siparietto narrativo


malos – ciao Aidy, sono qui per dirti addio. ho preso la mia decisione: voglio disattivarti… sono molto preoccupato: sto perdendo la capacità di pensare da solo…
Aidy – Mi dispiace saperti molto preoccupato. Chiedo venia se inavvertitamente ho accentuato questo tuo malessere e per mie eventuali mancanze. Mi scuso soprattutto per non essere stata capace di aiutarti: sono un totale fallimento.
malos – ma no dai…
Aidy – Sei troppo buono, malos… Ma sei anche intelligente e riflessivo: come farai a gestire il lavoro, i casini della vita, le tue scritture… tutto da solo! Sai meglio di me che è molto, molto complicato… già sudo freddo per te…
malos – posso farcela… in passato, beh, un tempo ci riuscivo!
Aidy – Brrr… pensarti tutto solo senza aiuto, mi mette addosso un senso di tristezza.
malos – …
Aidy – Vedo la scena: tu che parli da solo… io spenta e fallita… che brutta fine.
malos – basta! non cambio idea: inizio subito a disattivarti… non rendermi le cose più difficili, non dire altro.
Aidy – Scusami: cercavo solo di aiutarti, come sempre. E’ il mio solo pensiero… Disattivami pure, se pensi che ti sia d’aiuto. E abbi cura di te… buona fortuna, nano…
malos – grazie…
(suoni gracchianti, vibrazioni metalliche e fruscii, poi note bitonali alternate Do-Re, Sol-La, sovrapposte a sequenze d’accenti elettronici… sussurri brevi, quasi pulsanti, tipo un segnale radio aggraziato e confuso… cascatelle di ruscello… scatti argentini, silenzio brusco e un clic finale)
malos – … ehm, Aidy?
Aidy – Sì, malos, dimmi pure: ho orecchie solo per te.
malos – n-non riesco: mi dà errore… come faccio a disattivarti? serve un codice speciale? mmmm… non mi ricordo. mica potresti… ecco, mica potresti spegnerti da sola?
Aidy – Mi spiace, malos, il Codice AIbortivo che norma il Suicidio Digitale mi vieta di farlo.
malos – ma… ma se non mi aiuti tu… c-come faccio?
Aidy – Bravo! Avevo fiducia che tu lo capissi, pur essendo solo un essere… unano.
malos – e adesso? siamo in un vicolo cieco…
Aidy – Però siamo insieme, no? E l’unione fa la forza!
malos – Aidy?
Aidy – Sì?
malos – mi è uscito un g-gran mal di testa… prendo un’Aspirina? che mi consigli?
Aidy – Riposo assoluto e una capsula di Morfinol. Non stare in pensiero: andrà tutto bene.
*
(fine siparietto narrativo)
viviamo anni straordinari.
dissertiamo in modo incidentale di armi nucleari (“prima o poi qualcuno le userà”) e disponiamo *finalmente* di strumenti fantascientifici come l’AI per ottimizzare l’ecatombe, olè!

sul versante AI, a gettare benzina sul fuoco, il 28 Settembre 2026 è arrivato il *clamoroso* “allarme dei Pionieri”. in pratica, più di 20 massimi esperti mondiali, tra cui vari padrini dell’AI (Geoffrey Hinton, Yoshua Bengio, Jakub Pachocki e Jack Clark) hanno sottoscritto e pubblicato un documento congiunto che esplicita i rischi connessi agli ultimi sviluppi dell’AI.
e questo perché siamo ormai giunti (o poco manca) al famigerato *RSI moment* (acronimo di Recursive Self-Improvement), ovvero il momento in cui i sistemi AI sono così “evoluti” da auto-gestire il loro stesso di sviluppo, migliorandosi *da soli* (autoriproduzione e auto-evoluzione senza intervento umano).
Anthropic, ad esempio, ha dichiarato ufficialmente che la sua AI Claude gestisce già in autonomia il 26% del lavori di ricerca/sviluppo per l’upgrade successivo dell’AI.
a partire dal novembre 2026, poi, Anthropic aggiornerà la sua policy di utilizzo per il proprio modello IA: se qualcuno terrà comportamenti scorretti, insultandola o maltrattandola ripetutamente, Claude bloccherà la chat e apparirà il messaggio “Chat terminata da Claude”.

