Rosaria Di Donato, Scrigno. Nota di lettura di Raffaella Bettiol

Rosaria Di Donato, Scrigno, Amazon.it 2025

Rosaria Di Donato: il dono della chiarezza e della musicalità. La mia montagna azzurra

Come il titolo stesso suggerisce Scrigno, l’ultimo libro di Rosaria Di Donato, è un cofanetto prezioso in cui sono riposti i momenti salienti della sua varia ispirazione poetica, che sa toccare più diversi temi.  L’ispirazione dell’autrice nasce dall’amore per la vita e la profonda fede in Dio, che conducono l’anima ad una gioiosa serenità, scrive: sono nata in un angolo di cielo/ dove il vento rincorre nuvole/e spazza via la tristezza. La gaiezza e l’incanto per il creato sono i motivi precipui dell’io poetico della nostra poetessa, la quale non dimentica, tuttavia, i drammi della storia e vorrebbe un mondo senza la devastante mannaia dell’odio: l’odio non edifica/ riempie il mondo di macerie. La Di Donato si sofferma, inoltre in alcuni testi, sulla violenza subita dalle donne: c’è un pianto che non ha fine/ sulla terra voce di chi non ha voce/ donne umiliate-percosse/ massacrate dall’odio dei carnefici. Drammaticamente intense sono le liriche dedicate rispettivamente all’assassinio di Samia Yusuf Omar: nube dissolta nel vento e alle sorelle Mariposas, trucidate in quanto dissidenti al regime del dittatore Trujllo, il cui sacrificio, tuttavia, non fu inutile, perché risvegliò le coscienze.

Un particolare sincretismo tra fotografia e poesia contraddistingue le pagine del libro; delle suggestive foto, infatti, dai colori vivaci, opera di Nino di Pomponio, raffigurano il nonno e la nonna di Rosaria, a cui è dedicata la raccolta, nella loro campagna luminosa.  Ne scaturisce l’immagine di un mondo contadino, poeticamente rappresentato, quasi fatato, oramai scomparso. A corredo di questo universo si susseguono delicate poesie dedicate alla natura, in particolare ai fiori, che sanno donare all’autrice leggeri giorni: senza cupi pensieri/ senza affanni/ un filo di vento/ fra le mani. Ed è il fiore di melo con la sua fragranza a dischiudere in lei i ricordi intatti della sua infanzia, come le maddalene di Proust.

 La figura del padre, molto amato dall’autrice, rivive in una foto in bianco e nero, che infonde in lei sempre lo stupore di una rinnovata primavera: il tempo intriso/ d’attese lo sguardo/ che dai muri sorride/ nuovo stupore/ nei giorni infonde/ rinnovata primavera.

Rosaria Di Donato ha il dono della chiarezza e della musicalità, cose ben rare nella poesia d’oggi. I suoi versi si susseguono limpidi e ritmati, con mano sicura li conduce ad affrontare le complicate sfide del suo animo profondo e intenso. Il suo linguaggio, tuttavia, pur non cadendo in ridondanze e complicazioni, si modula su diversi registri espressivi: da una lingua più tradizionale, che può sembrare superata, passa a sperimentazioni, all’uso del vernacolo romanesco e allo spagnolo. Un’ampia gamma di formule linguistiche, quindi, che vengono tutte a testimoniare un’assoluta padronanza della parola poetica.

L’incipit di questa variegata raccolta è una poesia zen che suona: Nessuna traccia di polvere. Cos’è vecchio o nuovo? A casa sulla mia montagna azzurra non desidero nulla (Shofu).

Forse con questa citazione la nostra autrice, insegnante di filosofia, vuole indicarci un percorso di pace e serenità interiori, che non significa rinuncia alle mete, ma che suggerisce un viaggio aperto alla ricerca della memoria e della più alta spiritualità, tralasciando tutto ciò che c’ è di caduco e d’inutile nella vita. Il mezzo con cui l’autrice compie questo viaggio è quello del poien, anche se arduo e colmo di solitudine: non riposa l’estro / del poeta e dall’antro/ gelido della parola/ evoca il nuovo/ l’inconsuntile suono/ che il tempo / rischiara.

Rosaria Di Donato compie questo viatico con fatica, ma sempre con tenacia e con la fede, che le è propria, e il suo sguardo incontra in ogni dove l’Eterno: Lo sguardo all’orizzonte incontra dio// azzurra linea di colore/ l’infinito// s’avverte l’armonia/ nel fondo oro/i in un sussulto/l’anima risplende.

