Nella teoria dei colori, il bianco corrisponde alla sintesi additiva di tutti i colori presenti nello spettro visibile e simboleggia tradizionalmente la purezza, la luce e l’altrove.
Il bianco consacra e benedice i nuovi inizi, protegge ciò che è giusto, conosce e promuove il potere della rinascita, rappresenta una delle chiavi per la comprensione e il superamento del passato. In alcuni testi esoterici e sacri, il bianco viene associato alla spiritualità, al candore, all’innocenza e alla chiarezza mentale. Ma negli stessi testi viene associato anche al sacrificio e al martirio. Il bianco è latente, seducente e sensuale, altamente sensibile. Soprattutto nel mondo orientale il bianco è ancora oggi utilizzato per rappresentare spettri e fantasmi. Nel mondo africano è il colore del lutto e della morte.
Il Taccuino Bianco cerca di fare suoi tutti questi significati simbolici, prova a contenerli. Nel Taccuino Bianco sono raccolti testi scritti nel periodo 2019/2023. I testi presenti sono la trascrizione fedele di alcuni sogni intervenuti in quegli anni, è la dimensione onirica a dettare e rivelare ciò che razionalmente sfugge a ogni interpretazione e ricognizione. Il Taccuino Bianco è un libro dell’inconscio, scritto dall’inconscio, le sue pagine si muovono al di fuori del pieno controllo della coscienza.
Inizialmente i testi qui presenti erano stati riuniti sotto il titolo di Prosette, successivamente era stato utilizzato quello di Frammenti e con quest’ultimo titolo erano comparsi anche su alcune riviste. Nei testi si incontrano donne, uomini, bambini, animali e molti fantasmi. Si incontrano le loro voci. Si incontrano anche luoghi, alcuni dei quali realmente cari alla mano che li ha trascritti. Gli esatti confini tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti non sono volutamente tracciati. Le voci delle donne, degli uomini, dei bambini, degli animali e dei molti fantasmi spesso si sovrappongono tra loro creando una musica che può apparire a tratti disturbante.
I testi restituiscono un’orma almeno parziale delle letture affrontate negli anni della loro stesura, c’è stata una sedimentazione molto profonda e significativa delle parole altrui. Alcune di quelle parole sono state accolte e inghiottite, ai lettori il piacere di scoprirle. Il corsivo non indica necessariamente una citazione; talvolta segnala la presenza di un pensiero esterno o di un suggerimento fuori campo, qualcosa che precisa o, al contrario, deraglia rispetto al flusso della narrazione. Talvolta il corsivo è un sibilo, altre volte è un urlo.[…]

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La strada è coperta di neve, presto saremo dimenticati e le parole svaniranno
come nebbia davanti al cancello di una casa. Le ombre passano e vanno, i corpi
passano e vanno. I respiri, invece, no. E infatti noi li preferiamo.
Entrate. Sono morta.
Sono morta. E anche gli altri sono morti.
Viaggiamo senza bagagli, i nostri abiti sono consumati, i piedi nudi.
I vivi ci lanciano sguardi di diffidenza talvolta. Una vera comprensione per le
nostre parole non è stata ancora manifestata – – Eppure il pensiero guarda al
domani. L’aria, dov’è finita l’aria?. Siamo tabule rase –

Il muro a calce nasconde molti pesci.
Quando è notte i loro occhi illuminano la strada verso il fiume.
Sulla sponda del fiume una donna fa danzare le api su un’asse di legno, è un
lavoro minuzioso che richiede grande abilità. In un momento di voce sola ti ho
detto che sei grido, gola, angoscia che fiorisce in una notte.
Tu senti la pelle fin dentro i gomiti. Questa tua scintilla mi commuove e non si
placa.
/ Avrebbe voluto sentirle le parole che da lontano vedeva agitarsi sulle sue
labbra. L’occhio, forse per la forza dell’abitudine, non suggeriva speculazioni
attendibili. Ma lei, non per questo, si arrese /
*
Le raffiche di vento sulla schiena sono spine, l’Isola testimonia ma non dice.
Pensa alla trasparenza come a un falso problema, resta in silenzio per accogliere
la sua caotica solitudine rumorosa. Dice che le figure nate dalle mani dello
scultore stanco sono quelle di un uomo e di una donna, potrebbe esistere
qualcosa di più eterno e tragico?
