Licio Gelli taglia i parlamentari

gelli p2

Il referendum costituzionale del 28 Marzo 2020 è ormai alle porte. E’ dunque più che mai opportuno rileggere un breve estratto del “Piano di rinascita democratica”, il documento attuativo dei progetti della loggia massonica P2 di Licio Gelli, sequestrato a M. Grazia Gelli nel luglio 1982.

Per i più giovani, un rapido ripasso (Wikipedia docet).

“Propaganda due (meglio nota come P2) era una loggia massonica aderente al Grande Oriente d’Italia (GOI). Venne fondata nel 1877 con il nome di Propaganda massonica, nel periodo della sua conduzione da parte dell’imprenditore Licio Gelli assunse forme deviate rispetto agli statuti della massoneria ed eversive nei confronti dell’ordinamento giuridico italiano. La P2 fu sospesa dal GOI il 26 luglio 1976; successivamente, la Commissione parlamentare di inchiesta sulla loggia massonica P2 sotto la presidenza del ministro Tina Anselmi concluse il caso P2 denunciando la loggia come una vera e propria «organizzazione criminale» ed «eversiva». Fu sciolta con un’apposita legge, la n. 17 del 25 gennaio 1982.”

Nel programma di medio e lungo temine del “Piano di rinascita democratica” della P2, sono elencati per punti una serie di provvedimenti istituzionali da realizzare in merito a:

(a1) ordinamento giudiziario
(a2) ordinamento del governo
(a3) ordinamento del Parlamento

Concentriamo la nostra attenzione sul punto (a3) del programma attuativo. Le prime tra le modifiche da apportare all’ordinamento del Parlamento secondo la loggia massonica P2 di Licio Gelli erano le seguenti:

“Nuove leggi elettorali, per la Camera, di tipo misto (uninominale e proporzionale secondo il modello tedesco) riducendo il numero dei deputati a 450 e, per il Senato, di rappresentanza di secondo grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali, diminuendo a 250 il numero dei senatori ed elevando da 5 a 25 quello dei senatori a vita di nomina presidenziale” (pagina 22 del PDF qui allegato, che riporta il Volume Terzo della documentazione raccolta dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta del 1985 sulla loggia massonica P2).

Ora fate bene attenzione: anche la legge costituzionale “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvata l’8 ottobre 2019 (presenti 569, votanti 567, favorevoli 553, contrari 14, astenuti 2) e che sarà sottoposta a referendum popolare in data 28 Marzo 2020, PREVEDE UN TAGLIO DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI, riducendo il numero dei deputati a 400 unità e il numero dei senatori a 200, per un totale di 600 parlamentari.

Inquietante, nevvero? Il parlamento ha tradotto in legge costituzionale uno dei punti fondamentali del programma attuativo della loggia massonica P2 di Licio Gelli, tra i cui iscritti ricordo figuravano belle persone del calibro di Michele Sindona (banchiere, avvelenato in carcere dopo lo scandalo del Banco Ambriosiano), Silvio Berlusconi (che non ha bisogno di presentazioni), Duilio Poggiolini (direttore generale servizio farmaceutico nazionale, assurto agli onori della cronaca durante Mani Pulite), Luigi Bisignani (faccendiere ed ex-giornalista italiano), Luigi Nebiolo (ex direttore del TG1, poi collaboratore de Il Foglio), Vito Miceli (ex capo Servizio Informazioni Difesa, implicato nel Golpe Borghese), Francesco Malfatti (ex-segretario generale ministero degli Esteri), Pietro Longo (ex-ministro del bilancio e della programmazione economica), Giulio Grassini (direttore SISDE dal 1977 al 1981), Raffaele Giudice e Orazio Giannini (ex-comandanti della guardia di finanza), Franco Di Bella (ex-direttore del Corriere della Sera), Roberto Calvi (presidente Banco Ambrosiano, trovato impiccato a Londra) oltre a tanta – ma davvero tanta – altra bella gente

Serve aggiungere altro?

Si passerà da 1 deputato ogni 96.000 abitanti a 1 deputato ogni 154.00 abitanti.

Si passerà da 1 senatore ogni 188.00 abitanti a 1 senatore ogni 308.000 abitanti.

In soldoni: minore rappresentatività per il popolo italiano e maggiore vulnerabilità del parlamento di fronte a suggestioni anti-democratiche (banalmente, ai poteri forti e delle élite finanziarie internazionali basterà “comprare” la fedeltà di un numero minore di parlamentari per pilotare l’azione politica)

Tra i maggiori paesi europei, l’Italia brillerà per essere quello col minor numero di rappresentanti in parlamento: in Germania, i parlamentari sono 778 (709 al Bundestag e 69 al Bundesrat); in Francia, i parlamentari sono 925 (577 deputati e 348 senatori); e in Inghilterra, i parlamentari sono 1426 (650 alla Camera bassa e 776 alla Camera dei Lord). Confermando la riforma l’Italia ne avrà appena 600…

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L’unico fragile argomento in favore del taglio dei parlamentari parrebbe essere il contenimento della spesa, quantificabile in circa 100 milioni lordi all’anno, pari, secondo l’Osservatorio dell’Università Cattolica ad un risparmio netto di 57 milioni all’anno. In pratica circa 1 euro a cittadino. Verrrebbe da ridere, non ci fosse da piangere…. Anche perché, tanto per avere qualche termine di paragone, negli ultimi anni la spesa per interessi è stata tra i 60 e 70 miliardi di euro all’anno (circa 1000 volte maggiore) e la spesa dello stato italiano in favore dell’UE (l’Italia è un contribuente netto dell’unione, ovvero versa più di quanto riceve) è tra 6 e 7 miliardi all’anno (circa 100 volte maggiore).

Al voto del referendum costituzionale del 28 Marzo 2020, le principali forze politiche italiane si presentano compatte e concordi: dalla Lega al PD, dal M5S a Fratelli d’Italia, da Forza Italia a Italia Viva, tutti a favore del *Sì* (seppure con diverse, più o meno subdole motivazioni).

Spero davvero, per contro, che il popolo italiano risponda in maggioranza con un *No*.

 


3 risposte a "Licio Gelli taglia i parlamentari"

  1. Sono perfettamente d’accordo malos e come al solito si deve assistere al perfido, nonché squallido spettacolo della politica e dell’informazione, che buttano fumo negli occhi dei cittadini per tenerli buoni con cose inutili e per poter manovrare indisturbati dietro le quinte del potere.

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    1. cheddici, per ciò che vedi e senti intorno a te, la partita è aperta? a sensazione mia, nonostante l’impari dispiegamento di forze politiche, se si votasse oggi lo scarto tra i “sì” e i “no” potrebbe essere di pochi punti. il problema è che se parte in quarta la “grancassa” dei media di regime (al momento concentrata su altro) diventa assai difficile che la popolazione possa ricevere un’informazione equilibrata in merito, e dunque che prevalga “l’antipolitica” sponsorizzata dalle élite.

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      1. cheddico…che essendo poco politico e abbastanza asociale non saprei dove pescare qualche dato estemporaneo…il dubbio pessimista è che finché non partirà la grancassa dei media di regime neanche l’interesse dei più si scuoterà, e io sono un caso emblematico dato che vedo la cosa giusta solo se ci casco sopra.

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