Abele Longo_ Sotto le bombe di Teheran

Sotto le bombe di Teheran

la ragazza ha festeggiato
è salita sui tetti
ha battuto le mani

quando la guida suprema è morta
si è unita alle voci dalle finestre
l’aria sapeva di polvere
da sparo e di libertà

il giorno dopo c’erano
posti di blocco ha avuto paura
qualcuno forse l’ha denunciata

*
quando Israele colpisce i depositi
piove petrolio dal cielo
al mattino le finestre sono nere

il gatto del quartiere
seduto su di un’auto annerita
continua a leccarsi
il petrolio dal pelo

*

la ragazza sente arrivare i caccia
ogni volta che colpiscono
le tremano i piedi
le fanno male le orecchie.

basta
basta
basta

lo ha gridato nella testa
come se potessero sentirla
e fermarsi

come se dopo la guerra
non restasse che polvere



[Fonte: https://www.npr.org/2026/03/13/nx-s1-5745104/life-under-bombing-in-tehran-the-diary-of-an-iranian-writer-paints-a-vivid-picture ]


Una risposta a "Abele Longo_ Sotto le bombe di Teheran"

  1. Riporto il commento di Franco Intini, che ringrazio, lasciato su Facebook:

    poesia che sintetizza in poche immagini tutte le perplessità della guerra in atto. Resta la realtà della distruzione contrapposta al bisogno di pace che urla nella testa.  Franco Intini

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