* l'ordine delle cose prima o poi ci abbandona si scompone appare dispari ogni senso a un certo punto riponi le cose fianco a fianco e numeri quelle che lasciano odori quelle che schizzano colori quelle che salgono sulle nuvole e ci salutano
* ogni intuizione sembra sciogliersi appartenere a un littorale fregiarsi di conchiglie risuonare ingoiare la risacca sputare perle
* quando scivoli ti abbandonano gli abbracci si accumula acuta vittoriosa l'invidia un ricamo che scende tra le palpebre pendolo silenzioso svela il tempo sfuggito alla cognizione niente è più centrale di uno strano vuoto che rimbomba pieno
* tieni forte l'inizio che rotola veloce e porta lontano sfilano perfino visioni senza colori definiti ci abbandona la musica siamo parte del chiasso scorie mentali ossessionate
* la linea lascia liscia sfuggire di mano le apparenze interrotte ci sono i segni i tratti sociali irrilevanti in silenzio sfila quello che indigna il mondo ma che va ugualmente a dormire
* ritrovo spessa la parte del cielo che abbraccia la luna le bacia la nuca lo si fa con chi si ama con tutto ciò che si ha con la libertà con la felicità che non la vedi mai in viso come il dispiacere che ti si para davanti e non sorride mai
* la scena propone l'aria che si diffonde allargando un cerchio sullo specchio pensi all'energia che svanisce o che compare accesa negli occhi di colpo sale la musica la stessa che accompagna gli sguardi sulle autostrade tra gli spazi che sembrano inventati la vita sembra questo montaggio sincopato
* arriva da ogni parte quello che già vissuto e non porta odore con sé sembra un coro zittito che muove le labbra e segue la gestualità fraseggio incompatibile con le nuvole che vanno nella direzione opposta e non sai più cosa seguire
* s'infila per caso a ogni ora tra le vertigini il senso che non trova solco lasciamo il percorso sospeso senza sorprese poche scintille livide che non smettono di rotolare
* ti ritrovi a sfilacciare le riflessioni a ricomporre poi filo per filo ogni rincorsa illusione il ritorno non sempre è solo eco che avvolge a volte è un monito più spesso un tragitto che si decompone
* ogni tanto ti occupi delle visioni più innocue vorresti dare nomi nuovi ai colori che sfrecciano rumorosi e che sembrano abbandonarti senza un saluto e non sempre basta chiudere gli occhi
* si infilano tra le luci della sera le ghirlande da seguire stropicciate dal vento che sciolgono i colori in schegge sembrano emettere suoni a cui fornire abbracci
* in sogno la destinazione è quella impedita dal vento dalle parole che ingoi di continuo e non ti riesce di sputare poi sei in montagna e oscilli con gli abeti