Sacri furono i pioppi. Poesie di Maria Grazia Galatà. Disegni di Marco Nereo Rotelli. Effigi Edizioni 2025
Prefazione di Stefano Guglielmin
Sacri furono i pioppi è composto da cinque brevi sezioni (Memoria, Ricordi, Tenua, I silenzi, Domande) per un totale di diciannove poesie, ciascuna messa in rilievo da un disegno di Marco Nereo Rotelli, che ne colora, con il suo stile luminoso, un verso-chiave.Nella prima sezione, la più connotata filosoficamente, l’io lirico assiste con triste meraviglia al “diverso muoversi in crescendo” della temporalità, all’interno di una condizione umana in cui tutto è “notte e ombra”. Leopardianamente, Galatà costruisce un contesto esistenziale in perdere, uno spazio terrestre metafisicamente senza teleologia, nella convinzione che l’essere umano sia al centro “di un nulla infinito, inutilmente popolato / dai fantasmi”, prodotti dall’immaginazione. A differenza tuttavia del Cantico delgallo silvestre, in cui il Leopardi maturo delinea l’appassire di ogni cosa come ineluttabile destino dei viventi, Galatà – forse riprendendo il recanatese giovane, ancora capace di illusioni – ad esso oppone sia la memoria, che fa rivivere scorci salvifici del proprio vissuto, e sia la scrittura, la cui bellezza ha il compito di far sopportare più eroicamente l’infelicità. La bellezza dunque non salva, bensì diventa la confidente di un viaggio comunque destinato alla morte e inevitabilmente doloroso. Memoria indica un’ulteriore via d’uscita alla consapevolezza che il tutto è insensato; la recupera probabilmente dal pensiero stoico, laddove questo insegna la libertà quale accettazione del propriodestino: sentirsi liberi dentro un recinto notturno “di filo spinato”, recita il testo numero cinque.In Ricordi, la riflessione lascia spazio alla primavera degli affetti, all’odoroso maggio (per rimanere nel solco leopardiano), ma il pensiero non scompare, sottolineando la ferita che segna l’esistenza di ciascun mortale, la sua irreparabilità, il suo continuo sanguinare. L’imminente gelo del presente, con cui si chiude la sezione, rimanda alla lirica d’apertura, a “tutto il freddo” delle ossa prodotto dal tempo diveniente, indifferente. A fronte di questa pesantezza tragica, Tenua (neologismo con cui l’autrice indica un tono che si avvicina alla leggerezza delle foglie che cadono o alla neve che si raccoglie), ribadisce il valore salvifico dei ricordi, ma anche del silenzio, come attesta la sezione successiva, “l’arte gioiosa del silenzio”, che si esplica nel sapere ascoltare la natura e il prossimo, nel fare un passo indietro, per godere delle meraviglie del creato. I silenzi riprendono la dimensione degli affetti, ma con una nostalgia più forte rispetto a Ricordi, nella consapevolezza di essere “di spalle / alle finestre cieche”, seppur coccolati “da lunghi attimi di amore grande”. In questa sezione, il dolceamaro dell’età si fa massimamente sentire, in un connubio di saggezza e debolezza che la rende unica e perciò degna di essere vissuta. L’ultima sezione, Domande, apre al tema civile, con misura, senza scadere in proclami o facile cronachismo. Semmai, qui, la poeta pensa la guerra al modo di Omero, come qualcosa da cantare in cui tutto l’essere umano è coinvolto, e anche il Dio: “Sacri furono i pioppi / lungo fiumi e di frammenti / fu memoria la quercia” ci riporta alla dimensione del mito, a come tutto sia polemos eppure degno di pietas, nella ricerca di una fratellanza possibile. Siamo forse nel regno dell’illusione, ma, come detto, Galatà in questo libro ci invita a sperare, a non cedere al cinismo. L’archetipo che, nella sua vastità, forse meglio contrasta con la piccolezza dell’uomo e delle sue certezze, è il mare, che <attraversa queste liriche con il suo carico simbolico, nel quale vita e morte, forza e debolezza, coraggio e viltà sono aspetti della medesima onda, che si allontana ritornando, come recita la dodicesima poesia della silloge.Nel complesso, lo stile ha il suo fulcro ritmico e semantico nella misura del verso, nel quale pensiero e canto si cercano l’un l’altro. A tenerli insieme e, nel contempo, divisi, è il ritmo, ottenuto con gli a-capo e agglutinazioni fonetiche. Talvolta l’ipotassi si mostra, per mettere meglio in forma il pensiero, per dargli struttura complessa. Tra le diverse soluzione retoriche, si rilevano infine l’uso di figure etimologiche (“memorabile memoria”, “illusione illusoria”) e dell’ossimoro (“versi odiosiamati”, onda “odiosamata”), quest’ultimo forse doppio omaggio all’amoredolceamaro di Saffo e alla grecità.
