George Herbert (1593–1633) fu poeta e sacerdote anglicano inglese, tra le figure più importanti della poesia metafisica del XVII secolo, spesso accostato a John Donne. Dopo una promettente carriera accademica e politica, scelse la vita religiosa e trascorse gli ultimi anni come parroco in una piccola comunità rurale nel Wiltshire, a circa 75 miglia a sud-ovest di Londra. Qui si distinse come pastore attento e coscienzioso, dedito alla cura spirituale e materiale dei suoi parrocchiani. Morì di tubercolosi a soli trentanove anni. È commemorato come santo dalla Chiesa anglicana e da quella luterana.
Come poeta, Herbert esercitò una notevole influenza sulla letteratura successiva, dai romantici come Samuel Taylor Coleridge fino a Emily Dickinson e Gerard Manley Hopkins, arrivando fino alla modernità di T. S. Eliot. La critica ha spesso sottolineato il carattere sperimentale delle sue opere: in molte di esse la forma visiva del testo riflette il contenuto, anticipando la tradizione dell’“emblem poem” o poesia figurata, destinata ad avere vasta fortuna nella letteratura mondiale.
Easter Wings (Ali di Pasqua) è forse la sua poesia più celebre. È famosa per la sua disposizione grafica: i versi, stampati originariamente su due pagine affiancate, formavano visivamente un paio di ali spiegate. Per coglierne pienamente il significato, la poesia doveva essere ruotata di novanta gradi. La forma stessa diventa così parte integrante del messaggio poetico.
Easter Wings
Lord, who createdst man in wealth and store,
Though foolishly he lost the same,
Decaying more and more,
Till he became
Most poore:
With thee
O let me rise
As larks, harmoniously,
And sing this day thy victories:
Then shall the fall further the flight in me.
My tender age in sorrow did beginne
And still with sicknesses and shame.
Thou didst so punish sinne,
That I became
Most thinne.
With thee
Let me combine,
And feel thy victorie:
For, if I imp my wing on thine,
Affliction shall advance the flight in me.
Ali di Pasqua
Signore, che creasti l’uomo in ricchezza e abbondanza,
anche se scioccamente le perse
decadendo sempre più,
finché divenne
il più povero:
con te
fammi innalzare
armoniosamente, come allodola
e cantare in questo giorno le tue vittorie:
sarà la caduta a dare maggior impulso al mio volo.
La mia tenera età cominciò nel dolore:
e anche con malattie e vergogna
tu punisti così il peccato,
così io diventai
molto esile;
con te
fammi unire,
e sentire la tua vittoria;
poiché, se rafforzo la mia ala con la tua
sarà l’afflizione a dare maggior impulso al mio volo.
(trad: L.Z.)
*
“Ali di Pasqua” è una delicata poesia religiosa che riflette sulla caduta dell’uomo e sul desiderio di elevazione spirituale. Attraverso la metafora delle ali, Herbert rappresenta il movimento dalla caduta alla rinascita. Il tema del volo attraversa entrambe le strofe: nella prima il poeta desidera elevarsi come un’allodola e cantare la vittoria divina; nella seconda immagina le proprie ali spezzate innestate su quelle di Cristo, per poter volare verso una nuova vita, in una simbolica resurrezione pasquale.
La prima strofa ripercorre la storia dell’umanità secondo la teologia cristiana: l’uomo, creato nell’abbondanza, cade a causa del peccato e si impoverisce progressivamente. Herbert si identifica con questa condizione, riconoscendo la propria fragilità e affidandosi a Dio come unica possibilità di riscatto.
Nella seconda strofa la poesia diventa più personale e assume il tono di una preghiera. Il poeta, consapevole della propria debolezza, chiede di unirsi a Cristo per trovare forza e rinascere spiritualmente. La sofferenza e la caduta non sono più solo segni di debolezza, ma diventano il punto di partenza per l’elevazione: è proprio attraverso l’afflizione che il volo diventa possibile.
In questa intensa poesia visiva e spirituale, Herbert trasforma la caduta in slancio, la fragilità in rinascita, offrendo una delle più suggestive meditazioni poetiche sul significato della Pasqua.
Immagini:
Ritratto di George Herbert eseguito da Robert White (1645–1703)- National Portrait Gallery https://commons.wikimedia.org/wiki/File:George_Herbert.jpg
Poesia: Journal of Northern Renaissance : “George Herbert, The Temple (1633), sigs. B5v-B6r © British Library Board. C.58.a.26”


Non conoscevo, grazie!
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Questa poesia di George Herbert, all’interno della corrente della poesia metafisica inglese del XVII secolo, è un celebre esempio di poesia visiva in cui la disposizione grafica dei versi riproduce la forma di un paio di ali spiegate.
Questa poesia religiosa riesce a integrare la forma (caduta e resurrezione) col contenuto spirituale
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