(An Apple a Day) Annamaria Ferramosca: “óneiros”

 

óneiros

entro nel suo silenzio la rivesto di rami
statua di babilonia che ricuce il suo peplo
Kore serena
una bambina che finge di dormire
decide di restare a occhi chiusi nel sogno
scollarsi la pelle tatuata di fiaba triste
fiorire di petali nuovi

il sogno è un ventoso aquilone di carta scritta
tremante di favole ipnotiche
sherazade le scriveva nei giorni
tra buio e luce  lungo innumerevoli lune

c’è accanto qualcuno
che tira il filo  timoniere nel turbine
qualcuno che porge la penna sfuggita
i fogli in volo alto costeggiano il sole
da terra si leggono come fossero
vicinissimi
oh quel riconoscerci tutti
negli spartiti che risuonano
sfondano il silenzio

                                                     Annamaria Ferramosca

per Nina, 13 marzo 2018


7 risposte a "(An Apple a Day) Annamaria Ferramosca: “óneiros”"

  1. Cara Annamaria,
    arrivare all’anima e colmarla di tanta pienezza.
    Per me non è stato facile avvicinarmi a questa poesia piena di luce, di verità e bellezza, perché mi racconti come nessun altro, con quel peplo slabbrato che ho conosciuto bene, ed è stato difficile – ancora lo è – riadattarlo a una nuova nudità, ancora i tagli che non vogliono chiudersi per una terapia troppo invasiva.
    Ho avuto paura di perdermi in questo strano sentire, come una bimba sorpresa con le dita nella marmellata; o forse, prima di chiunque altro, hai saputo accogliere i sentimenti più dolenti, il coraggio perduto (la nudità più grande); sapermi sussurrare, oltre il silenzio, che la vita è un’altra cosa. Così piena di gemme e fioriture.

    Poi… C’era una volta un sogno nato da un sonno indotto, dove la speranza di guidare un aquilone pieno di favole scritte, mi è venuta a trovare come una benedizione. E ha preso un volo straordinario, tutte le parole del mondo, tutto ciò che non è stato scritto e la vertigine di vento sempre più alta. Colei o colui che porge la penna con gentilezza, e in una visione di Luce – visione d’insieme – saperci riconoscere nella sacralità della scrittura; dell’essere umano e le sue fragilità: come una salvazione. Come un’estasi improvvisa.
    Grazie di cuore, e scusami se ti ho risposto soltanto adesso.
    Tu hai la grazia della comprensione, di quei tumulti che spesso non riusciamo a trattenere o accettare.
    Finalmente ci sono riuscita.
    Ci sono.

    Un grande abbraccio a te, a Rosaria, Abele, e alla preziosa Doris*
    Nina***

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  2. Carissima Nina,
    che sollievo sentirti così nuova e vitale.le tue parole dicono che stai superando ogni ostacolo. la tua luce continua a risplendere e irradia su tutti noi, ne siamo felicissimi. a presto riabbracciarti.
    un saluto caro anche a Doris, Rosaria, Abele e tutti gli amici di Neobar,
    Annamaria

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  3. … per me impossibile aggiungere qualcosa in questa pagina prima che lo facesse la nostra adorata Nina. Preziosa la poesia di Annamaria, un dono da non potersi sfiorare con una parola prima “dell’apertura” di Ninette che a dono aggiunge dono, di significato e visione…

    un abbraccio grande a voi due, care amiche

    Doris

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