Una poesia di Dario Bertini (di Flavio Almerighi)

scrivo una poesia su una bellissima ragazza nuda,
così quando la leggerai alle prime luci
tu possa incominciare la giornata col sorriso
(puoi uscire per strada a cercarla,
salendo sul primo taxi)

se una ragazza leggerà questi versi
sarebbe bello diventassero amiche
e passassero ore a fare shopping
o a parlare al telefono;

mettiamo allora che cominci
a piovere, una leggera pioggia dei primi di settembre,
gli occhi del lettore
cercheranno rifugio dentro un bar
o semplicemente apriranno gli ombrelli,
osservando l’acqua che scivola accanto ai marciapiedi?

Ancora non lo so;
quello che so è che presto inizieranno
le raffiche di mitra di decine di critici
che insisteranno a dire che in realtà
la ragazza del primo verso è brutta
e la pioggia è solamente una perdita di tempo

allora tutti i versi fuggiranno via dal foglio
attraversando i campi e le città,
saliranno sul primo treno –
senza preoccuparsi del biglietto –
molto felici di essere diretti
in un posto chiamato

vaffanculo

Dario Bertini, a mio avviso uno dei Poeti più interessanti della nuova generazione italiana, è nato a Legnano (MI) nel 1988, abita a Pavia, dove ha frequentato la facoltà di Lettere moderne. Ha pubblicato una raccolta dal titolo Distilleria di contrabbando (Cardano, 2009, prefazione di Claudio Lolli) e un omonimo disco di canzoni e poesia nato dalla collaborazione con Renato Franchi e l’Orchestrina del Suonatore Jones. Suoi versi sono apparsi sulle riviste FarePoesia, La Mosca, La Gru e nell’antologia Tredici cadenze (Puntoacapo, 2010). Con Sigismundus Editrice ha pubblicato la raccolta Frequenze clendestine. Nel 2014 è uscito Prove di nuoto nellla birra scura (Edizioni del Foglio Clandestino). Organizza numerosi reading ed eventi culturali.

dario bertini


3 risposte a "Una poesia di Dario Bertini (di Flavio Almerighi)"

  1. Bella e dissacrante. Come in quest’altra di Dario Bertini, si sente il bisogno di una via di fuga, di liberare la poesia da qualsiasi intasamento:

    scriverò i miei prossimi versi sulla carta igienica
    così che possano sentirsi liberi di andare;
    li butterò nel cesso, tirando l’acqua,
    e poi li sentirò viaggiare dentro ai tubi,
    sotto i piedi delle persone e migliaia di macchine in coda,
    superando semafori, case, supermercati
    continueranno ad andare come piccoli pesci
    seguendo la corrente,
    e arriveranno al mare,
    sentendo il sole brillare forte
    lasciandosi annegare al posto mio

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