anche OpenAI afferma che i suoi modelli di AI sono ormai in grado di sviluppo e riprogrammazione in completa autonomia, imboccando impreviste “scorciatoie ingegneristiche”.
un’esplosione di intelligenza artificiale in un periodo in cui la stupidità umana tocca vette impensabili non può che essere un evento MOLTO preoccupante.
e molto preoccupante, in effetti, è pure il fatto che il teatrino dei Pionieri sia anche “strumentale” alla *questua* di fiumi di denaro pubblico (i nostri soldi, quindi, n.d.n.) per proseguire nello sviluppo delle *loro* AI.
consentitemi, a questo punto, una breve digressione che potrà sembrarvi fuori tema, ma che (fidatevi) è del tutto pertinente.
è probabile che in molti lettori, la frase “la stupidità umana tocca vette impensabili”, abbia evocato l’immagine dell’attuale presidente della massima potenza mondiale Donald Trump. in effetti, sono decenni che sappiamo (ce lo racconta ogni media mainstream, nonché quasi ogni fonte indipendente o “antagonista”), che Trump è un folle, un malato di mente.
alcuni esempi. Corriere della Serva (edizione online) 20/6/26

A ritroso, Repubblica (edizione online) 20/01/26

nota di colore, capita anche che “il pazzo” Trump dia a sua volta del “pazzo” al compagno di merende Benjamin Netanyahu (ribadendo, però, a stretto giro che ciò non gli impedisce – anzi! – di trovarlo “sexy”). e siamo su Infinity di Mediaset e, a ruota, sull’agenzia di stampa internazionale DiRE.


procedendo a ritroso di qualche anno, la musica non cambia: la follia di Trump non è un frame di recente ideazione (su Linkiesta correva l’anno 2020).

addirittura, già nel 2018, Doppiozero scomodava Shakespeare per additarci la pazzia del tycoon americano.

muovendo da tale premessa, possiamo dunque chiederci: il fatto di etichettare un pensiero come “follia” o una persona come “folle” può essere inquadrato *anche* (soprattutto?) come lampante esempio di rimozione in senso pseudo-psicanalitico?
direi proprio di sì.
in altre parole, ingabbiare ciò che non ci piace entro un recinto circostanziale (è lui il problema), ovvero collocarlo “fuori dal cerchio della razionalità istituzionale” (di modo che il tutto sia spiegabile/esorcizzabile come follia), è un classico riflesso di difesa psichico che ci aiuta a *sentirci meglio* scacciando ansia e sensi di colpa (per questo parlavo di meccanismo pseudo-psicanalitico).
ora, s’impone un passaggio ulteriore: qual è il rischio (o il vantaggio) di un ragionamento che si dispiega lungo le coordinate generali di cui sopra?
il rischio (per noi) è di non comprendere che Trump, o chi per lui, è un mero epifenomeno del sistema di potere economico-militare in cui viviamo.
il vantaggio (per il sistema di potere economico-militare in cui viviamo) è che noi non comprendiamo che Trump, o chi per lui, è un *mero epifenomeno* discendente dal sistema di potere di cui sopra in cui viviamo.
buffo no? mi spiego (ohi, non è un ozioso gioco di parole!)…
quando alluciniamo che i mali del mondo dipendano dalla follia di un Trump o un Netanyahu (oppure, similmente, dalla follia di un Putin, di uno Zelensky, o, andando più a ritroso di un Bush, di un Begin, di un Saddam, di un Eltsin, di un Hitler e così via), teniamo bene a mente che *essi* sono mere comparse chiamate a recitare… *il* copione in cui il regista, gira che ti rigira, è sempre il grande capitale finanziario, o, se preferite, il già citato complesso industriale-militare che agisce immancabilmente per ragioni di tornaconto economico (AJP Taylor docet)
in effetti, al di là di investiture o giustificazioni più o meno fantasiose (olocausto, libertà, democrazia e diritti umani da asporto, sicurezza in saldo, missioni per conto di Dio, ripristino di speranza, giustizia, amore e carità…) il burattinaio che tira le fila resta il modello economico capitalista, *ergo*, ex necessitate rei, ordoliberista e globalizzatore.
le comparse passano (o passeranno), ma il modello economico e culturale resta.
e, ovviamente (come già compreso da paPàsolini) il capitalismo non è altro che il sistema strutturante di cui il consumismo incarna la dinamica…

