (ovvero, come volevasi dimostrare)

amici di Neobar, per motivi personali sono purtroppo assente da parecchi mesi…

ma il momento è talmente tragicomico da richiedere un *flash-post* (che spero non turbi eccessivamente il buonismo lirico nonché l’afflato mistico dei Poeti).

il 18 marzo 2018 proprio su Neobar scrissi “cosa ci aspetta dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018?”. due brevi stralci.

m5s phisique du role

pd+m5s

ahinoi, non mi sbagliavo: alla fine le cose sono andate proprio come avevo previsto

d’altro canto, si sa, le questioni di principio sono spesso e volentieri capricci momentanei e ogni momento è differente, come ci ricorda questo video straziante.

rimpiangeremo l’occupazione nazista: almeno quella finì dopo pochi anni. nell’Euro stiamo facendo la stessa fine della Grecia che langue col cappio europeista serrato attorno al collo da oltre un decennio. persino al Tg2, qualche giorno fa, è sfuggito che negli ospedali Greci non solo sono state sospese le chemioterapie per i malati di tumore, ma mancano i farmaci essenziali salva vita…

comunque non temete: in tutta Europa sale vibrante l’urlo di protesta per il…… cambiamento climatico!?!!

occazzo… il liberismo globalista ha calpestato passo passo il diritto all’istruzione e la scuola pubblica, il diritto alla salute e il servizio sanitario pubblico, il diritto di avere un lavoro dignitoso e adeguatamente retribuito (tutti capisaldi della Costituzione Italiana)… e invece la folla protesta e sciopera convinta dai mass media che chi sta rubando il futuro dei nostri figli è la CO2!!!

le speranze sono ormai ridotte al lumicino: ci hanno completamente rinCO2glioniti

 


3 risposte a "cividì (ovvero, come volevasi dimostrare)"

  1. Come non essere d’accordo con le tue osservazioni, i 5s li ho sempre considerati una misticanza di tutto e di tutto il contrario con lo scopo di salvarsi il mensile, d’altronde il problema è che tutti i partiti sono di destra, nel paese della mia infanzia, il PD era alleato con Forza Italia alle ultime elezioni comunali, dall’altra parte c’è ancora il partito del saluto romano con la lega. Il problema del mondo è ,per me , l’esistenza del capitalismo, e non c’è nessuna forza che gli si oppone. Non ci si può aspettare niente dalla destra, è vero che hanno aperte delle finestre pensionistiche (ma la legge Fornero, contro la quale ho scioperato è ancora operante, nonostante i ciao ciao fornero televisivi) e dato qualcosa con il reddito di cittadinanza, ma preparavano la bomba flat tax, cioè la riduzione o l’annullamento delle risorse da ridistribuire.
    L’ecologismo attuale, alla fine condivisibile, non mi sembra molto diverso nei contenuti da quello classico dei verdi ad esempio, peraltro sempre inascoltato.
    Ho avuto l’impressione dai tuoi post precedenti che confidi nella destra per contrastare il « liberismo globalista », io invece vedo che nella mia zona, da decenni controllata dalla lega, avviene esattamente quello che dici tu, come viene distrutta la sanità pubblica, vengono ad esempio accorpate due asl, e nei due ospedali vengono chiusi dei reparti per eliminare duplicazioni, però la gente deve farsi 20 km invece di 2 o tre, e un reparto copre il doppio della popolazione. Quest’anno è stata privatizzata la distribuzione dell’acqua con aumento del costo in bolletta, diminuite di 40000 euro le risorse per il sostegno scolastico, ma assunzione di un segretario per il sindaco.
    Penso che il capitalismo può essere contrastato solo dalla sinistra, che però non c’è.