Sacri furono i pioppi. Poesie di Maria Grazia Galatà. Disegni di Marco Nereo Rotelli. Effigi Edizioni 2025
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da MEMORIA
in questo vuoto che ha un campo gravitazionale
[penso
se io fossi il centro di un nulla infinito, inutilmente popolato
dai fantasmi che io suscito?
forse il senso nascosto delle cose
quando s’abita una certa nostalgia
Disegno di Marco Nereo Rotelli
da RICORDI
s’abitava una storia di maggio
a volte sporta col piede in mare piatto
se il giorno fosse terso – pensai
tra virgole punti e virgole
punto
sarebbe ora che il tempo lo inventasse
questo terso
ad alta voce cadenzata tentando variazioni
in versi odiosiamati
*
da TENUA
mi siedo a fianco a una sera
di memoriabile memoria
nella deportazione di lettere
ciò che era nulla s’allontana
da questo futuro che avanza
*
da I SILENZI
mentre l’oceano cancellava impronte
di una improbabile amicizia
nella più buia ombra di fatica
s’andava a ritroso – in annotazioni confuse
le molteplici divisioni del sentirsi
****
poi – lo sgretolarsi dell’aria
nella prima fuga
così innocente e orribile
siamo morti infinite volte
nel noi di noi
[corpo]
nel corpo dei corpi senza corpo
Disegno di Mario Nereo Rotelli
da DOMANDE
che le stelle tutte possano ardere
più forte con il sole splendente
ecco che non c’erano neppure
guerre
poi la devastazione avanzava lava
su tutto e le città
pure la guerra
in tutte le isole
sicché di sacri furono i pioppi
lungo fiumi e di frammenti
fu memoria la quercia
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Maria Grazia Galatà, nata a Palermo, da molti anni vive ed opera a Mestre Venezia. Poeta, fotografa e artista visuale, si occupa di critica letteraria e collabora con: “Il cucchiaio nell’orecchio”, “Mentinfuga”, “Limina Mundi”, “Zeta Rivista internazionale di poesia e ricerche” – “Il Segnale: percorsi di ricerca letteraria”. Presente in numerosi siti web e cataloghi d’arte internazionali; fotografa da diversi anni sempre nella ricerca; 2002 partecipazione ad “underwood”, ad Ascona insieme ad altri nomi illustri della poesia contemporanea: Mario Luzi, Fernanda Pivano, Edoardo Sanguineti; 2003 ha editato il libro “Congiunzioni”, con fotografie di Costantino Spatafora, presentato da Francesca Brandes al “Bistrot de Venice” in Venezia; lo stesso libro è stato presentato in videoproiezione nel 2004 da Marco Nereo Rotelli all’Accademia di Belle Arti “Santa Giulia” di Brescia: Liliana Ugolioni e il Prof. Brunelli all’antico caffè “Giubbe Rosse” di Firenze: Gio Ferri alla galleria “DARS” di Milano; 2005 all’Istituto Romeno di Cultura di Venezia, propone una raccolta di tredici poesie “La struttura dell’ansia” accompagnata da due strumentisti, Luca Callice e Marco Agostini rispettivamente al Bendhir al Didyeridoo, con l’intento di avvicinare i giovani alla poesia; 2005 ha preso parte, in occasione della 51° Biennale di Venezia, all’evento “La notte dei Poeti” di Marco Nereo Rotelli con Ana Blandiana ed altri poeti di fama internazionale; 2005 partecipa con un’opera in collaborazione con Costantino Spatafora all’evento “Padiglione Italia” 13×17 curata da Philippe Daverio ed edito alla fine del 2007 da Rizzoli; 2006 è stata segnalata, tra le opere edite, al “Premio di Poesia Lorenzo Montano”; 2007 a giugno reading presso la fondazione Querini Stampalia di Venezia presentata da Marco Nereo Rotelli e con l’intervento di Achille Bonito Oliva; 2009 53° Biennale di Venezia, “Notte di Luce” di Marco Nereo Rotelli; 2010 con un’opera fotografico-poetica in “The last book” installazione di Luis. Camnitzer alla biblioteca di Zurigo, Svizzera; 2010 -Edita “L’altro”, poesie e fotografie con prefazione di Gio Ferri e videoproiezione; 2012 edita “Contrasti” scritture e fotografie con prefazione di Gio Ferri; Biobibliografia completa nel suo sito qui …