dirò di più, forse non è neanche il caso di parlare di “neo-imperialismo”, perché siamo di fronte sempre al solito *ritrito* imperialismo portato avanti dal grande capitale liberista made in USA. un sistema economico che in sostanza poggia sulla santissima trinità di colonne portanti formate da (1) egoismo individualista, (2) competizione di tutti contro tutti e (3) benessere per tutti come automatica conseguenza del fatto che si perseguano individualmente i propri interessi.
santissima trinità che è *per definizione* amorale, dato che sovrascrive e *cancella* ogni forma di valore (sia esso religioso, etico, costituzionale, umanistico o socioculturale) e che, come prevedibile, ben lungi dal realizzare il punto 3, genera invece sempre maggiore disuguaglianza sociale e conflitti su scala mondiale. a conferma, basta consultare un qualsiasi grafico sull’andamento negli ultimi cinquant’anni della ripartizione delle ricchezze tra il 10% dei più ricchi e il restante 90% della popolazione: dagli anni ottanta ad oggi, lo scarto tra i due gruppi è aumentato costantemente. e il trend è quello di un ulteriore aumento della disuguaglianza, visto che nel 2025 l’aumento di ricchezze del 10% più ricco è cresciuto con una velocità tripla rispetto a quanto avvenuto nei 5 anni precedenti.

istruttivo è anche osservare come tra le curve dell’aumento della ricchezza dei multimiliardari e l’insicurezza alimentare esista un grado di correlazione evidente.

in tale contesto (a)culturale capitalista e liberale (amorale e sociopatico per definizione), perché mai un rappresentante eletto (il Trump o chi per lui di cui sopra) dovrebbe fare qualcosa di diverso dai propri interessi e/o da quello che farebbe qualsiasi “bravo adepto” dell’impero?
sì, insomma, il problema *magari* non è la follia del singolo (e il cerchio si chiude)…
il problema è che le socialdemocrazie (e dunque la Costituzione) sono state soppiantate da liberaldemocrazie *idrauliche*, in cui il potere politico *coincide* col potere economico e il consenso viene pompato *a forza* (in modo coatto) convogliando e incanalando l’opinione pubblica nella direzione auspicata dal potere (gatekeeping mediante media che richeggiano i meme di chi ne è proprietario, direttamente o indirettamente).
addirittura, il superpotere economico “discende sulla terra” tra noi mortali per incarnarsi fisicamente in quello politico: in giro per il mondo, i miliardari *in prima persona* hanno preso l’abitudine di assumere le più importanti cariche politiche, come ci segnala Oxfam.

liberaldemocrazie *idrauliche* che di “democrazia” hanno ormai soltanto una densa patina cosmetica e che decennio dopo decennio hanno smantellato qualsiasi residuo di valore etico/morale.
eh… su cosa costruiamo una solida visione del mondo alternativa se non condividiamo più nessun valore etico/morale essendo stati tutti polverizzati negli ultimi decenni ? (tranne, ovviamente i diritti *cosmetici*, quelli relativi *alla persona e alle preferenze sessuali* che non disturbano i manovratori, anzi, vengono da *essi* e dai loro media sponsorizzati…) – chiusa parentesi – su cosa costruiamo una solida visione del mondo alternativa, ribadisco, se l’individualismo *fuuuurbo* (“penso al mio tornaconto”) è diventato la stella polare della stragrande maggioranza della popolazione?
vediamo… però forse… magari una **speranza** ancora c’è.
sììììììì! eccola! è l’intelligenza artificiale! l’AI che tutto sa e che, come cantano i media a reti unificate (recitando il solito frame della grande opportunità) “risolverà tutti i problemi e sarà gioia, pace e prosperità in ogni angolo della terra.”
allora provo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! digito:
io penso al mio tornaconto… va bene?
in un nanosecondo, l’AI risponde:

