Inediti di Stefano Wulf

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CONSIGLI PER SCRITTURA
(NON RICHIESTI).

Sii gentile con la parola,
levigala, lucidala, rispettala.

Sii gentiluomo con la parola,
falla passare per prima o introducila.

Poi, simmetricamente ma con intensità uguale…

sii brutale con la sintassi,
sferzala, battila, forgiala.

Sii bastardo con la sintassi,
ignorala o sbattila fuori.

Poi, parallelamente e con maggiore vigore…

Sii impavido e fermo con lei.
Sii renitente e resistente,

-anche se non riuscirai mai a vincerla-

perché la sintassi gode del privilegio
della forza centripeta del verbo
manifestatosi in principio
all’infinito presente.

*

COSE SBAGLIATE.

Cose sbagliate,
coraggio per pronunciarle,
all’inizio bisbigliate,
poi, pian piano, sillabate e scandite.

Quante cose sbagliate
sono state fatte
-forze dissipate
-energie sparpagliate
-fatiche sfasate

Ma il tempo
e il suo annesso punto di vista
perennemente in traslazione
ci concedono un sospiro
e una punta di sollievo:

“Il timp al’è come il purcit, no si bute nuie”
Il tempo è come il maiale, non si getta nulla.

L’insensato di ieri
è il sensato di oggi
e viceversa.
Non ci sono scorciatoie
e neppure fermate alternative.

*

MINIMO COMUNE MULTIPLO.

Un
grammo
di solitudine

Un
cristallo
di salsedine

Un
fruscìo
di liscia seta

Un
pizzico
di silenzio

Un
velo
di stanchezza

Un
frammento
di consapevolezza

Un
filo
di amarezza

Un
accenno
di sorriso

Un
pulsare
della pompa rossa

Un
scendere
delle palpebre

Un
solco
di lacrime

Un
sostantivo
che diviene verbo

Mille atomistici indeterminativi picchiettano come un mantra
svelandoci che
ciò che percepiamo come unico è il minimo comune multiplo
di ogni essere umano.

*

POESIA BUONA MA CHE SEMBRA CATTIVA.

Come un mamba nero,

scivolo frusciando
dentro la scia che lasci dietro
di te:
odori, dolori, sapori, onori, rancori…

Sbircio come un sorcio
che cerca il formaggio
le tue rimembranze, le sconfitte, le mancanze,
per cui ti angosci
ti accasci
tendini e muscoli astenici e flosci.

Sto per fuggire perché è troppo,
sono un po’ stanco,
ma poi resto in quanto
ho annusato la preda
e ho ancora fame.

Tu dici “non ce la faccio più”.
Io dico “non ce la fai più”.
Tu dici “sono disperata”.
Io dico “sei disperata”.
Tu dici “piango per qualsiasi cosa”.

Io non dico nulla, lo vedo, mi fai pena o pietà, scegli tu la parola
– e decido di non manipolarti più per portarti a letto-.
Tu dici:”Perché non hai detto
-Piangi per qualsiasi cosa-?”.

Taccio, ho perso per un attimo i denti da vipera.

Te ne vai sbattendo la porta e pensando
che tutti sono stronzi e non ti capiscono,
Mi urli contro: “Tutti come te!”
e non sai quanto ti stai sbagliando.

*

POESIA CATTIVA MA CHE SEMBRA BUONA.

Scivolo frusciando
dentro la scia che lasci dietro
di te:
odori, dolori, sapori, onori, rancori…

Sbircio come un sorcio
che cerca il formaggio
le tue rimembranze, le sconfitte, le mancanze,
per cui ti angosci
ti accasci,
tendini e muscoli astenici e flosci.

Sto per fuggire perché è troppo,
senti anche tu che è troppo, ma poi resto.
Tu dici “non ce la faccio più”.
Io dico “non ce la fai più”.
Tu dici “sono disperata”.
Io dico “sei disperata”.
Tu dici “piango per qualsiasi cosa”.

Io non dico nulla, lo vedo.
Ti basta solo un piccolo sforzo,
sciogli l’orgoglio,
afferra la mano
che ti porgo.
Sono un aiuto
passeggero,
ti do solo
un leggero slancio
per rialzarti.
Stai tranquilla,
non mi vedrai
mai più,
se non
serve.
Ciao!
Ecco…

Scivolo frusciando
fuori dalla scia che lasci dietro,
fuori dalla tua vita_scia.

Ma ti ho azzanata_usata, io come un mamba nero.

*

altri testi sul blog personale stefanowulf.wordpress.com

***

Stefano Wulf è nato in Friuli, a Udine, il 27 maggio 1972. Interessato alla letteratura, alla pittura e alla scrittura fin dal 1989, ha collaborato con diverse riviste e settimanali del Friuli, sia ufficiali che underground, pubblicando articoli, saggi, racconti e poesie (1989-2001). Promotore e coautore per numerose opere collettive e raccolte fra le quali “TRIP giovani scrittori/scriventi in Friuli” (Udine 2000) e “Viadalfreddo” (Udine 2006), in ambito poetico è autore del libretto “19 Poesie Situazioni da Biblioteca civica” (1997) e della raccolta “Vento, Schegge e Bulloni -viaggiavo tra-“(1991-2001), ripubblicata nel 2014 da Mediterranea – Centro di Studi Interculturali dell’Università di Trieste – http://www.interculturalita.it. Fra i vincitori e i selezionati di vari concorsi tra il 1999 e il 2009 (hanno portato fortuna alcune città che iniziano con la lettera “T”).
Fra i promotori e fondatori del Circolo di Studi Artistici “Espressione Est” di Udine, ancora attivo. Alcuni suoi testi sono stati utilizzati per accompagnare iniziative legate alle arti visive, ha dato voce in numerose letture ed happening, ogni tanto partecipa per gioco a qualche Poetry Slam, a volte lo vince per caso.


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