John Galsworthy: “Passato” | trad. Luisa Zambrotta

John Galsworthy (1867 – 1933) fu uno scrittore inglese noto soprattutto per “The Forsyte Saga”, la transitorietà non si impone con enfasi, ma si deposita, inevitabile, nella coscienza una serie di romanzi e interludi che esplorano le dinamiche familiari, la classe sociale e i cambiamenti dell’Inghilterra tra età vittoriana ed edoardiana. Già apprezzato ai suoi tempi, raggiunse un pubblico ancora più vasto grazie al celebre adattamento televisivo degli anni ’60.

Fu anche un drammaturgo affermato e un poeta, capace di esprimere nei suoi versi una sensibilità più intima e riflessiva. Nel 1932 vinse il Premio Nobel per la Letteratura.

PAST

The clocks are chiming in my heart
Their cobweb chime;
Old murmurings of days that die,
The sob of things a-drifting by.
The clocks are chiming in my heart!

The stars have twinkled, and gone out—
Fair candles blown!
The hot desires burn low, and wan
Those ashy fires, that flamed anon.
The stars have twinkled, and gone out.

PASSATO

Gli orologi risuonano nel mio cuore
Con il loro rintocco velato;
Antichi sussurri di giorni che svaniscono,
Il singhiozzo di cose che scorrono via.
Gli orologi risuonano nel mio cuore!

Le stelle hanno brillato e si sono spente—
Candele leggere soffiate via!
Gli ardenti desideri si affievoliscono,
Quelle ceneri che un tempo ardevano vive.
Le stelle hanno brillato e si sono spente.

(traduz: L. Zambrotta)

Una meditazione di limpida eleganza sul tempo interiore, in cui il passato non è semplice ricordo, ma risonanza.
Le immagini ricorrenti degli orologi e delle stelle che si spengono suggeriscono non solo l’inevitabilità del cambiamento, ma anche l’eco emotiva che il passato lascia dentro di noi.
La transitorietà non si impone con enfasi, ma si deposita, inevitabile, nella coscienza

La poesia coglie quel momento sottile in cui il desiderio si attenua e si trasforma in memoria, e l’intensità della vita diventa qualcosa di distante e contemplativo.

La tessitura fonica, sostenuta dalla reiterazione, assume il ritmo di un rintocco sommesso, quasi liturgico


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