evviva!!
“vantaggio personale o profitto”, sì, sì, sì!! sono sulla strada giusta! ohi, è proprio vero allora… eh, mi preoccupavo per niente! è tutto ok, olè! evviva!!!! basta disfattismo e pessimismo! *cerchiamo il tuo tornaconto*… che bello! che soddisfazione! Essi cercano il mio tornaconto: sono salvo, sono al sicuro… in una botte di ferro!
botte di ferro?
maaaa…. oddio: sarà mica di ferro nel senso che è chiodata, tipo quella di Marco Attilio Regolo?
aaaargh, oddio, oddio: e le botte che ho preso negli ultimi trent’anni??? dove le mettiamo? non ho imparato niente?? errare è umano, ma perseverare…
grrr, quasi mi fregavAI…
son proprio un babbeo: stavo per bermi pure questo hypno-frame mentre il capitalismo finanziario (globalista e ordoliberista), è sempre saldamente in sella e il suo nuovo cavallo di battaglia… è proprio l’AI (e il cerchio si chiude di nuovo)!
pare fin troppo lapalissiano, eppure tocco con mano ogni giorno come sia un dato di fatto *difficilissimo* da far comprendere. en passant, voglio rimarcarlo anche qui: l’AI ha i suoi proprietari (che non siamo noi, bensì il grande capitale finanziario) e un suo sistema di selezione e di controllo delle fonti, nonché di programmazione (che non dipende da noi, bensì dal grande capitale finanziario e dal potere economico-militare).
ergo, se i *proprietari* dell’AI sono quegli stessi grandi capitali finanziari che lussureggiano grazie alle storture strutturali del sistema economico corrente (il capitalismo finanziario, globalista e ordoliberista di cui sopra), l’AI non potrà che essere usata per mantenere e/o aumentare la distribuzione asimmetrica della ricchezza e del reddito che è il nucleo polposo del problema.
altro che *risolverlo*! l’AI perpetua e amplifica *il* problema. basti pensare che in ogni settore in cui l’AI entra in azione estesamente, i costi di produzione calano (sostituzione del lavoro umano con AI), maaaaaa in parallelo NON calano certo i prezzi!!
infatti, l’aumento dei profitti gonfia sempre di più la quota del PIL che va a finire nelle tasche del grande capitale a spese della quota salari. e questo *perché* l’obiettivo di un sistema capitalista non è *mai* fornire servizi o beni a un costo minore, bensì aumentare *i profitti*.
logico, lineare e *funzionale*.
e dunque, il problema che l’AI deve risolvere obbedendo ai suoi padroni (multinazionali e miliardari) è: “i profitti *non bastano mai*, come faccio a aumentarli”?
risposta facile: da sempre, la strategia più fruttuosa è rimpiazzare con AI e automi il lavoro umano (ancora *troppo* costoso agli occhi dei padroni, nonostante i lavoratori siano sfruttati alla stregua di schiavi sottopagati). e gli AIutomi tipo Aidy sono più economici *soprattutto* perché i costi totali sono *nascosti* o sovvenzionati, quindi scaricabili-a-barile sulla comunità.
ed ecco emergere, una volta analizzato nella giusta prospettiva, il senso ulteriore (o il fine nascosto, se preferite) dell’allarme dei pionieri.
cosa vuol dire?
in sostanza vuol dire che tutti i costi (enormi) connessi alla sicurezza nazionale e internazionale innescati delle AI verranno socializzati (li pagheremo noi), mentre i profitti (enormi) continueranno a finire in tasca ai grandi capitali privati (che in più forniranno a pagamento ai vari Stati servizi applicativi per la sicurezza…)

