Il ricordo che ho di te è nel sorriso del garzone intravisto d’un tratto al mattino. È nel gesto dell’automobilista che si accende un’altra sigaretta. Il profilo di un uomo confuso tra la gente mi richiama d’improvviso mentre cerco la città attraverso il finestrino. Ed è nell’andatura di chi ha da poco svegliato il ricordo il passo della presenza. L’indecifrabile apparenza un inconsapevole remigare il quotidiano rappiglia nella distraente attenzione, perfezione dell’immortalità.