Giancarlo Locarno: Duoduo – La delusione nel dominare il reale

Duo Duo (多多)  pseudonimo di Li Shizheng (栗世征), è uno dei poeti Cinesi più rappresentativi e interessanti, è nato nel 1951 a Pechino, appartiene al gruppo dei poeti Menglong (), cioè “nebbiosi”, “sfocati”, “oscuri”, che erano così invisi al governo cinese.

Molti di loro, tra i quali Duoduo, negli anni 70 furono inviati nelle comunità agricole delle campagne a scopo “rieducativo”, e molti di loro lasciarono la Cina dopo  i fatti di Piazza Tienanmen, come i più famosi Bei Dao o Yang Lian,  Duo Duo è espatriato la notte prima del massacro, che sembra abbia intuito. Ha vissuto a Londra, in Canada e in Olanda, per ritornare a Pechino nel 2004  dove insegna all’università di Heinan.

In Duoduo è forte l’influsso occidentale, lui stesso si riconosce debitore di  Baudelaire in particolare, ma anche  di Sylvia Plath e di Marina Cvetaeva, ma per me anche di tanti autori della stagione dell’ermetismo europeo.

In un saggio pubblicato sulla rivista “Asian and African studies” nel 2012, che si può scaricare al link:

https://revije.ff.uni-lj.si/as/article/view/2286

Giusi Tamburello dell’Università di Palermo discute dell’influsso di Baudelaire su Duoduo  mediato dalla traduzione dal francese della poetessa  Chen  Jingrong (陈敬容),  effettua un confronto serrato tra  le singole poesie  con un lavoro di letteratura comparata di grande precisione.

Osserva anche, come una caratteristica della poesia di Duoduo sia quella di presentare immagini forti e “antigraziose” che rinunciano in parte all’armonia, per creare una bellezza basata sulle antinomie e sui bruschi cambi di direzione, oltre che sull’oggettivizzazione delle percezioni sensoriali anche tattili e olfattive.

Jacob Edmond nel volume “A Common Strangeness” (Una racccolta di saggi di letteratura comparata del 2012)  propone la formula critica : “flâneur in esilio”

per indicare i poeti Bei Dao, Yang Lian e Duoduo.  Flâneur è quel personaggio baudelariano che con calma e occhio acuto gira per la città osservandola e descrivendone i cambiamenti, quello che succede nei quartieri poveri, e l’espansione del capitalismo industriale, le sue ciminiere, le ricchezze e le povertà. Come girare la propria città con l’occhio critico e severo sentendosi un turista straniero.

Flâneur in esilio vuol dire osservare il mondo occidentale mantenendo l’occhio baudelairiano sì, ma orientale, facendo i dovuti confronti ma mantenendo un proprio nocciolo duro di cultura. Tutti questi autori hanno continuato a scrivere in cinese, pur vivendo in mezzo a persone con le quali non possono condividere la lingua, e hanno sperimentato la distanza con le lingue occidentali. Tutti questi poeti affermano di usare nell’esilio la lingua cinese con maggior consapevolezza.

L’incontro tra culture mutuamente estranee con le sue collisioni e incomparabilità costituisce un paradigma del mondo attuale e una sfida per la letteratura comparata.

Riporto quattro poesie con le mie traduzioni, una per ogni decennio di attività del poeta. Nella prima il flâneur segue una coppia  nelle sue manifestazioni affettive e vitali, nell’ultima sembra invece seguire e denudare  i propri complessi psichici come se fossero stazioni di una personale e gioiosa via crucis.

Vivere insieme

Loro sono sulla strada
che li porterà nel gruppo di quelli che hanno compreso i tre scopi della vita:
il fuoco nella pipa del vecchio
il graffito di un bambino sul muro
le gambe della donna che si bagnano sotto la pioggia
dopo che hanno vagabondato un’intera notte

attorno alla piccola casa bianca nella ricerca vana dei segni
il sole è sorto,  dove dormire stanotte non l’hanno ancora deciso
e qualcosa di sbagliato sorge dal rintocco
e senza nemmeno passare dalla preghiera
dormiranno su un letto accartocciato
senza darsi scrupolo della luce abbagliante  fuori
l’irraggiamento crudele dell’attesa
li farà dormire con l’espressione di sorriso
come i vecchi morti.
Inaspettatamente cose gentili e tenere
le fanno accadere di nuovo
così pigramente se le ricorderanno.
Si svegliano e attraversano le strade
vanno diritti fino a quel palazzo anonimo senza segni
e poi svaniranno
come la mamma! Quando morì
predicendo la propria fine.
In realtà essi nell’intimo
costantemente cercano
di aggiungere alle nuove occasioni segmenti di passato.
Spesso usano un codice per comunicare
come si fosse in un giorno di neve
come tornare nella nebbia con passo gentile e dolce
con l’animo di chi sbuccia un’arancia di stagione per un malato.
Quei fiori di serra
attraverso la loro nebbia color porpora
confermano di lasciare un’impressione indimenticabile
e io consento il loro fervore.
Consentitegli voi ancora
una piccola incoscienza
—  andate!
Dategli un ritmo
Ma non fateli accorgere
non permettiamo che la finestra della loro vita in comune
diventi una tenebra
non permettete che perdano la capacità
di guardare lo spazio selvaggio con un’impressione di forza.
Quando vanno per le strade del cuore all’alba
vedono vivere la vita
guardano lo spazzino che si avvicina
col suo abito blu di fatica
si ferma dal lavoro
la sua pipa garrula esiste e aspetta nel mattino.

