Oggi si va al Minimarket | di Iolanda La Carrubba

Oggi si va al Minimarket

di Iolanda La Carrubba

Nel cassetto: appunti, ricordi, ritagli di giornale, due penne e tanti sogni. Dietro l’angolo: la strada, i passi che hanno fatto la storia, le alternative e la TV. Dentro: L’incontro, il confronto, l’Italia di ieri e quella di oggi, spunti, risate, il riscatto e un palcoscenico alternativo. Il luogo un Minimarket, da qui il titolo della serie scritta e interpretata da Filippo Laganà che regala un affresco contemporaneo innovativo, effervescente, capace di raccontare, con fine ironia, il luogo dove iniziano le grandi idee. Disponibile in streaming su RaiPlay, la serie lo vede nei panni di Manlio Viganò un neolaureato in legge che sogna ad occhi aperti di diventare uno showman televisivo. Così nei momenti di pura evasione rievoca il fascino dei vecchi show del sabato sera e lo fa, Filippo, attraverso Manlio, con fresca gentilezza e un’interpretazione briosa dalla verve dirompente. La risata, sempre spontanea, attraversa varie fasi tra cui la profonda riflessione sull’oggi, un oggi logorato, affranto, disincantato che tuttavia continua a fare promesse di un domani migliore. C’è una sottile satira a sostenere questa effervescente commedia suddivisa in dieci deliziosi episodi, risiede, come nella migliore commedia italiana, nella visionarietà che porta all’estremo le situazioni quotidiane evidenzandone l’incoerenza. La comicità surreale si basa su ritmi precisi e sketch fulminanti abilmente concepiti a instaurare un dialogo con l’epoca d’oro del varietà, mentre la struttura metatelevisiva recupera la profonda conoscenza dei meccanismi tradizionali celebrandoli e decostruendoli al tempo stesso. Manlio è un giovane uomo che sa cosa vuole ma non sa come ottenerlo, così senza risultare invadente tenta di entrare nell’incantato mondo della TV pur rimanendo nel suo di mondo, fatto di paillettes e immaginazione tanto che il bancone del Minimarket diventa la sua scrivania da anchorman e conduttore del programma “The Manlio Viganò Show”, un connubio tra Cinecittà, Holliwood e Bollywood che prevede diversi ospiti d’eccezione. Senza soffermarsi troppo sulla trama, che è un’esperienza sensoriale tutta da scoprire, la serie vede un cast incredibile che dona la giusta metafisicità a questo piccolo capolavoro. Sullo sfondo eppure ben centrale, indossato con meticolosa maestria da Rodolfo Laganà, c’è Seneca un personaggio oniricamente filosofico, serenamente consapevole delle contraddizioni della vita. Per diversi aspetti ricorda Don Ersilio Miccio detto ‘O Professore, interpretato dall’impeccabile Eduardo De Filippo ne “L’oro di Napoli” di Vittorio De Sica. Via-via nello show di tutti i giorni si presentano altri intriganti volti tra cui Veronica, interpretata dalla sempre raffinata Paola Tiziana Cruciani, cliente fissa del minimarket impegnatissima nel suo ruolo di dirigente di rete tanto che è praticamente schiava del suo telefono con il quale, Paola Tiziana attraverso Veronica, omaggia il profondo legame con la straordinaria Franca Valeri. Poi tutto si arricchisce con la presenza di: Massimo Wertmüller, Massimo Ghini, Enrico Bertolino, Ludovica Bizzaglia, Jonis Bashir, Lem Teku, Sarita Agnes Rossi, Maurizio Pepe, Mietta, Alexia, Francesco Pannofino, Francesco Sarmiento, Selenia Orzella, Annabella Cerliani, Martina Gatto, Claudio Pallottini, Leonardo Ghini, Teresa Federico. Tra le altre ed alte sfaccettature dei vari personaggi su tutti spicca quella dell’amico immaginario, un compagno fidato di fantasia. L’attore hollywoodiano Kevin Spacey che si immedesima alla perfezione in questo complice gioco per violare il principio di realtà fino a trasferirlo in esilaranti gag di un duo al ricordo di coppie comiche intramontabili come: Stan Laurel e Oliver Hardy, Walter Matthau e Jack Lemmon e ancora Jerry Lewis e Dean Martin. Ben realizzata e ben scritta in collaborazione con: con Enrica Accascina, Giovanni Filippetto, Lorena Guglielmucci, Evan Lowenstein, Marco Posani e Kevin Spacey. La regia dinamica, accattivante con apici magnetici è musicalmente curata da Sergio Colabona con Duccio Forzano. Anche quando i toni sembrano apparentemente minori, Minimarket è una serie da guardare e riguardare poiché rappresenta un compendio premuroso della magica nostalgia di un sogno, appunto, ad occhi aperti dove Filippo Laganà invita a riflettere su cosa significhi la speranza, in ogni sua forma, senza mai perdere e far perdere il sorriso.


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