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    1. grazie del passaggio e delle righe che hai scritto, Giancarlo. al di là del fatto che su alcune cose siamo d’accordo e su altre meno, ti voglio un bene dell’anima, *fratello*, perché come me sei uno dei pochissimi “giapponesi” rimasti dimenticati su un’isola quasi deserta che ancora commenta e fortissimamente crede nell’importanza (e nella possibilità) di comunicare qualcosa.
      passo nello specifico a risponderti per punti principali.
      scrivi: “la bomba flat tax, cioè la riduzione o l’annullamento delle risorse da ridistribuire.”
      ohi, addirittura *bomba*! se non ricordo male, ti ho già risposto in passato circa la flat tax. con buona pace degli “offertisti” bocconiani e dei “Chicago boys”, l’attuale crisi ultradecennale nasce sul versante della *domanda* (classe media estesamente impoverita allovertheworld che può spendere sempre meno) e una tassazione “flat” sarebbe utilissima per dare ossigeno proprio alla domanda, ovvero per far aumentare il PIL (specie se con adeguata politica economica si favoriscono i prodotti nazionali e pertanto si evita di andare in rosso nel bilancio import/export). solo quando il PIL aumenta, ovvero quando la ricchezza aumenta, lo stato è nelle condizioni ideali per redistribuirla: se la maggioranza della popolazione si arricchisce, ecco che aumenta il gettito fiscale e quindi lo stato ha maggiori risorse da redistribuire. invece, tassando il lavoro al limite della sopravvivenza (in Italia la pressione fiscale reale è quasi al 50% per le persone fisiche e quasi al 60% per le imprese) il PIL non potrà che calare e dunque (cane che si morde la coda) calerà il gettito delle tasse NONOSTANTE l’aumento folle della pressione fiscale (id est, la maggioranza della popolazione si impoverisce). cosa c’è che non è chiaro in questo dato di fatto? similmente, non facciamoci fregare quando la grancassa mediatica riparte a martellarci con la favoletta dell’evasionehhh che fa calare il PIL e allora vaiiii… castighiamo il piccolo commerciante, la badante in nero, il contadino che vende a chilometri zero e aboliamo il contanteeehhh… eh, e la cosa triste è che, soffiando sul fuoco dell’invidia sociale, chi non ha un minimo di rudimenti macroeconomici abbocca e *confonde* l’idraulico o il macellaio con le corporate multinazionali… se vuoi fermarti un attimo a rifletterci sopra, ne ho scritto di recente qui https://copylefteratura.wordpress.com/2019/10/07/qualcosa-e-andato-storto/
      scrivi: “L’ecologismo attuale, alla fine condivisibile”.
      ossantocielo! Giancarlo non farti fregare pure tu! guarda, lasciatelo dire palese palese da quelli che “hanno le mani in pasta” tipo il classico burocrate al soldo delle élite finanziarie che col massimo candore esplicita in un’intervista l’oggetto del contendere: “We (UN-IPCC) redistribute de facto the world’s wealth by climate policy. One has to free oneself from the illusion that international climate policy is environmemtal policy. This has almost nothing to do with environmentral policy any more…” (dr. Ottmar Endenhofer dell’UN-IPCC, 13 novembre 2010). l’ecologismo attuale non solo è privo di fondamento scientifico, ma è narrazione emotiva funzionale al consolidamento del predominio economico delle élite finanziarie redistribuendo ricchezza *verso l’alto* (ovvero, imponendo tecnologie FINTOecologiche che possiedono solo gli stati più ricchi, strangolando le economie emergenti e finanziando la banca mondiale mediante tassazione delle nazioni per le emissioni di CO2). vieppiù, oltre al danno (economico) la beffa: ci fanno fare la figura dei “gretini”!!! oh come se la ridono, nelle alte sfere, a vederci manifestare per strada contro le cannucce di pastica e il gasolio… ih, ih… ahinoi, l’ecologismo è solo un modo più raffinato per imporre *austerità*: è la promessa che in futuro le cose andranno meglio solo se continuate a state peggio (!!!!!). mi viene da ridere e da piangere insieme, confusamente…
      (segue)

