Simonetta Bumbi, Carlo Mieli: Perché la memoria non ha parole

Io non so di cosa fosse fatta la terra prima del nostro arrivo lì, non so se davvero ci fossero dei fili d’erba a sorvegliare il sole o soltanto il niente ad aggrapparsi al tempo facendo scivolare le ore. Non ho mai chiesto risposte, ma di domande ne ho fatte molte. Il freddo, quando apre … More Simonetta Bumbi, Carlo Mieli: Perché la memoria non ha parole

Bruno Clocchiatti: PANOPTICON

      “Mamma esce con un tale dalla testa enorme. La testa ha l’aspetto di una boa con occhi e bocca, ondeggia e vacilla in continuazione: pare che una risacca immaginaria la sollevi, per poi farla inabissare tra i flutti nell’incavo del collo taurino.” cliccare sul titolo qui in basso: PANOPTICON Bruno Clocchiatti

Bruno Clocchiatti: Kiki

  Dodicesimo piano. Ascensore di destra in velluto sporco, fuori uso. Tromba  delle scale per l’undicesimo piano. Vista del Museo Ars Contemporanea Gopple. Stop. Fila di finestre plexiglasses. Cattivissima vista. Tu inforchi gli occhiali, consulti la mappa delle tubature, la skyline simil/berlinese pseudo/neukoln. Ripartire il modernariato. Dodicesimo, undicesimo, quindicesimo piano ocra. Lei apre la porta. … More Bruno Clocchiatti: Kiki

Silvia Rosa: L'insonnia delle rondini

  “Amore mio, l’insonnia delle rondini mi tiene sveglio, a pensarti. Immagino con occhi spalancati nel buio la nostra primavera di mani baci corpi, sbocciando miele…Leggera piomba sul bene e sul male la mia dolce fretta di godere…Non voglio nascondermi più, non voglio più fingere. Ti prego, vieni via con me. Possiamo essere felici, altrove. … More Silvia Rosa: L'insonnia delle rondini

Bruno Clocchiatti – 3/0/5: un romanzo naturale

1. (BUS) Messa così è semplice: sali sul 4, che ferma sotto la quercia secolare (ibi). Anna ti aspetta, tu scendi e lei prende il tuo posto sul bus: questo è ciò che chiamerei uno scambio di personalità. Quando sarai sotto la quercia, ti vedrei bene come fiammiferaia. Tu preferiresti levatrice. Bionda come il mais. … More Bruno Clocchiatti – 3/0/5: un romanzo naturale

DEMISEC: CIBO

  CIBO Scivola come un’ombra, il cameriere, dalla stanza, accompagnato dallo stridere sommesso delle rotelle del suo carrello portavivande. Ha mantenuto una fredda impersonale professionalità, nell’apparecchiare la tavola di fronte a me in kimono corto, seduto indifferente, che accarezzavo pigramente la nuca di te, accoccolata ai miei piedi, completamente nuda. Lo hai guardato con intenzioni … More DEMISEC: CIBO