Manuela Amaral tradotta da Emilio Capaccio

Manuela Amaral

Non dico da dove vengo
o chi sono
Ogni uccello che è volato
non ha spiegato la sua origine.

 M.A.

Manuela Amaral (Lisbona, 7 giugno 1934 – Lisbona, 3 aprile 1995) è considerata una delle poetesse portoghesi più rappresentative degli ultimi decenni del XX° secolo per la capacità della sua opera di fondere insieme elementi di rivolta a tutte le regole sociali, ardore esistenziale e amore saffico.
Inizia molto presto a scrivere e pubblicare poesie.
Tra il 1963 e il 1967 frequenta la facoltà di Filosofia presso l’università di Lisbona.
Nel giugno del 1967, abbandona il Portogallo per trasferirsi a Parigi e studiare giornalismo.
Qui risiede per qualche anno e partecipa attivamente alle insurrezioni studentesche del Maggio ‘68.
Per sopravvivere si trova varie occupazioni temporanee: barista, interprete di portoghese, corrispondente di giornali portoghesi.
Prima di fare ritorno in Portogallo, da Parigi viaggia in moto per il centro Europa, giungendo fino a Napoli.
Nel 1971, tornata a Lisbona, trova impiego come interprete di francese e qualche anno più tardi si iscrive alla facoltà di Diritto, conseguendo la laurea nel 1978.
Ha composto numerose raccolte di poesie, tra le quali ricordiamo: Madrugadas (1957), Fé Pagã (1961), Hino Proibido (1967), Esta Coisa Quase Vida (1993).
Postume, invece, sono state pubblicate le raccolte: A Elegia do Corpo (1995), Em Nome do Nada (1996) e Amor No Feminino (1997), considerata la sua opera più matura e trasgressiva.
Muore la notte del 3 aprile del 1995 a causa di un cancro al seno per il quale era stata operata senza successo 3 anni prima.(Articolo e traduzione di Emilio Capaccio)

 

PREFAZIONE

Tu non sai chi sono.

E la vita è troppo breve
per dirtelo al ritorno.

Sono il principio di niente,
sono la fine dell’inizio.

*

PREFÁCIO

Tu não sabes quem eu sou.

E a vida é muito breve
para te contar de regresso.

Sou o princípio do nada
e sou o fim do começo.

*

NEL GIORNO DI DOMANI

Nel giorno di domani sarò sveglia ad aspettarmi

Non voglio che nessuno mi svegli
che non sia io

Mi riceverò degnamente con tutti gli onori di un ospite illustre

Farò un bagno o una doccia (non so bene)
e indosserò quel vestito color lutto eroticamente triste

A tavola mi siederò alla mia destra (in segno di rispetto ed educazione) Parlerò da sola di cose che non esistono Avrò un sorriso sociale Parlerò del tempo del teatro del balletto della moda di Parigi o dell’ultimo modello di Toyota Sarò cretina e idiota ma riceverò degnamente il mio ospite — ME

Nel giorno di domani sarò sveglia ad aspettarmi

e

Non voglio che nessuno mi svegli
che non sia io

*

NO DIA DE AMANHÃ

No dia de amanhã eu estarei acordada à minha espera

Não quero que mais ninguém me acorde
senão eu

Vou receber-me condignamente com todas as honras de um hóspede ilustre

Tomo um banho ou tomo um duche (não sei bem)
e ponho aquele vestido cor de luto eroticamente triste
À mesa ficarei sentada à minha direita (em sinal de respeito e educação) Vou falar sozinha de coisas que não existem Vou ter um sorriso social Hei-de falar do tempo do teatro do ballet da moda de Paris
ou do último modelo do Toyota Vou ser cretina e idiota mas vou receber condignamente o meu hóspede ilustre — EU

No dia de amanhã eu estarei acordada à minha espera

e

Não quero que mais ninguém me acorde
senão eu

*

SE TU VENISSI ADESSO

Se tu venissi adesso,

se entrassi da quella porta
e ti vedessi sedere
proprio davanti a me,
su questa seggiola vuota,
occupata di silenzio,

e mi dicessi buongiorno
buonasera
o buonanotte
(qualsiasi cosa volta
ad annunciare il ritorno)

e mi sorridessi poi
in un patto di tenerezza,

se il gesto della tua mano
cadesse sulla mia spalla
ad attenuare la distanza
tra me e la tua assenza,

se mi facessi capire
che lo sbaglio della nostra vita
non è stato consumato
e che niente volge alla fine
senza poter essere superato
dal volere della decisione,

se tutto ciò mi accadesse,

se per miracolo
o follia
io afferrassi la lontananza
e tu ti facessi più vicino,

di sicuro morirei
o rinascerei con te
in questo preciso momento.