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    2. (segue)
      scrivi: “confidi nella destra per contrastare il liberismo globalista”.
      no no no. io non confido assolutamente nella destra (come ti viene in mente?). dovevo esplicitare anche in calce a questo post che sono un socialista sovranista? io *tocco con mano* che in tutta Europa e negli States la sinistra “liberal” globalista è da decenni il cavallo su cui hanno puntato tutto le élite finanziare. sociopatici secondo i quali la sovranità appartiene al popolo NEI LIMITI DEL PAREGGIO DI BILANCIO, che non si fanno scrupoli a distruggere lavoro e stato sociale pur di assicurare profitti a grandi capitali e ai creditori esteri. tutta gente che di “sinistra” non ha più neanche il nome (il “fu PDS” almeno la parolina, tipo foglia di fico, l’aveva mantenuta, eh) e che ha contribuito a creare e a sostenere l’UE, un regime *totalitario* di profilo neoliberale (che infatti di recente ha votato per bandire i simboli e la memoria storica del comunismo)… ergo, dato che la sedicente fintasinistra è colonna portante del regime liberista, di CERTO il mio voto andrà a finire altrove. destra e sinistra sono parole/categorie vacue da almeno trent’anni (citofonare Gaber). la vera battaglia, nel nuovo millennio, è tra liberismo e socialismo, ovvero tra globalismo e sovranismo. io credo unicamente nella democrazia (dunque non rinuncio a votare) e pertanto do il mio voto alla compagine politica che, in modo più concreto e convincente, promette di opporsi al liberismo globalista. da questo a “confidare” ce ne passa, eh… la Lega, ad esempio, ha uno zoccolo duro nordista e liberista che negli ultimi anni è stato messo in un angolo dagli sviluppi nazionalpopolari salviniani, ma che può tornare in auge se l’asse PD-M5S dovesse reggere tutta la legislatura (il potere logora chi non ce l’ha, diceva Andreotti, e aveva ragione da vendere: in tal caso quasi certamente Maroni o Tremonti faranno le scarpe a Salvini). ma un conto è un partito (entità astratta) un conto sono le persone che la Lega ha candidato alle ultime elezioni e collocato in posizioni chiave: Bagnai, Borghi, Molinari, Zanni etc sono PERSONE di cui mi fido e in cui confido (e nessuna di loro è di “destra” nel senso classico del termine). la Meloni, per contro è sicuramente di destra. dalla sua ha che è persona di carattere (dunque difficilmente pilotabile da poteri esterni), ma è di un’ignoranza macroeconomica totale (qualche giorno fa ha detto a SkyTg24 che “il debito pubblico rappresenta un’Italia che ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità” e allora, cazzo, no dai, detto così nel 2019 ti fa cadere le palle). non bastasse, nel suo partito non c’è un economista decente che è uno. in conclusione se mi dai da votare un partito socialista sovranista italiano di sinistra che abbia la ragionevole speranza di arrivare oltre il 4%, pronti: non solo lo voto, ma prendo pure la tessera. epperò fino a quel momento lotto con le unghie e con i denti e faccio buon viso a cattivo gioco, tanto che l’anno scorso ho votato Lega (e non per questo divento altro da me).
      scrivi: “vedo che nella mia zona, da decenni controllata dalla lega, avviene esattamente quello che dici tu, come viene distrutta la sanità pubblica”.
      ah beh, invece in Umbria la sanità pubblica era ed è un gioiellino. ma che c’entra questo? il servizio sanitario è nazionale (SSN) e i soldi alle regioni arrivano da Roma e i sindaci o i governatori di questo o quel partito fanno assai poca differenza. è il sistema sanitario italiano nel suo complesso che negli ultimi decenni è stato letteralmente massacrato da tagli costanti (alcuni visibili, altri nascosti) che hanno favorito il privato e portato la spesa sanitaria pro-capite ad essere il 50% di quella francese e il 70% di quella tedesca. sai che sono un medico del SSN e dal mio posto di osservazione “dentro le linee” ti assicuro che con la scusa di tagliare “gli sprechi” è stata tagliata la nostra salute (che agli occhi di chi deve pagarci le pensioni, probabilmente è uno spreco). stesso discorso per tutti gli altri tagli (a istruzione, servizi, pensioni, previdenza, ect): se la spesa pubblica complessiva, già ridotta drasticamente dai primi anni 2000, si è ridotta ulteriormente dal 2010 ad oggi di quasi il 4%, è INEVITABILE che lo stato sociale venga smontato pezzo per pezzo e che fiocchino le privatizzazioni nei servizi pubblici. il tutto perché, come auspicava Padoa Schioppa “nell’Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev’ essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere”. come non augurargli, per contrappasso dantesco, di vivere all’inferno una giornata eterna di lavoro in un altoforno?
      scrivi: “Penso che il capitalismo può essere contrastato solo dalla sinistra.”
      vero *idealmente*, cioè se con la parola ormai vuota “sinistra” intendi per l’appunto uno stato socialista e sovranista che si opponga al capitalismo liberista.
      scrivi: “sinistra, che però non c’è.”
      e allora? chessifa? tiriamo i remi in barca ed accettiamo supinamente la dittatura finanziaria del capitalismo liberista? se rischiamo di morire di fame e da mangiare abbiamo a disposizione solo una fettina di carne dura come la suola di una scarpa diciamo no grazie perché voglio una bella fiorentina al sangue di sinistra doc? liberissimo di subire passivamente come preferisci: io scelgo di provare a sopravvivere, arrangiandomi con quello che passa il convento (e facendo tesoro della saggezza popolare del proverbio che dice “il nemico del mio nemico è mio amico”)

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