Saluto a Osvaldo Gagliani

Negli ultimi tempi mi chiedeva talvolta: “ma sono un poeta?” Io cercavo di spiegargli che oggi la poesia non si scrive più così. Che aveva saltato a piè pari il Novecento. Lui mi rispondeva con un sorriso mite e ironico, e con un lampo negli occhi verdissimi. Osvaldo Gagliani si è addormentato per non più svegliarsi il 23 luglio scorso. Laureto in filosofia, dirigente didattico a Milazzo (ME), autore di due romanzi, Il mare dall’alto e Il diavolo cavalca in doppio petto, non ha mai pubblicato raccolte di versi anche se ultimamente ne ha scritti tanti. Questa mia selezione, a cominciare dagli ultimi presaghi versi del 19 luglio, vuole essere l’ultimo saluto a un mio vecchio e carissimo amico, dalla mente acuta e dal cuore semplice, un poeta ignoto come ce ne sono tanti. Con l’auspicio che anche solo un lettore possa rispondergli: “sì, sei un poeta!”

                                                                                                                                                          Giuseppe Martella

 

Osvaldo Gagliani

 

Selezione di poesie di Osvaldo Gagliani

19.7.20

“Non hai più nulla
da imparare”
mi disse l’ombra
che mi fu compagna.
“Amico mio
ti debbo abbandonare”.
-“Or che la strada
è ingombra, mi lasci
nudo, privo di apparenza,
ormai ci avevo fatto
l’abitudine”.
-“Ti lascio la coscienza
per imboccare la strada
maestra: Un patto onesto
con la solitudine”.

 

23.5.20

Normalità.
Non ho più voglia
di essere normale.
Meglio indugiare
seduto sulla soglia
del fare e del non fare.
Ormai ci ho preso gusto
a non pensare.
Non ho più voglia
di uscire fra la gente.
Le cantine son piene
ma il vino sa di niente.
Dunque richiudo l’uscio
rinuncio alle apparenze
me ne starò al sicuro
raccolto nel mio guscio
nel teatrino delle dissolvenze.

 

3.5.20

Ma sarà vero?
Sorella Morte
mi sei compagna e amica.
La colpa non è tua
ma della sorte
se la luce del sole
ha una durata.
Un bel viaggio
è stato il mio percorso
facile fu la discesa
ma erta, dolorosa
è la salita.
ora ti prego
vienimi in soccorso
per dare dignità
alla mia vita.
Sii dolce e delicata
nello sfogliare i petali
di questa margherita.

 

21.4.20

Frantumi di memorie diroccate
le passeggiate stente di respiro
in stanze vuote colme di silenzio
teorie di quadri appesi alle pareti
come biglietti pagati al botteghino
ma non usati.
Armadi vuoti di indumenti smessi.
Nell’album sfogliato ad occhi chiusi
sfilate di sorrisi reticenti, sguardi delusi
di fontane spente.

 

30.12.19

Senilità
Il giorno è un minuetto
tra il farsi ed il non farsi
lo svicolar tra i vicoli
timore di incontrarsi.
Noi monumenti statici
di piazze imbellettate
i testimoni apatici
di vite trascurate
pali di luci effimere
orchestrali stonati
dell’armonia dell’Essere.
Reperti trascurabili
di futili memorie
bachi da seta inutili
senza fili da tessere.

 

27.12.20

Ho messo il fermo immagine
per rallentare il passo
se tu lo vuoi precedimi
io intanto mi rilasso.
Solo una notte credimi.
Mi restan poche pagine
da raccontare ancora
seduto sulla seggiola
attenderò l’aurora
quell’ultimo ritocco
quel giro di compasso
e poi con l’auto elettrica
ritenterò il sorpasso.

*

Osvaldo Gagliani nasce a Tropea il 22 gennaio del 1943. All’età di sette anni il padre gli mette tra le mani il Robinson Crusoe di Defoe: da allora la letteratura e la narrativa non lo abbandoneranno mai più. Nel 53 si trasferisce a Messina dove frequenta il Liceo Classico e poi l’Università degli Studi conseguendo la laurea in Filosofia. A Bergamo inizia la carriera di docente di materie letterarie negli Istituti di Istruzione Secondaria, mettendo in pratica esperienze e metodi di “didattica sperimentale”, alcune delle quali costituiranno il nerbo del rinnovamento scolastico sul piano nazionale sul finire degli “anni di piombo”. Nell’80 si trasferisce a Milazzo. Da preside dirige numerosi Istituti di Messina e in qualità di formatore collabora con l’Irrsae-Sicilia, contribuendo alla formazione dei docenti di sostegno, sul piano regionale, in numerosi corsi da lui diretti. Ha concluso la sua carriera da Dirigente scolastico presso l’Istituto comprensivo di Milazzo. I suoi romanzi: Il mare dall’alto, ed. Calabria letteraria 2009; Il diavolo cavalca in doppiopetto, ed. Pungitopo 2012.


8 risposte a "Saluto a Osvaldo Gagliani"

  1. “sì, sei un poeta!” di Giuseppe Martella suo amico, suona come un invito, una proposta, il desiderio pieno di echeggiare nei versi l’amico scomparso, di rinnovare la sua presenza con la sua volontà come a dire, vedi quello che ti dissi era un mio giudizio che si mescoli con la voce calda e multi-pensiero dei lettori. Io leggo un, “caro amico, sia verace e non spenta la tua vena poetica negli occhi di chi ti leggerà e sappiano i posteri parlartene”.
    Gli amici, tocdano la poesia nella vita che è fatta come la vita di incontri, dialoghi, esperienze. Dunque si, sei un poeta!

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  2. Una profonda ed estrema auscultazione di sé, con l’abbandono sofferto di quella parte che costituisce l’ombra, per il presentimento di qualcosa di più essenziale.
    Guardare quella casa che è il mondo con gli occhi di chi si accinge a traslocare, con le sue teorie di quadri e gli armadi vuoti, per un ultimo viaggio veloce, magari sul treno, e in compagnia del « viaggiatore cerimonioso » di Caproni, che queste poesie mi richiamano per l’atmosfera.
    Un poeta sicuramente, che sa da dove viene e dove va.

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