1976

同居

他们将在街头同人生的三个意向相遇:
老人烟斗的余火、儿童涂写在墙上的笔迹
和湿漉漉的雨中行走的女人的小腿
他们徘徊了一整夜
围绕小白房子寻找标记
太阳升起来了,归宿仍不能断决
错误就从这时发生
没有经过祈祷
他们就会睡到一张床上
并且毫不顾忌室外光线
在晚些时候的残酷照射
因而能够带着动人的笑容睡去
像故去一样
竟然连再温柔的事情
也懒得回忆
就起身穿行街道
一直走进那
毫无标记的楼房大门
他们因此而消失
同母亲!临终前
预言过的一模一样
其实在他们内心
时时都在寻找
穿插那段往事的机会
时时都在用暗语交谈
就像雪天

用轻柔的步子从雾里归来
剥喂病人桔子时的心情一样
那花房的花
透过紫红的霜雾
肯定给他们留下难忘的印象
让他们的情调
就此炽烈起来
那就让他们
再短暂地昏迷一下吧
——去
给他们一个拍节
但不要给他们以觉察
不要让他们同居的窗口
因此变得昏暗
不要让他们因此失去
眺望原野的印象力量
当他们向黎明的街心走去
他们看到了生活。生活
就是那个停住劳动
看着他们走近的清道夫
他穿着蓝色的工作服
还叨着一只烟斗,站在早晨——
1976

Vana speranza di padroneggiare il reale 
 
E noi siamo figli di uccelli labra contro labbra
nella storia del tempo
ci tocca la divisione finale
dagli altri uomini

La chiave nell’orecchio gira veloce
Le ombre si separano da noi
la chiave continua a girare sprofondando nella terra
gli uccelli diventano  umani
che hanno perso la confidenza con gli altri uccelli
1982

妄想是真实的主人

而我们,是嘴唇贴着嘴唇的鸟儿
在时间的故事中
与人
进行最后一次划分

钥匙

在耳朵里扭了一下
影子已脱离我们
钥匙不停地扭下去
鸟儿已降低为人
鸟儿一无相识的人
 
1982
Mattino

E’ mattina forse ogni tempo è mattina
hai sognato di svegliarti, e adesso hai paura di svegliarti
dici: ho paura delle funi, ho paura dei visi di donna
che sono come uccelli, e così sogni tuo padre
come una donna uccello
parlare la lingua degli uccelli, bere il loro latte
hai sognato che tuo padre è la persona più sola
e non dentro il sogno
hai sognato il sogno che ha fatto tuo padre
Sogni tuo padre che dice: questo è un sogno che fanno solo i morti.

Questo sogno è solo un sogno ed è  il tuo sogno
tu non credi e ti inchini al credo.
Una volta c’era la manopola della bicicletta
da stringere forte con le mani
ora, penzola come orecchie dall’ombelico di tuo padre
c’era una volta un figlio che rifiutò di essere nato
ora tu strisci indietro verso quella manopola
hai sognato con precisione tutti i dettagli
come il dente di tuo padre sottoterra, risplende
e ti sorride, quindi tu non sei morto
semplicemente sogni la morte dei tuoi sogni.
1991

早晨

是早晨或是任何时间,是早晨
你梦到你醒了,你害怕你醒来
所以你说:你害怕绳子,害怕脸
像鸟儿的女人,所以你梦到你父亲
说鸟儿语,喝鸟儿奶
你梦到你父亲是上独身者
在偶然中而不是在梦中
有了你,你梦到你父亲做过的梦
你梦到你父亲说:这是死人做过的梦。

你不相信但你倾向于相信
这是梦,仅仅是梦,是你的梦:
曾经是某种自行车的把手
保持着被手攥过的形状
现在,就耷拉在你父亲的小肚子上
曾经是一个拒绝出生的儿子
现在就是你,正爬回那把手
你梦到了你梦中的一切细节
像你父亲留在地下的牙,闪着光
笑你,所以你并不是死亡
只是其中一例:你梦到了你梦的死亡。
1991

