Simone Consorti – Sulla primavera di quest’anno

Simone Consorti

SULLA PRIMAVERA DI QUEST’ANNO

 

Con indosso strane maschere

la gente ha ripreso per il corso

a far le vasche

 

Mangia sano

respira piano

si tiene lontano

non stringe la mano

Ma intanto…

 

…i giorni sono caldi

e forse verso sera torneranno

le rondini e i saldi

 

Ogni tanto qualcuno dà uno sguardo

a un negozio semiaperto

o butta un occhio al cielo

imperturbabile come un mostro

dietro a un velo

 

“Quest’anno in pratica

non ha piovuto!”

“Quest’anno ha fatto altre cose!”

parla da solo un muto

 

“Quest’anno? Non parlarmi di quest’anno,

non me lo ricordo ricordo!”

gli risponde un sordo

 

E senza più parole ci si guarda

come se qualcuno avesse alzato

una serranda

 

DA DIETRO SEGNALO CHE STO AVVICINANDOMI

 

Da dietro segnalo che sto avvicinandomi

strusciando la mia suola sull’asfalto

 

In passato avrei avvertito

con un colpetto di tosse

ma adesso rischierei

come minimo insulti e percosse

 

ALL’ALBA MI ACCOMPAGNO SULLA SPIAGGIA

 

All’alba mi accompagno sulla spiaggia

e mi guardo scrivere poesie

su una sedia a dondolo celeste

cigolante come il mare

In certi momenti mi invidio

 

TUTTO IL RESTO È RIMASTO LO STESSO

Tutto il resto è rimasto lo stesso

tranne l’inferno

Il mare è sempre blu

le nuvole sempre bianchissime

le mele sempre rosse

come in un disegno di un bambino

Tutto è rimasto lo stesso

a parte che l’inferno è più vicino

 

(inediti)

 

Simone Consorti è nato nel 1972 a Roma, dove insegna in un liceo. Ha esordito con “L’uomo che scrive sull’acqua ‘aiuto’”(Baldini e Castoldi 1999, Euroclub 2000, Premio Linus). Ha pubblicato i romanzi “Sterile come il tuo amore”(Besa, 2008), “In fuga dalla scuola e verso il mondo”(Hacca, 2009), “A tempo di sesso”(Besa, 2012),“Da questa parte della morte”(Besa, 2015), “Otello ti presento Ofelia” (L’erudita, 2018), “La pioggia a Cracovia”(Ensemble, 2019), oltre che diverse raccolte di poesia, tra cui “Nell’antro del misantropo”(L’arcolaio, 2014) e “Le ore del terrore”(L’arcolaio, 2017). La sua piéce “Berlino kaputt mundi” è andata in scena al Teatro Agorà di Roma nel marzo del 2018. Si occupa di street photography; ha tenuto mostre personali in Italia e partecipato a collettive in Russia.


3 risposte a "Simone Consorti – Sulla primavera di quest’anno"

  1. “Sulla primavera di quest’anno” mi è stata fautrice e humus. Dopo averla letta ieri, sono uscita e ho assaporato la mia città al tramonto. Lo scenario era unico come sempre e il sentire è nuovo in questo periodo. Mi ha lavorato dentro una voglia di comporre poesia che si riallacciasse al testo di Consorti riportando le mie sensazioni vissute in merito la città. Essendo poi Neobar uno spazio con composizione multisfaccettata per provenienza geografica, ho pensato potesse essere un elemento di condivisione.
    Il testo inedito si chiama Azzurro Cielo.

    Azzurro Cielo

    Odore di salsedine
    per le vie, scorre
    in una città bagnata
    dal mare e intessuta
    di storie.

    Incauta e dormiente
    silente padrona indomita
    si allunga e tange
    come lingua sul bagnasciuga.

    Cado voce sommessa
    non taciuta come le nuvole
    e il vento in volo strascico
    di rime lontane ed echeggiate.

    La sua indole si è fermata
    per un attimo ma neppure.

    E’ desta e forte, la rivela
    all’ora che l’aria s’infiamma,
    e ogni cosa prende d’arancio
    quando il grigiore del maltempo
    annebbia e il tramonto si oscura
    ma sulle prue tutto è vigile.
    Impetuosa nelle onde
    che sbattono, risalgono e s’asciugano.
    E’ nei profili verdi neri
    di sera e luminosi
    a mezzodì quando
    i gabbiani planano
    e poco più in là le rondini
    ricamano, i passerotti
    cinguettano. I marinai
    i turisti di una volta, la gente
    delle Marche.

    Primavera di suoni, rumori,
    odori profumi e sguardi.
    Le ombre confuse
    le forme abbozzate,
    i tratti sempreverdi.

    Torneranno da lontano
    sul litorale, rivivrà Fano.
    E’ una promessa certa
    come l’azzurro cielo
    delle mascherine.

    Indomabile lo spirito
    d’una città
    come le curve della
    vita, ricuciranno a
    nuovi progetti,
    spunti d’avvenire
    segnati come tatuaggio
    sulla pelle.

    Monica Baldini
    13.05.2020

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  2. notevole il piglio *amarinconico* con cui l’autore bacia qualche verso. ad esempio, tosse/percosse è davvero una ciliegina sulla torta dell’ottima istantanea poetica di “da dietro segnalo”. anche “all’alba mi accompagno” possiede una notevole forza evocativa (il cigolio del mare, l’autoironia con cui il Poeta espia se stesso dall’esterno, nonché quel solitario accompagnarsi).

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