Presto la vela freschissima di maggio ritornerà sulle acque dove infinita trema Luino e il canto spunterà remoto del cucco affacciato alle valli dopo l’ultima pioggia: ora d’un pazzo inverno nei giorni dei Santi votati alla neve lucerte vanno per siepi, fumano i boschi intorno e una coppia attardata sui clivi ha voci per me di saluto come a volte sui monti la gente che si chiama tra le valli.
II
Questo trepido vivere nei morti.
Ma dove ci conduce questo cielo che azzurro sempre più azzurro si spalanca ove, a guardarli, ai lontani paesi decade ogni colore. Tu sai che la strada se discende ci protende altri prati, altri paesi, altre vele sui laghi: il vento ancora turba i golfi, li oscura. Si rientra d’un passo nell’inverno. e nei tetri abituri si rientra, a un convito d’ospiti leggiadri si riattizzano fuochi moribondi.
E nei bicchieri muoiono altri giorni.
Salvaci allora dai notturni orrori dei lumi nelle case silenziose.