 
Promessa

Io amo, amo la mia ombra
sono solo un pappagallo, amo distruggere
essi amano le cose da distruggere, voglio per te quello che non ho
amo chiederti: “tu ancora mi ami?”
amo le tue orecchie chiuse che si riempiono nell’ascolto: amo il rischio.
Amo questa casa sensuale che ci invita a sdraiarci sotto il suo tetto
amo mentirti accovacciato di lato proiettando una linea retta d’ombra
per un corpo morbido abbandono un filo di piccoli villaggi
ti chiedo di lasciarmi la voglia che hai sulle labbra
lo so, queste sono le mie promesse.

Amo l’intelligenza che è nei sogni, sono lo sposo dalle ambizioni selvagge
amo distruggere la vita carnale, seguo diritta la via per l’inferno
ma ancora amo segretamente tirare le code di violino del tuo seno
amo la mattina presto estinguere tutte le luci, e aspetto
che il tuo corpo illumini la stanza.

Amo dormire sul cuscino coperto di prugne
quando mi sveglio ritornano sui loro rami
amo la notte profonda  che spinge i flutti addosso alle prue
amo urlare: “ritorna!”
amo in questo modo torturare l’approdo, torturare le parole.

Amo guardarmi quando sono alla scrivania
amo affondare le mani nel mare
e sgranare contemporaneamente le mie cinque dita
amo stringere fortemente il grano dei campi di periferia
amo le mie cinque dita che sperano di essere i tuo cinque ragazzi.

Amo i ricordi che sono la mia vita
ma quando una donna viene verso di me camminando
sbocciano tante domande non poste, come a trent’anni
nella luce del crepuscolo in mezzo alla strada portando la sua custodia del violino
senza nessuna ragione mi sorride.

Io amo ancora noi che siamo una coppia di siluri
In attesa di qualcuno che ci lanci
Così che possa fondermi con te negli abissi marini
Tu sei mia, solo mia
ma soprattutto amo parlare così e cantare questa mia promessa.

2008
 
诺言

我爱,我爱我的影子
是一只鹦鹉,我爱吃
它爱吃的,我爱给你我没有的
我爱问:你还爱我吗
我爱你的耳廓,它爱听:我爱冒险

我爱动情的房屋邀我们躺下作它的顶
我爱侧卧,为一条直线留下投影
为一个丰满的身体留下一串小村庄
我要让离你的唇最近的那颗痣
知道,这就是我的诺言

我爱我梦中的智力是个满怀野心的新郎
我爱吃生肉,直视地狱
但我还是爱在你怀里偷偷拉动小提琴
我爱早早熄灭灯,等待
你的身体再次照亮这房间

我爱我睡去时,枕上全是李子
醒来时,李子回到枝头
我爱整夜波涛吸引前甲板
我爱喊:你会归来
我爱如此折磨港口,折磨词语

我爱在桌前控制自己
我爱把手插入大海
我爱我的五指同时张开
紧紧抓住麦田的边缘
我爱我的五指仍是你的五个男友

我爱回忆是一种生活,少
但比一个女人向我走来时
漏掉的还要多,就像三十年前
夕光中,街道上,背着琴匣的姑娘
仍在无端地向我微笑

我就更爱我们仍是一对鱼雷
等待谁把我们再次发射出去
我爱在大海深处与你汇合,你
是我的,只是我的,我
还是爱这么说,这么唱我的诺言——

2008


Una risposta a "Giancarlo Locarno: Duoduo – La delusione nel dominare il reale"

  1. sarà per una sorta di corrispondenza cruda e “antigraziosa”, ma devo ammettere che il buon Duoduo mi smuove particolarmente (ha un passo che potremmo arditamente definire viscerale, o meglio, grastro-duoduodenale… ok, fatta la battuta: adesso son contento). però, in effetti, a dire il vero, la bocca dello stomaco – o almeno quella mia di cinquantenne – si stringe un poco nel fissare l’*espressione di sorriso* tipica dei vecchi morti. in qualche modo, le parole di Duoduo paiono incarnare l’atto stesso dello “sbucciare un’arancia di stagione per un malato” (quasi che le parole ne mimassero il profumo agrodolce) o anche del coraggioso risplendere del “dente di tuo padre sottoterra” mentre “ti sorride” che, per ovvie ragioni, mi ha colpito a morte. ecco, se devo scegliere un verso che me lo rappresenti più di tutto il resto, direi “torturare l’approdo, torturare le parole”.
    nota particolare per l’acuta traduzione “pipa garrula”.

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