Margherira Rimi, “Restitutio ad integrum“, Ed. Marsilio 2025.
“Restitutio ad integrum” è una locuzione latina che, nel linguaggio medico, indica l’avvenuta guarigione di una parte del corpo offesa da un malanno.
In realtà tale locuzione assume, all’ interno dei versi, un significato che trae le sue radici dall’infanzia, quando il linguaggio scorre sulla bocca dei bambini con purezza fantasiosa, lontano da ogni inganno e ambiguità; e non per nulla nella seconda sezione del libro si innestano termini della lingua materna: il siciliano dei propri familiari, degli anni lontani dell’infanzia.
L’uso della lingua, allora, assume una valenza etica, simile a quella promessa prestata dai medici secondo il giuramento di Ippocrate (che, infatti, chiude la raccolta), espressione di umanità autentica, e volontà di cura degli altri, in nome di un sogno che rende sovrapponibili la medicina e la poesia, se quest’ ultima ha da offrirsi come strumento di guarigione dalle devianze sociali e politiche che la usano per offendere e immiserire l’umanità.
Una restitutio ad integrum vuole essere anche l’intreccio delle lingue: latino, siciliano, francese, inglese, come a dire che non è importante la lingua che si parla, ma come essa parla, e che la differenza è un valore in più, indicando mobilità e ampiezza di valori.
Che, poi, è la questione autentica della poesia, tanto è vero che un nutrito gruppo di testi, all’interno della prima sezione, possono considerarsi un vero e proprio manifesto poetico, la cui peculiarità sta nell’ unità della postura dell’ autrice donna medico e poeta, che non si serve del linguaggio professionale per farne poesia, ma lo inserisce in un progetto semantico che evidenzi una convergenza verso un unico scopo: la verità.
Una verità non astratta, ma ancorata all’evidenza del corpo, insieme di materia, sensi, e processi mentali, in parte ereditati, in parte costruiti attraverso la pratica del vivere.
In sintesi, questa silloge della Rimi è una ricerca di Bellezza, concepita nel suo duplice valore etico ed estetico, ma anche un’apertura più intima ai suoi lettori, uno squadernamento, lontano da ogni retorica, di domande capitali, sentimenti autentici, desideri e ricordi.
Franca Alaimo

Accusazione
(dalla purezza del corpo)
Il corpo
è sempre lui che sbaglia
che si
ammala
Adesso:
Non fa più accordi
con virus e batteri
già pronti a minacciarlo
né con Clostridium tetani
rischiando la paralisi
Resiste per natura
Non cerca di tentare scuse
accetta cure
Mentre
fa miracoli
il suo stato immunitario
Per istinto
Non può inventarsi: Eternità
tra il vivo e il morto
Deve scegliersi
questa volta
senza tante fantasie
Deve scegliere di salvarsi
questa volta
Compiere
una Restitutio ad integrum
*
Per questo ci vuole un poeta
Le parole
non fanno le parole
trattano copie solo per vocabolari
Non sognano
una voce
una lingua
i neuroni come stelle
Per questo ci vuole un poeta
*
Taliami
Guardami sempre
non perdermi di vista
e nun t’affruntari
L’amore è questo
Anche senza voce
è un andare
per miracoli
*
Margherita Rimi è nata a Prizzi (PA) nel 1957 e risiede in provincia di Agrigento. Poetessa, medico e neuropsichiatra infantile, svolge da anni una intensa attività di prima linea per la cura e la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, lavorando in particolare contro le violenze e gli abusi sui minori e a favore dei bambini portatori di handicap. Fa parte della redazione della rivista «Quaderni di Arenaria». Collabora alle attività della Fondazione Antonio Presti-Fiumara d’Arte-La Piramide e a varie riviste italiane di poesia fra le quali «L’Immaginazione» e «Poesia». È consulente culturale del Premio Telamone di Agrigento. Tra le sue raccolte di versi, sono da segnalare Per non inventarmi, prefazione di Marilena Renda, Castelvetrano-Palermo, Kepos, 2002 (Premio Speciale Cesare Pavese sezione AMSI, 2003); La cura degli assenti, prefazione di Maurizio Cucchi, Faloppio, LietoColle, 2007; Era farsi. Autoantologia 1974-2011, prefazione di Daniela Marcheschi, Venezia, Marsilio, 2012 (Premio Laurentum, 2012 e Premio Brancati Zafferana – Segnalazione Speciale Stefano Giovanardi, 2013). Sua anche La civiltà dei bambini. Undici poesie inedite, e una intervista, a cura di Alessandro Viti, Voghera (PV), Libreria Ticinum Editore – CISESG, 2015 (risvolto di copertina di Chiara Tommasi). Nel 2014 le è stato conferito il Premio Città di Sassari alla Carriera.