Ci sono sempre un uomo e una donna; ogni storia comincia così: è
un’autocombustione.
Questa premessa condurrebbe molto oltre ma decide di ignorare le implicazioni
secondarie, cambia angolo visuale. Dice che la sabbia trova riposo sugli arti
affamati di un falco mentre una volpe divora la frutta caduta a terra.
Ogni momento, ogni movimento, meriterebbe una riflessione ulteriore.
Non ha avuto fiducia in quello che è stato ieri, potrà avere fiducia in quello che
sarà domani?
*
Gli incurabili hanno bocca larga e zampe suine, dei pesci solo una lontana
brillantezza. Bussano di notte alla nostra porta, cercano un riparo per le loro
ossessioni. Contano fino a cento.
Contano i passi della vita che non hanno. La loro è una forma di psicosi.
Non sempre esiste una differenza tra grandi peccati e piccole imprese e il
romanticismo è solo un discorso per eroi decaduti, siamo d’accordo?.
Almeno su questa premessa siamo d’accordo?.
/ Tre stazioni oltre, il quadro degli indizi si infittisce, anche la psicosi si
aggrava. La città con la sua indifferenza si fa più cupa. Esiste un tempo troppo
breve per creare un’alleanza dei corpi che sia vera – /
*
Chi ha ucciso la bambina che dormiva?
Le tue molte lacrime non arriveranno al nostro cuore.
Hai sacrificato un’innocente. Maledetto sia il tuo gesto.
Questa è l’ora che non deve consolare il pianto, questa è l’ora della tua
crocifissione. Tu sei la femmina loquace, tu sei la moltitudine.
Tu sei l’inganno. E noi ti malediciamo – –
Nelle cartoline mancano sempre i saluti finali.
Il tempo interrotto, non ha lasciato traccia. Nel suo viso di porcellana è
annegato lo sgomento. La signorina Dora è una donna ragno e non si lascia
baciare. Baciare è continuare a perdere la verginità oltre il tempo stabilito –
*
Poeta e artista visiva, è attiva in Italia e Francia. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Concordanze e approssimazioni (Il Leggio Editore, 2019), Ti scrivo da dove sono (Libro d’artista con sedici disegni di Claudio Borghi, copie numerate, 2022), In forma di note e frammenti. Omaggio a Rubina Giorgi, con Gian Paolo Guerini (Libro d’artista, copie numerate, 2023). Suoi testi in prosa sono presenti nel volume collettivo AA.VV., Passaggi (Argo Editore, 2021, a cura di David Watkins e Luca Chiurchiù) e in Babel, Antologia plurilingue (Bertoni Editore, 2022, A cura di Enzo Campi). Traduce dall’inglese, dal francese e dallo spagnolo. Ha collaborato con l’Archivio Maurizio Spatola approfondendo le figure di Corrado Costa, Franco Beltrametti, Patrizia Vicinelli e Adriano Spatola. Suoi lavori visivi, collage, sono stati pubblicati nel 2024 su Utsanga.it in occasione del decennale 2014-2024 (con la curatela dei poeti e artisti Francesco Aprile e Cristiano Caggiula) e nel 2025 sul primo numero della rivista NiedernGasse (con la curatela della poeta ed editrice Paola Silvia Dolci). Suoi inediti e lavori di taglio critico sono presenti on line su Utsanga, La finestra di Antonio Syxty, Poesia del Nostro Tempo, Argo, Imperfetta Ellisse, Poetarum Silva, Nazione Indiana, Carteggi Letterari, Rebstein, Carte nel Vento, Le nature indivisibili, Mirino Lit blog.
Suoi testi inediti sono confluiti nel cofanetto Audio Doc Sound Title, un lavoro collettivo con la partecipazione di poeti e musicisti, ideato, diretto e montato dal poeta e artista Pietro D’Agostino su sceneggiature visive di Pietro D’Agostino, Marco Giovenale e Alberto D’Amico; lavoro presentato a Roma nell’ottobre del 2025.
Come avvocato penalista, dopo aver collaborato con prestigiosi studi torinesi specializzati in diritto penale commerciale e societario, ha deciso di occuparsi attivamente di donne, minori e marginalità prestando la propria attività professionale anche in favore di associazioni, fondazioni ed enti no profit.
