AI e ApparatI di potere

(fine siparietto narrativo)


8 risposte a "AI e ApparatI di potere"

  1. E’ vero che l’AI è molto pericolosa, perché non è una vera intelligenza, è fuorviante chiamarla intelligenza, non ha la comprensione di cosa sia un tavolo, ma sa che se si parla di mangiare, con una certa probabilità si dovrà utilizzare il termine tavolo. Per l’AI tavolo e 101011 sono la stessa cosa.

    Non ho mai usato l’intelligenza artificiale ma sto leggendo due libri in parallelo sull’argomento,

    uno è testo del 1986 intitolato Intelligenza artificiale (di Elaine Rich Mc Graw -Hill)

    è iper-obsoleto, l’avevo comprato allora perché l’azienda aveva a sua volta comprato un sistema esperto basato sull’allora AI per gestire le operazioni di console dei calcolatori industriali, progetto fallito miseramente. A quel tempo AI era una macchina con una banca dati di regole su un determinato argomento tecnico o scientifico. Gli algoritmi effettuavano attività di deduzione o induzione a partire dalle regole e dai parametri di input.

    Il secondo libro è: Le macchine del linguaggio (di Alfio Ferrara einaudi 2025)

    Qui il paradigma è completamente diverso, tokenizzando un corpus di testi si costruiscono matrici di probabilità che quella parola compaia in un determinato discorso.

    I grossi sistemi di AI penso che combinino entrambi i paradigmi.

    Sono pericolosi perché per loro schiacciare un pulsante per accendere una lampadina o per sganciare una bomba hanno lo stesso livello di valore. Perché non c’è vera intelligenza.

    La macchina ideale per Trump. Che non è uno statista che pensa alla sua nazione fra 20 o 30 anni, ma le sue  verità e il suo pensiero non vanno al di là della giornata borsistica, possono cambiare da un giorno all’altro a seconda dell’interesse economico immediato. Penso che non si sia mai visto un paese così ricco (ma che fa la bella vita sui debiti) e forte governato in questo modo che è quello della  plutocrazia affaristica che controlla il mondo e che qui viene a coincidere con la propria caricatura.

    Il potere economico militare ha lo scopo di incrementare il capitale a tutti i costi e senza nessun limite, l’AI serve per falsificare tutto in modo che non ci sia più una verità, o meglio che questa verità è occultata sotto strati di menzogne artificiali, e diciamocelo tutti i partiti della destra internazionale specie  se estremisti sono gli strumenti adatti servili.

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  2. eh, però c’è pure la “strana” contingenza che in EU la maggioranza “Ursula” non è né di destra né estremista: PPE + Socialisti e Democratici + Renew Europe (liberali centristi). eppure sta pilotando a tutta randa il vecchio continente verso la guerra, transitando per l’inevitabile fase che poi passerà alla storia come “keynesismo bellico” (descritta da Keynes nella sua “teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta“. correva l’anno 1936 e la seconda guerra mondiale scoppia 3 anni dopo.

    : (((

    il problema è che l’idea di sinistra che abbiamo in testa tu ed io è molto lontana dalla realtà delle “sinistre” liberaldemocratiche e/o progressiste in giro per il mondo…

    sull’AI e sul discorso “RSI-intelligenza” stiamo a vedere: siamo a metà di una curva a gomito che è indubbiamente svolta epocale. ti mando una mail (vorrei sapere in privato cosa ne pensi).

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  3. MALOS, domanda: quanto la IA è antropodipendente? Ipotesi: la IA distrugge l’umanità, cosa farà dopo? Con chi o cosa interagirà? Oltre che con se stessa e/o altre IA, saranno concorrenti tra di loro? Coi tarabusini e i mignattAI?:)

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  4. “quanto la IA è antropodipendente?”

    risposta: nella domanda suggerirei di rimpiazzare “quanto” con “quando” (perché è solo questione di tempo: adesso lo è, ma in futuro sempre meno). cosa farà *dopo*, dovresti chiderlo a Essa (mmmm… la cosa mi interessa relativamente, preferisco domandarmi cosa possiamo fare prima, cioè ora… )

    ma soprattutto le domande che mi pongo sono di ordine sociale e politico-economico (nonché medico, essendo un farmacologo clinico) più che tarabusinamente “filosofico”…

    quindi non so.

    : )

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    1. MALOS: quindi! Dato che si parla sempre più insistentemente di sistemi complessi, vedi la neo diva in materia Gabriella Greison, e l’ ultima dimostrazione della faccenda Navier Stokes, che però sembra sia già stata confutata nel metodo e quindi nel risultato,come si può lavorare sul sistema complesso socio economico politico? Esiste un sistema complesso più complesso? A proposito di farmacologia, conosci Marco Cosentino?😉😉😉😉😉💯💯🍻🍻🍻

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  5. beh, la simpatica Greison dice una cosa molto banale circa la fisica dei sistemi complessi, ovvero che è inutile (o furbescamente dispersivo, dico io) concentrarsi su singoli elementi isolati: ciò che conta è il quadro/approccio globale (interconnesso).

    non credo che passerà alla storia per averlo “scoperto”, visto che da sempre la medicina è scienza statistica (ovvero di popolazione, e non del singolo paziente isolato) e che da sempre i sistemi economici complessi si studiano con la macroeconomia (che tutti dovremmo studiare a partire dalla scuola primaria), mentre la microeconomia (i singoli elementi isolati) sono fumo negli occhi teso a pilotare la politica monetaria e fiscale a favore del grande capitale finanziario (che cavalca la microeconomia come precisa scelta strategica legata a incentivi di profitto, orizzonti temporali e gestione del rischio).

    Cosentino non lo conosco.

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  6. Quesito di Alberto Rizzi per malos: E se gli “umani evoluti” si alleassero con l’I.A., una volta implementata, approfittando della neutralità del suo giudizio di macchina, per estinguere la maggioranza di semideficienti e chi la governa?

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  7. @Alberto Rizzi (inter-mediato da Abele): temo che questo tuo “se” contenga un elevato numero di bias. in primis non tiene conto del fatto che l’AI (come spiegato nell’articolo) non può essere neutrale (è proprietata e programmata dal capitale). poi non tiene conto che non esiste la *neutralità* di giudizio (stai usando parole astratte per esprimere un concetto parimenti astratto e dis-umano, vedasi l’esempio circa il “riscaldamento globale” nell’articolo). poi non tiene conto che non esiste “una maggioranza di semideficenti”, bensì un diffuso effetto Dunning-Kruger che ci trae in inganno (chi si sente superiore perché sa-di-sapere cade spesso in distorsioni di giudizio, sopravvalutando la propria prospettiva).

    vieppiù (brrrr di raccapriccio!!!): nella frase “estinguere la maggioranza di semideficienti” m’hai ricordato i gerarchi nazisti quando parlavano di lebensunwertes leben, ovvero di “vite non meritevoli di vita”.

    : (((

    in ogni caso, mi sembra ampiamente illogico che i proprietari delle AI siano in qualche modo smaniosi di sviluppare intelligenze artificiali dotate di coscienza morale. la domanda che dovremmo porci è sempre la stessa: “quale unico (solito, immutabile) obiettivo persegue il grande capitale?”

    ergo, cosa mai se ne farebbe il grande capitale di AI dotate di coscienza morale??????

    : )

    per aumentare i profitti è necessario (1) aumentare la capacità di calcolo e (2) poter contare su automi che fungano da “operai/soldati/poliziotti ideali” di cui poter disporre in modo totale

    ahinoi, in entrambi i casi, intelligenza sociale e coscienza morale sarebbero zavorra controproducente.

    : (((

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