Soltanto versi e saluti al visionario che i circoli evita per compassione e alle rette vie che non sanno il centro resta una pietas sfiorita sulla Terra.
E non c’è modo di affittare una stamberga dove solo versi e canti alloggiano gratis. E non si vogliono snaturare le tragedie per un finale trionfale e una fittizia nemesi.
E ascoltiamo i suoni dei sogni scartati, accucciati in un angolo ignoto di una oscura materia della conoscenza. Da una radice sonora ad una sorgente viva un inizio per fissare una meta che non sa cos’è una partenza e una domanda.
La luce dell’indicibile che ci sorvola e ci trascura non sa che la creatura è l’unico punto inosservabile. Come un vino schietto che non produce aceto il giudizio finale scansa con un brindisi sereno.
Roma, 10 giugno 2025 (tardo pomeriggio)
Quando il conteggio delle ossa ritornò dall’Anagrafe dei Morti le mie ceneri truccarono il volto spalmato su uno specchio. Un grugnito di campane si levò come un corale fra canne d’organo. Dai merletti si rovesciò il liquido spettro di una resurrezione disattesa.
I tuoi occhi di potassio sono armille oscurate da rancidi tramonti, come la Pietà Rondanini brillano da un’umida cantina romana. La sua luce è un amaro trionfo per celebrare gli avanzi feriali, da secoli le stazioni sono miracoli per una storia evanescente.
Abbandonato dalle lacrime sulla soglia rugosa non vedo più i canti oltre i confini ignoti, e il pianto non è più per me, e fra le mie dita si sciolgono gli occhi come ghiacciai… le orbite si sono disseccate nel pozzo.
Non mi resta che ignorare il tragitto e con la lingua marchiare bestemmie come monatti in lacrime e invocare una voce senza pietà per un’alcova dove svernare la mia vita appestata dalla Poesia, e poi il Nulla in ogni preghiera…
e l’inizio di una condanna.
Roma, 24-26\06\2025
Antipoesia?
Il clamore di una fattucchiera sugli altari rese la parola incombente per i suoni e i significati… una mazzata sul capo di un poeta ingenuo e tranquillo come un muto
ossario in una teca antica e in un’epoca trascorsa fra labirinti di grida, formule strane che la retta via della fisica deformano in assiomi innaturali… quanti numeri ancora da scoprire!
E se ne veniva il poeta per il sentiero contorto dai suoi occhi - una campagna obliqua davanti e il passo tardo e lento di un Francesco rassegnato alle cadenza dei suoi versi inattuali - oggi, e per sempre?
La visione di un capestro lo tallonava sino alle viscere, il suo piede non creava orme e né tracce per una fittizia testimonianza - la sua storia nel corpo vano e soltanto le sue dita ancora sui leggii segnavano i pensieri.
Le tue conoscenze latine non bastano più, soltanto per un traduttore straniero ha senso la memoria, e la terra che ti reggeva i sogni era desolata, marcia davanti a un rinascimento.
Roma, 29 giugno 2025 (ora terza)
Non posso, non voglio stare dietro ai tuoi fantasmi spenti! La Clinica della Felicità ha serrato i ranghi depressi. E non ho voglia di altri succursali – alcove di libeccio antico dove brillano per la gioia dei pensieri foschi labirinti.
E dai saloni alle stanze gli sguardi in fiamme degli specchi respiravo indenne con tutti i mali della fattucchiera siciliana. E qui, vuote, si mutarono in cripta salentina le orbite orfane, e gli applausi dei marosi in sibillini variopinti caroselli.
Roma, 7\8\9 luglio 2025
Abbiate pietà almeno del poeta e dei suoi sogni, Poesia, che non ti nascondi per errore, per calcolo o finta invenzione. Il tragitto non prevede ponti, ma ricavi di errori e di parole per non abbandonarti alla gloria priva di visioni.
Attendere da Canossa un perdono e col capo chino una preghiera è consegnare al potere la disfatta di un nuovo immaginare. Ma il verso è come una vendetta che conduce al capestro il corpo di chi senza il pensiero celebra una vittoria presunta senza appello. E non rinnegare al suo futuro il mistero della parola - questo sale che regna da secoli è una medicina incrollabile, e più di una fede conosce gli inferni salutari e i malsani paradisi che dell’ombra mutano la natura in numinosa ascensione.
La partenza in terza classe fu amata da Boris e Antonio, che sull’umile legno, fra gli scarti dei vagoni, sognarono le leggende di due giovani poeti... amici - e l’immortalità vinse la violenta morte come la legge dei martiri conferma e sigilla.
Roma, 13 luglio 2025 (dall’ora terza alla quarta di leuca)