Mi dicevano: vedrai la battaglia tra la maschera e la sua finzione. Per la tua unica parola hai scardinato l’enigma del trucco e la sua anima.
Ma dietro le quinte variopinte i colori si sono rivoltati - mi hanno vomitato, come in un ospedale, il bianco anemico di un rancore.
E dov’è quel viottolo amato come un quadro di Turner che non vidi a Londra per un errore? E una fotocopia mi mostrò il suo negativo
nella impresión de un libro che non convinse la mia gola di piegare in verso una metafora. Si ribellò il mio canto barocco sui gradini gialli di carparo di una chiesa sconsacrata.
Che volevo? È che cercavo in quella cripta svuotata se non il linguaggio di antiche ossa sparse in un cortile di malaffare – un postribolo moderno di rosse lanterne in contumacia!
E mi son visto con un volto cesellato dai marosi e il resto piagato dai trionfi di sale di Francesco che coi suoi passi il mio corpo traduceva in scaduti amori.
Una risposta a "Antonio Sagredo, Mi dicevano: vedrai la battaglia"
Ho letto questa poesia di Antonio Sagredo, una delle ultime che ha scritto a giudicare dalla data, e devo dire che sono dei versi diversi da quelli a cui ero abituato che erano estremamente barocchi. Questi sembrano essere più fluidi e più comprensibili pur mantenendo una sorta di tensione stilistica specifica che già mi era nota. Questa poesia dell’ottobre 2025 è stata fatta da un poeta di quasi 80 anni e la sorpresa grande che pare sia di un poeta di trent’anni! Questo testimonia una linea stilistica restata indenne nel corso dei suoi anni, una linea fluida e chiara che ha mantenuto il suo piglio specifico, e cioè una accattivante forma a cui il lettore soggiace. Bonta sua!
Ho letto questa poesia di Antonio Sagredo, una delle ultime che ha scritto a giudicare dalla data, e devo dire che sono dei versi diversi da quelli a cui ero abituato che erano estremamente barocchi. Questi sembrano essere più fluidi e più comprensibili pur mantenendo una sorta di tensione stilistica specifica che già mi era nota. Questa poesia dell’ottobre 2025 è stata fatta da un poeta di quasi 80 anni e la sorpresa grande che pare sia di un poeta di trent’anni! Questo testimonia una linea stilistica restata indenne nel corso dei suoi anni, una linea fluida e chiara che ha mantenuto il suo piglio specifico, e cioè una accattivante forma a cui il lettore soggiace. Bonta sua!
Federico Prati
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