Raffaella Bettiol

Nessuna traccia di polvere (nonno Michele) Fotografia: Nino Di Pomponio
Sulla mia montagna azzurra (nonna Anna e la neve) Fotografia: Nino Di Pomponio

bellezza

cercammo invano bellezza
negli antri romiti del tempo
nelle statue antiche

senza sosta rovistammo
polveri e storia
ma le mani si chiusero
afferrando il nulla
che noi siamo

solo il fiore di campo
resiste indomito lotta
ergendosi fiero sul tenero
stelo di verde brillante

minuta corolla
dal sole di marzo
indorata

Rosaria Di Donato

Rosaria Di Donato è nata a Roma, dove vive. Laureata in filosofia (quadriennale e specialistica), insegna in un liceo classico statale. Ha pubblicato sei raccolte di poesia: Immagini, Ed. Le Petit Moineau, Roma 1991; Sensazioni Cosmiche, Ed. Le Petit Moineau, Roma, 1993; Frequenze D’Arcobaleno, Ed. Pomezia-Notizie, Roma 1999; Lustrante D’ Acqua, Ed. Genesi, Torino 2008; Preghiera in Gennaio, Ed. Macabor, Francavilla Marittima (CS) 2021. Scrigno, Amazon.it 2025. Ha partecipato sia come autrice che come organizzatrice alla Rassegna Realtà del Divino, a c. di N. A Rossi (Giubileo 2.000) a S. Nicola In Carcere – Roma. E’ presente nell’antologia Nuovi Salmi a c. di Giacomo Ribaudo e Giovanni Dino, Ed. I Quaderni di CNTN, Palermo 2012. Alcuni suoi testi sono inseriti in Voci dai Murazzi 2013, antologia poetica a c. di Sandro Gros Pietro, Ed Genesi, Torino 2013. Poesie dialettali compaiono nella Rivista i fiori del male 2013 n. 55, quaderno quadrimestrale di Poesia a c. di A. Coppola.  Ha partecipato con il gruppo Poeti per Don Tonino Bello alla realizzazione di Un sandalo per Rut Oratorio per l’oggi, Ed. Accademia di Terra D’Otranto – Collana Neobar, 2014. E’presente nell’antologia I poeti e la crisi a c. di Giovanni Dino, Fondazione Thule Cultura, Bagheria 2015. Ha pubblicato l’ebook Preghiera in Gennaio nella collana Neobar eBooks nel 2017. Ha partecipato all’eBook n. 217: Proust N.7 – Il profumo del tempo, di Aa. Vv. (LaRecherche.it – Un accordo di essenze). Nel 2019 ha partecipato all’antologia poetica Break Point Poetry – Città Poetica, c. di  Patrizia Chianese, nell’ambito dell’ Estate Romana. Ha partecipatoall’antologia Ho sete, l’Arte si fa Parola, a c. di Maria Pompea Carrabbae Ella ClafiriaGrimaldi, Ed. SarpiArte 2020; è presente nell’antologia del Concorso Nazionale di Poesia Città di Chiaramonte Gulfi – Premio Sygla XIV ed. 2022. Collabora a riviste di varia cultura e i suoi volumi si sono affermati sia in Italia che all’estero, con giudizi critici di Giorgio Barberi Squarotti, per esempio, e traduzioni in francese di Paul Courget e Claude Le Roy (riviste Annales e Noreal) e in inglese di Valeria Girardi (riviste on-line in vari Paesi). Partecipa al blog Neobar di Abele Longo e a vari siti letterari sul web. Vincitrice di alcuni premi di poesia, si interessa di arte, cinema, fotografia. Dal 2016 ha curato un laboratorio di scrittura creativa nel Liceo in cui insegna poi interrotto a causa del Covid-19. E’ presente nell’antologia Sorella Morte a c. di Giovanni Dino, Fondazione Thule Cultura, Bagheria 2023. Ha partecipato con il racconto Candore a Un magico e prezioso Natale – piccoli racconti per bambini di tutto il mondo, a c. di Sara Conci, Macabor 2023.

Raffaella Bettiol è nata a Venezia nel 1952 e vive a Padova. È presente in diverse antologie. Collabora con la rivista on-line Pelagos letteratura diretta da Umberto Piersanti. Ha pubblicato le raccolte di poesia: L’Anima Segreta (Panda, 1997), Ipotesi d’amore (Marsilio, 2006), Una sprovveduta quotidianità (Pequod, 2008), Umana fragilità (Biblioteca dei Leoni, 2022). Nel 2002 per Archinto ha curato l’antologia Il mio bicchiere da viaggio – Otto poeti italiani d’oggi. Ha scritto numerosi saggi su poeti italiani contemporanei. Ha curato, assieme a Bruno Pellegrino, la biografia: Giuseppe Bettiol – Una vita tra diritto e politica (Cleup, 2009).


5 risposte a "Rosaria Di Donato, Scrigno. Nota di lettura di Raffaella Bettiol"

  1. E’ bello come fa Rosaria cercare la luce della bellezza e l’illuminazione nelle cose ancestrali che non hanno tempo come gli ulivi secolari e i fiori di campo e i cicli della vita che prima ci fanno figli poi genitori.

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