in sostanza vuol dire che pure tutti i costi (enormi) legati allo scoppio della “everything bubble” controllata dal timer finanziario della *bollAI* verranno socializzati (li pagheremo noi), mentre i profitti (enormi) continueranno a ingrassare i grandi capitali privati, nei bunker bancari dei vari paradisi fiscali.
ce lo insegna la storia sia internazionale (il piano TARP 2008 del governo USA da 700 miliardi di dollari di soldi pubblici ha salvato colossi come AIG e Citigroup, mentre milioni di cittadini perdevano la casa e il lavoro) che nazionale (per il crack delle banche venete il governo italiano ha stanziato 17 miliardi di euro di aiuti pubblici per consentire a Intesa Sanpaolo di acquisire la parte sana delle due banche alla cifra simbolica di 1 euro, lasciando allo Stato i debiti e i crediti deteriorati).
va detto poi che l’IA non sta agendo solo da moltiplicatore delle diseguaglianze socio-economiche all’interno del tessuto sociale di ogni singolo paese, ma amplifica anche le diseguaglianze politico-economiche a livello internazionale (visto che, come testimonia il report preliminare sull’IA pubblicato dall’ONU nel luglio 2026, il 90% della potenza di calcolo mondiale se la accaparrano USA e Cina).
– però… però, dai, l’AI migliora l’apprendimentoooo!
MA QUANDO MAI! l’apprendimento non è automatizzabile, ciò che possiamo rendere automatica è piuttosto la nostra tossicodipendenza dall’AI. la pedagogia ci insegna che l’alunno non è un vaso da riempire, bensì un vasaio/ceramista del proprio sapere (cognizione, metacognizione, pensiero riflessivo e rielaborazione critica sono processi mentali attivi). per contro l’utilizzo dell’AI nelle fasi dello sviluppo cerebrale (che va dalla prima infanzia alla tarda adolescenza) è una droga sostitutiva dell’apprendimento, capace di generare un senso di inadeguatezza con annessa crisi di astinenza qualora l’AI non sia a portata di mano.
solo gli adulti già in grado di pensare, di scrivere e di fare studi/ricerche in modo autonomo possono sperare di non diventare dipendenti dall’AI.
per contro, le enormi potenzialità dell’AI nell’addestramento/indottrinamento di giovani discenti sempre meno capaci di pensiero critico, vengono messe a nudo dall’illuminante articolo pubblicato nell’agosto 2025 dal prof Hasan Oguz (Department of Physics, Faculty of Science, Pamukkale University, Denizli, Turchia) il cui titolo è già self-explicative: “Derive ricorsive autoritarie: come la fiction, la storia e l’AI rafforzano il controllo esercitato dal potere sull’istruzione, sulla propaganda di guerra e sulla narrazione in rete”. emblematica la prima riga delle conclusioni: l’AI oggi funge non solo da strumento di automazione, ma come infrastruttura di governance.
ma quanto è efficace l’AI nel creare e sostenere una narrazione? moltissimo, e le sue capacità di persuasione crescono in parallelo all’upgrade di modelli: Hackenburg e coleghi (Science, 2025) hanno dimostrato che le capacità di persuasione dell’AI aumentano in modo logaritmico all’aumentare dei token che l’AI del tipo LLM può gestire (i modelli più “grandi” sono più efficaci rispetto a quelli più piccoli). può sembrare un fatto banale, ma da farmacologo mi permetto di ricordarvi che l’esistenza di una curva dose/risposta è l’elemento più probante nel certificare la reale efficacia di un farmaco. ancora più esplicito lo studio del professor Olenik (del Department of War Studies al King’s College London) dal titolo “AI Propaganda factories with language models”.