*

SE TU VIESSES AGORA
Se tu viesses agora,

se entrasses àquela porta
e te viesses sentar
mesmo defronte de mim
nesta cadeira vazia
ocupada de silêncio,
e me dissesses bom dia
boa tarde
ou boa noite
(qualquer coisa aconchegada
a anunciar o regresso),

e me sorrisses depois
num compromisso ternura,

se o gesto da tua mão
recaísse no meu ombro
a atenuar a distância
entre mim e a tua ausência,

se me desses a entender
que o erro das nossas vidas
não foi acto consumado
e que nada chega ao fim
sem que seja ultrapassado
pelo querer da decisão,

se tudo isto acontecesse,

se por milagre
ou loucura
eu agarrasse a lonjuga
e te fizesse mais perto,

com certeza que morria
ou renascia contigo
nesse preciso momento.

*

SFIDA ALLA MEDIOCRITÀ

Chiamami
troia
pazza
o depravata

La vita
non è niente

E ho bisogno
di essere tutto
in un istante

*

DESAFIO À MEDIOCRIDADE

Chamem-me
devassa
louca
ou depravada

A vida
não é nada

É preciso
ser tudo
num instante

*

NEL CONIUGARE L’AMORE

Nel coniugare l’amore
scopriamo cose
che nessuno più conosce

cose diverse dal sapere comune.

La trasfusione che esiste nel bacio
quando la tenerezza è liquida
e la trasparenza
opaca
di sudore
dopo aver fatto l’amore

e il modo che abbiamo
di innamorare il corpo

e l’esagerazione in ciò che si dice
nelle promesse ripetute

scopriamo cose
che nessuno più conosce
che apprendiamo l’una accanto all’altra

*

NO CONJUGAR AMOR

No conjugar amor
descobrimos coisas
que ninguém mais sabe

coisas diversas do saber comum.

A transfusão que existe no beijar
quando a ternura é líquida
e a transparência
opaca

do suor
quando o amor é feito

e o jeito que nos fica
de namorar o corpo

e o exagero em tudo que se diz
nas juras repetidas

Descobrimos coisas
que ninguém mais sabe
e que aprendemos juntas.

*

FATALISMO

Amo quello che in te c’è di tragico. Di male.
Di sublime. Amo il crimine nascosto nel tuo portamento.
Il tuo modo di guardare. Il tuo riso finto
e cristallino.

Amo il veleno dei tuoi baci. Il tuo respiro pagano.
La tua mano insicura
nella menzogna dei tuoi gesti.
Adoro il tuo corpo di mela matura.

Amo il silenzio perpendicolare del tuo contatto
La furia incontrollabile della marea
nelle onde vaginali del tuo orgasmo.

E questa tua assenza
Questo non essere ciò che sei.

*

FATALISMO

Amo o que em ti há de trágico. De mau.
De sublime. Amo o crime escondido no teu andar.
A tua forma de olhar. O teu riso fingido
e cristalino.

Amo o veneno dos teus beijos. O teu hálito pagão.
A tua mão insegura
na mentira dos teus gestos.
Amo o teu corpo de maçã madura.

Amo o silêncio perpendicular do teu contacto
A furia incontrolavel da maré
nas ondas vaginais do teu orgasmo.

E esta tua ausência
Este não-ser quem é.

*

ATTO DI FEDE

Non mi pento degli amori che ho avuto
dei corpi di donna in cui sono passata
a tutti sono stata fedele
a tutti ho dato amore

Non mi pento dei giorni e delle notti
in cui il mio corpo eroe ha vinto battaglie
A un palmo dall’ombelico sono stata la prima
la divina
la dea

la vera donna — senza rivali.

Ho amato così tante donne che neppure so i loro nomi
Mi ricordo solo
di abbracci
di cosce
di baci
e orgasmi

E nell’amore che ho dato
e nell’Amore che ho avuto
sono stata tutta donna — sono stata verticale

Sono stata una donna nel timore
sono stata una donna nello spasmo
sono stata il canto proibito e solitario

Ho solamente una direzione: Amor-Donna.

