
la fila è discontinua
però ordinata
Agaz è felice e qualcuno lo
spinge quasi lo accompagna
dentro la classe e il tetto
è azzurro come lui
viene appoggiato sul piano
del banco distrutto a terra
Agaz è un bulbo d’occhio
azzurro pieno di entusiasmo
dietro di lui una bocca
di bimba che rideva gli soffia
via i pulviscoli
poi c’è pezzo di cuore
che dicono non ha mai smesso di battere
e mano che accarezza senza fine
anche braccio stretto al collo
di giugulare sono inseparabili
infine femore
l’osso più lungo negli ultimi posti
segna il ritmo in levare.
Senza fiato, immensa. Grazie, Maurizio.
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