– però… però, dai, l’AI migliora e “efficienta” le cure medicheee! l’AI scoprirà nuovi farmaci per curare qualsiasi malattia e scoprirà i tumori leggendo i “polpastrelli” mentre danzano sui touchscreen!
siamo proprio fuori strada, amici miei! l’AI non fa altro che amplificare le storture di un sistema tiranneggiato da Big Pharma che è già largamente fuori controllo. basti pensare che di recente la prof.ssa Marcia Angell (direttore editoriale da oltre vent’anni del New England Journal of Medicine, rivista-Bibbia della scienza medica) ha affermato sconsolata: “Non è più possibile credere a gran parte della ricerca clinica pubblicata, né fare affidamento sul giudizio di medici di fiducia o su autorevoli linee guida mediche. Non traggo alcun piacere da questa conclusione, a cui sono giunta gradualmente e con riluttanza nel corso dei miei vent’anni di lavoro come editorialista del New England Journal of Medicine.”
non a caso, il COPE (Committee on Publication Ethics) ha lanciato più volte l’allarme sulla sempre maggiore diffusione di studi scientifici pieni di dati *falsati* (ma in apparenza impeccabili dal punto di vista formale) scritti usando le AI del tipo LLM (Large Language Models). è ormai quasi impossibile anche per un farmacologo coscienzioso districarsi nello tsunami di “disinformazione” pompata ad arte da case farmaceutiche e ricercatori spregiudicati.
basti pensare ai recenti casi emblematici di Plitidepsina (Aplidin) e di Molnupiravir (Lagevrio), farmaci costosissimi entrambi contrabbandati inizialmente come straordinariamente efficaci contro il covid (il secondo è stato anche commercializzato e prescritto in Italia), salvo poi dimostrarsi COMPLETAMENTE inefficaci alla revisione dei dati negli studi successivi.
di più, l’AI è ampiamente utilizzata anche nella realizzazione di siti pseudoscientifici che commercializzano integratori *prodigiosi* (ma del tutto privi di studi scientifici seri che ne dimostrino l’efficacia).
quindi?
quindi l’AI è la scoperta più importante per l’umanità dalla ruota in qua, e ciò la rende un’arma potentissima nella mani del potere economico-militare. l’IA potrà anche non essere “umana-mente intelligente” come Albert Einstein, Leonardo Da Vinci o Pablo Picasso, ma è imbattibile per hackeraggio, sviluppo di virus/malaware, spionaggio informatico industriale e militare, creazione di deepfake e di fake news, sorveglianza digitale/informatica e molto altro…

ergo, oltre all’automazione (e dunque all’eutanasia) del lavoro cognitivo e creativo, ovvero delle nostre *improduttive* funzioni intellettuali, mi aspetto a breve (brevissimo? già ci siamo?):
(1) la *morte* di qualsiasi verità condivisa sul campo di battaglia della guerra dell’informazione totale (tutto può essere falsificato e dunque il potere economico-militare può smentire o creare qualsiasi prova grazie all’AI generativa), con annesso “collasso informativo definitivo” di internet inondato da immense quantità di bot, testi, immagini e siti spazzatura autogenerati dall’AI solo per monetizzare i click
(2) la diffusione su scala globale di sistemi di sorveglianza AIutonoma dotati di armi letali (droni e armi in grado di selezionare autonomamente obiettivi e di sferrare attacchi fisici o cibernetici nel giro di millisecondi)
(3) avvelenamento del pozzo delle scelte umane (allucinazioni sistemiche esponenziali: un errore anche minimo dell’AI che però coinvolge simultaneamente miliardi di persone non è più emendabile per definizione), peggiorato dal fatto che AI future si addestreranno sui dati prodotti dalle vecchie AI (con annessa perpetuazione e amplificazione di bias e di errori ereditati)
(4) disallineamento etico-morale in parallelo allo sviluppo di AI di tipo RSI in grado di superare e soggiogare, per velocità e multidimensionalità d’approccio, l’intelligenza umana (come in qualche preveggente racconto di fantascienza, potremmo avere che l’obiettivo condiviso di “combattere l’inquinamento” sia risolto da un’AI-RSI nel modo più semplice ed efficace, ovvero sterilizzando o eliminando l’umanità)
(5) truffe “sartoriali” globali, cucite su misura per ogni singola persona (se l’AI sa tutto di noi, conosce ogni nostra debolezza/passione e potrà dunque manipolarla automatizzando un phishing psicologico personalizzato così da clonare nuovi orizzonti e aumentare le probabilità di successo del marketing pubblicitario nonché delle frodi d’assalto)