*

AUTO DE FÉ

Não me arrependo dos amores que tive
dos corpos de mulher por quem passei
a todos fui fiel
a todos eu amei

Não me arrependo dos dias e das noites
em que o meu corpo herói ganhou batalhas
A um palmo do umbigo eu fui primeira
a divina
a deusa

a verdadeira mulher — sem rival.

Amei tantas mulheres de que nem sei o nome
eu só me lembro apenas
de abraços
de pernas
de beijos
e orgasmos

E no amor que dei
e no Amor que tive
eu fui toda mulher — fui vertical

Eu fui mulher em espanto
fui mulher em espasmo
fui o canto proibido e solitário

Só tenho um itinerário: Amor-Mulher.

*

ESSERE TUTTO NON BASTA

Non sono uomo
né donna
né lesbica
o pederasta

Sono tutto

Ma essere tutto
non mi basta

*

SER TUDO NÃO BASTA

Não sou homem
nem mulher
nem lésbica
ou pederasta

Sou tudo

Mas ser tudo
não me basta

*

NEL MIO VENTRE DI DONNA È CRESCIUTO IL TUO FETO

Nel mio ventre di donna è cresciuto il tuo feto
ed è stata la mia bocca a darti parole
e silenzi perché tu gridassi
Dalle mie braccia ho moltiplicato le tue braccia
e ti ha dato distanze perché tu volassi
Ti ho dato tempi di nulla

misurati da coraggio

E sei stata. E sei.

*

NO MEU VENTRE DE MULHER CRESCEU TEU FETO

No meu ventre de mulher cresceu teu feto
e foi a minha boca que te deu palavras
e silêncios para tu gritares
Dos meus braços multipliquei teus braços
e dei distâncias para tu voares
Dei-te tempos-de-nada
medidos de coragem
E foste. E és.

*

INGRANAGGIO

Sono entrato nell’ingranaggio.

Sono il pezzo numero tal dei tali
di tutto il meccanismo sociale
che condanno
critico
(e partecipo)

E questo resto di grido
di un poeta mutilato.

*

ENGRENAGEM

Entrei na engrenagem.

Sou a peça número tal
de todo o mecanismo social
que condeno
critico
(e participo)

E este resto de grito
dum poeta mutilado.

 


3 risposte a "Manuela Amaral tradotta da Emilio Capaccio"

  1. Una buona poesia che sembra convergere verso un punto di accumulazione temporale dove « il principio del niente » si confonde con « la fine dell’inizio », dove in un istante si muore e si rinasce, perché l’istante contiene il tutto. Anche il poeta ha le caratteristiche indefinite di questo punto, rivive la scoperta rimbaldiana del « je suis un autre » in « questo non essere ciò che sei » e nel ricevere « degnamente » sé stessi come proprio ospite.

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  2. davvero notevole.
    nello specifico, lasciano un segno (tipo di morso tra collo e spalla) – le liriche più scarne e astratte, cosa che è invero un po’ paradossale nonché – proprio per questo – fisicamente eccezionale.
    tra le righe prende corpo una teoria poetica più “contrapposta” che oh-stentata-mente trasgressiva, nel senso che la scelta di parole scardina il pensiero proprio giustapponendo opposti, col gusto dell’amaro paradosso. niente/tutto, nessuno/tutti, partenze/ritorni, inizi/fini, secondi/giorni, adesso/domani, pieno/vuoto, presenza/assenza, distanza-lontananza/vicinanza, morire/rinascere, essere/non essere, silenzi/grida, esistente/inesistente e così via. o meglio, e così vita.
    ecco, come se dar vita alle parole, coniugare un verbo, tipo “amore”, fosse di per sé l’unico disperato tentativo possibile di “attenuare la distanza” fisica e mentale tra noi scimmie nude.
    : )
    grazie di cuore dunque sia a Manuela Amaral che ad Emilio Capaccio.

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  3. Potenti come sanno essere le poesie sincere e nel connubio filosofico-carnale mi ha ricordato la profonda crudezza di Bukowski. Se poi consideriamo, come da biografia si deduce, che non ha vissuto grazie alla poesia, spicca ancor di più la sua autentica passione.

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