Konstantinos Kavafis: Aspettando i barbari

(Dimitrios Loumiotis)

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Aspettando i barbari (Le invasioni barbariche)

Che cosa aspettiamo così riuniti sulla piazza?

Stanno per arrivare i Barbari oggi.

Perché un tale marasma al Senato?

Perché i Senatori restano senza legiferare?

È che i barbari arrivano oggi.

Che leggi voterebbero i Senatori?

Quando verranno, i Barbari faranno la legge.

Perché il nostro Imperatore, levatosi sin dall’aurora,

siede su un baldacchino alle porte della città,

solenne e con la corona in testa?

È che i Barbari arrivano oggi.

L’Imperatore si appresta a ricevere il loro capo.

Egli ha perfino fatto preparare una pergamena

che gli concede appellazioni onorifiche e titoli.

Perché i nostri due consoli e i nostri pretori sfoggiano la loro rossa toga ricamata?

Perché si adornano di braccialetti d’ametista e di anelli scintillanti di brillanti?

Perché portano i loro bastoni preziosi e finemente cesellati?

È che i Barbari arrivano oggi e questi oggetti costosi abbagliano i Barbari.

Perché i nostri abili retori non perorano con la loro consueta eloquenza?

È che i Barbari arrivano oggi. Loro non apprezzano le belle frasi né i lunghi discorsi.

E perché, all’improvviso, questa inquietudine e questo sconvolgimento?

Come sono divenuti gravi i volti!

Perché le strade e le piazze si svuotano così in fretta

e perché rientrano tutti a casa con un’aria così triste?

È che è scesa la notte e i Barbari non arrivano.

E della gente è venuta dalle frontiere dicendo che non ci sono affatto Barbari…

E ora, che sarà di noi senza Barbari?

Loro erano una soluzione.

 

trad. Filippo Maria Pontani


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