Drink
Se passata la sbornia
si fossero incontrati un’altra volta
sarebbe stato lui a tenere banco
sul talento disceso come spirito santo
senza nessun pretesto poetico
lei lo avrebbe visto come poi ne ha scritto
di piccole ma comiche fattezze
ladruncolo pezzente
sapeva in attesa di redenzione
procurarsi l’amore di donne devote
un letto caldo pane e latte a colazione
la vita come impassibile devastazione
lei intenta a cambiare i pannolini ai bambini
lui dietro che recita un rosario di parole
Solchi di sabbia
Asperità del grano tra le erbacce
asini sfiancati dalle maree
strade ripide velate al tramonto
dissolve un cielo senza risposte
in tutto questo la poesia
come le rose selvatiche
pesca gli aironi in stormo
la stella del crepuscolo
l’insostenibile controcanto
fuori le labbra del silenzio
(Abele Longo, Scrittura con vista, Terra d’ulivi edizioni, 2023)
la prima poesia di Abele Longo ben risponde ai versi di Antonio Sagredo denunciando una sintonia di intenti e di sotterfugi che il poeta gallese seppe ben portare a termine fino alla sua morte.
grazie a voi
se l’aspirazione massima di Dylan Thomas era quella di distillare dal mosto della vita – quasi per magia – un incanto immaginario (cristallino e immortale), di certo “solchi nella sabbia” è la più Thomassiana delle tue poesie.
: )
che aggiungere al distico in chiusa (perfetto e potentissimo)? beh, che l’immagine della poesia selvatica mi piace molto. e che ladruncoli lo siamo tutti: rubiamo al nulla attimi di vita, o meglio, di pensiero cosciente…
ohi, dimenticavo, mi ha colpito il penultimo verso della prima poesia, dove “intenta” (contenendo “tenta”), restituisce anche l’immagine di Caitlin che tenta di “inventarsi” madre (e cambia un pannolino con incerti risultati).
malos carissimo, Drink fa parte di una serie di poesie ispirate a Dylan e a Caitlin che compongo l’ultima parte di Scrittura con vista. Contento che tu abbia colto l’immagine di Caitlin che “tenta”, immagino anche l’effetto di sentirgli strotolare i suoi versi passato l’incanto iniziale e con i figli a cui pensare… Caitlin trovò poi rifugio in Italia. Una bellissima intervista a lei, che ho scovato su youtube:
qui invece immagini del funerale di Dylan a Laugharne
Una cosa è scrivere poesie, un’altra è abitare e vivere poeticamente il mondo. Se questa fatica diventa un’attività estrema e autodistruttiva, penso anche a Rimbaud, Hölderlin, a Pavese e a Barker per restare vicini, mi chiedo quale visione si cela o si manifesta, quella di un mondo oggettivo (il grande oggettivo direbbe De Angelis) che forse non coincide con il proprio mondo, e questo è nello stesso tempo fantastico e orribile. Nella bella poesia Drink di Abele i due mondi sono quello alcolico e verbale, e almeno il tentativo di un mondo “normale”, più pratico con bambini e pannolini. Le parole hanno comunque il sopravvento, penso che Caitlin anche dalla Sicilia abbia sempre continuato ad avere la mente orientata verso Laugharne.
Caro Giancarlo, lo credo anche io, e infatti è sepolta accanto a Dylan – “uno croce dell’altra” – nonostante tutti gli anni trascorsi in Italia. In Italia si sposò con il regista catanese Giuseppe Fazio da cui ebbe un figlio, Francesco, che vorrebbe riportare la salma della madre a Catania. Il più piccolo dei figli di Dylan e Caitlin, Colm, è morto a Sulmona nel 2012:
la prima poesia di Abele Longo ben risponde ai versi di Antonio Sagredo denunciando una sintonia di intenti e di sotterfugi che il poeta gallese seppe ben portare a termine fino alla sua morte.
grazie a voi
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Grazie Pietro! Fino alla fine da diventare la sua fine.
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Ciao Abele, ti rubo Drink per il Domenicale del 23 luglio
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Grazie Flavio! A domenica 🙂
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se l’aspirazione massima di Dylan Thomas era quella di distillare dal mosto della vita – quasi per magia – un incanto immaginario (cristallino e immortale), di certo “solchi nella sabbia” è la più Thomassiana delle tue poesie.
: )
che aggiungere al distico in chiusa (perfetto e potentissimo)? beh, che l’immagine della poesia selvatica mi piace molto. e che ladruncoli lo siamo tutti: rubiamo al nulla attimi di vita, o meglio, di pensiero cosciente…
ohi, dimenticavo, mi ha colpito il penultimo verso della prima poesia, dove “intenta” (contenendo “tenta”), restituisce anche l’immagine di Caitlin che tenta di “inventarsi” madre (e cambia un pannolino con incerti risultati).
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malos carissimo, Drink fa parte di una serie di poesie ispirate a Dylan e a Caitlin che compongo l’ultima parte di Scrittura con vista. Contento che tu abbia colto l’immagine di Caitlin che “tenta”, immagino anche l’effetto di sentirgli strotolare i suoi versi passato l’incanto iniziale e con i figli a cui pensare… Caitlin trovò poi rifugio in Italia. Una bellissima intervista a lei, che ho scovato su youtube:
qui invece immagini del funerale di Dylan a Laugharne
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Una cosa è scrivere poesie, un’altra è abitare e vivere poeticamente il mondo. Se questa fatica diventa un’attività estrema e autodistruttiva, penso anche a Rimbaud, Hölderlin, a Pavese e a Barker per restare vicini, mi chiedo quale visione si cela o si manifesta, quella di un mondo oggettivo (il grande oggettivo direbbe De Angelis) che forse non coincide con il proprio mondo, e questo è nello stesso tempo fantastico e orribile. Nella bella poesia Drink di Abele i due mondi sono quello alcolico e verbale, e almeno il tentativo di un mondo “normale”, più pratico con bambini e pannolini. Le parole hanno comunque il sopravvento, penso che Caitlin anche dalla Sicilia abbia sempre continuato ad avere la mente orientata verso Laugharne.
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Caro Giancarlo, lo credo anche io, e infatti è sepolta accanto a Dylan – “uno croce dell’altra” – nonostante tutti gli anni trascorsi in Italia. In Italia si sposò con il regista catanese Giuseppe Fazio da cui ebbe un figlio, Francesco, che vorrebbe riportare la salma della madre a Catania. Il più piccolo dei figli di Dylan e Caitlin, Colm, è morto a Sulmona nel 2012:
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