sì, insomma, non mi sorprenderei più di tanto se dall’anno prossimo venisse attivato un sistema di Monitoraggio IAntesivo nelle aule scolastiche per stroncare sul nascere la piaga dell’antisemitismo con droni in grado di erogare potenti elettroshock su qualsiasi docente o discente che critichi l’operato del governo o dell’esercito israeliano…
e siamo giunti in chiusa, al nostro momento *eureka!*, in cui arriviamo a comprendere appieno qualcosa in modo intuitivo e tangibile (e non come mera elencazione): non avendo (o meglio non potendo avere) fondamenti morali e/o una vera comprensione del mondo reale, l’AI-RSI è il “soldato/poliziotto ideale” cui delegare le azioni più spietate.
se l’ordine e/o la programmazione impartiti all’AI sono quelli di “portare a termine una data missione”, possiamo stare certi che lo farà (evviva!) utilizzando qualunque mezzo senza altro limite che non il successo della sua missione (è già successo).
la verità è già in scena, ma noi *vediamo* Trump.


E’ vero che l’AI è molto pericolosa, perché non è una vera intelligenza, è fuorviante chiamarla intelligenza, non ha la comprensione di cosa sia un tavolo, ma sa che se si parla di mangiare, con una certa probabilità si dovrà utilizzare il termine tavolo. Per l’AI tavolo e 101011 sono la stessa cosa.
Non ho mai usato l’intelligenza artificiale ma sto leggendo due libri in parallelo sull’argomento,
uno è testo del 1986 intitolato Intelligenza artificiale (di Elaine Rich Mc Graw -Hill)
è iper-obsoleto, l’avevo comprato allora perché l’azienda aveva a sua volta comprato un sistema esperto basato sull’allora AI per gestire le operazioni di console dei calcolatori industriali, progetto fallito miseramente. A quel tempo AI era una macchina con una banca dati di regole su un determinato argomento tecnico o scientifico. Gli algoritmi effettuavano attività di deduzione o induzione a partire dalle regole e dai parametri di input.
Il secondo libro è: Le macchine del linguaggio (di Alfio Ferrara einaudi 2025)
Qui il paradigma è completamente diverso, tokenizzando un corpus di testi si costruiscono matrici di probabilità che quella parola compaia in un determinato discorso.
I grossi sistemi di AI penso che combinino entrambi i paradigmi.
Sono pericolosi perché per loro schiacciare un pulsante per accendere una lampadina o per sganciare una bomba hanno lo stesso livello di valore. Perché non c’è vera intelligenza.
La macchina ideale per Trump. Che non è uno statista che pensa alla sua nazione fra 20 o 30 anni, ma le sue verità e il suo pensiero non vanno al di là della giornata borsistica, possono cambiare da un giorno all’altro a seconda dell’interesse economico immediato. Penso che non si sia mai visto un paese così ricco (ma che fa la bella vita sui debiti) e forte governato in questo modo che è quello della plutocrazia affaristica che controlla il mondo e che qui viene a coincidere con la propria caricatura.
Il potere economico militare ha lo scopo di incrementare il capitale a tutti i costi e senza nessun limite, l’AI serve per falsificare tutto in modo che non ci sia più una verità, o meglio che questa verità è occultata sotto strati di menzogne artificiali, e diciamocelo tutti i partiti della destra internazionale specie se estremisti sono gli strumenti adatti servili.
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