Franco Intini: La medusa immortale

Ocean4future
LA MEDUSA IMMORTALE

Cercavo di conciliare la vita delle cellule cerebrali con l’immortalità dell’anima.

Immaginavo chip in grado di resistere alla catastrofe della disorganizzazione del corpo, sfruttando qualche fonte di energia messa a disposizione dall’evoluzione.

Un servizio insomma di alchimia pura reso alla metafisica!

Un vero sballo se si considera che accanto all’energia che rimane sempre identica a sé stessa, ciò che spinge e molto, è l’entropia.

Un grande regalo per l’universo vedere all’opera la disaggregazione.

Gli agenti della distruzione lavorano alacremente per disunire organo da organo,
cellula da cellula.

Un lavoro capillare che inizia talvolta anche prima del punto finale, lasciando che alcune unità si impadroniscano di un organo e ne facciano bivacco.

Il bello è che le grandi idee continuano a fiorire e prosperare convinte di rimanere intatte sopra ogni cosa anche in assenza di qualche evidenza.

L’immortalità è una di queste!

La mente pensa la propria immortalità mentre la mano del boia le toglie lo sgabello da sotto i piedi.

Come può un sistema tirarsi fuori dal controllo temporale?

Una medusa però riesce ad avere questa possibilità. Esiste qualcosa di simile nel nostro cervello al meccanismo che permette ad una piccola medusa di ritornare indietro con la sua crescita?

E d’altra parte come può resistere la mente di fronte alle atrocità a cui tocca assistere giorno dopo giorno?

Basterebbe a tale proposito citare qualche frase di questi nostri coinquilini che ci governano a tutti i livelli, su ciò che accade a Gaza, in Ucraina o al pronto soccorso di qualche grande città per capire che qualcosa di molto simile è già attivo nella mente.

Basta risvegliarla!

In questo caso ritirare i tentacoli dalla carne del visibile per tornare allo stadio di polipo e continuare a vivere nella sabbia del fondo oculare appare la tecnologia più all’avanguardia finora inventata dall’evoluzione per le nostre mani, anche se noi la chiamiamo:
INDIFFERENZA.


4 risposte a "Franco Intini: La medusa immortale"

  1. intrigante dissert’azione sull’immobilismo della coscienza post-moderna di fronte a realtà seccanti che è più confortevole scotomizzare che percepire.

    proviamo dunque a estrapolare papabili definizioni di “indifferenza” nel nuovo millennio.

    Indifferenza: s. f. [dal lat. indifferentia, der. di indiffĕrens «indifferente»] – 1. In filosofia, lo stato emotivo naturale tipico dell’homo tecnologicus, interrotto solo da brevi accessi di stupida emotività. – 2. Nell’uso com., prendere le distanze da qualsiasi cosa, tranne che dai propri interessi e dal proprio benessere. – 3. In religione: lenire il dolore di chi soffre esortandolo a non farci caso, dandogli il buon esempio.

    peraltro, qualunque libro di biologia ci insegna che, essendosi estinte a favore delle meduse, le noiduse sono esseri sbagliati, evolutivamente incapaci di affrontare con successo le moderne sfide individualiste che il capitalismo liberista dispensa a piene mani con amore per ogni merce vivente.

    ringraziamento doveroso a Franco Intini per il prezioso spunto.

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