Pandemia da COVID-19: cosa dobbiamo sapere.

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Gentili Poeti e scrittori tutti, anche WHO si è accorta che è in corso una pandemia. E voi?

Il patogeno, un nuovo coronavirus battezzato COVID-19 sta facendo il giro del mondo.

Come l’Italia (e più dell’Italia) anche Francia, Spagna, UK e Germania hanno “missed containment window, unprepared for virus crisis“, al punto che gli esperti della Public Health of England temono che almeno l’80% della popolazione britannica verrà contagiata da Covid-19 entro la primavera 2021 con quasi 10 milioni di ricoveri e centinaia di migliaia di morti.

Com’è evidente, COVID-19 non causa “una banale influenza stagionale”.

Vediamo le principali differenze:

1) COVID-19 è almeno il doppio più contagioso dell’influenza, ovvero è impossibile fermarne la pandemia (proprio come non possiamo fermare, anno dopo anno, la nuova epidemia influenzale), al massimo potremo forse “contenerla” in attesa di un vaccino (che però, salvo miracoli, non sarà pronto prima della fine dell’anno). In Corea del Sud l’epidemia è stata efficacemente contenuta. In Europa e nel resto del mondo, invece, abbiamo fatto (e stiamo facendo) scelte di politica sanitaria molto diverse.

2) COVID-19 ha una mortalità recentemente rivista al rialzo da WHO e stimata attorno al 3,4%. Tanto per capirci, la mortalità dell’influenza stagionale è attorno allo 0,05% (almeno 60-70 volte inferiore). In Italia, la mortalità in atto al 15/03/2020 è già al 7,2% senza contare i tanti pazienti ricoverati in terapia intensiva (circa il 7% del totale), gravati come sappiamo dagli studi pubblicati finora da una mortalità compresa tra il 50% (Wang et al. J Med Virol. 2020 Mar 5) e il 62% (Huang et al. Lancet Jan 24, 2020) . Baud et al. su Lancet “re-estimated mortality rates by dividing the number of deaths on a given day by the number of patients with confirmed COVID-19 infection 14 days before. On this basis, using WHO data on the cumulative number of deaths to March 1, 2020, mortality rates would be 5,6% (95% CI 5·4–5·8) for China and 15,2% (12·5–17·9) outside of China.” Tali dati sono probabilmente falsati da un numero significativo di pazienti asintomatici o paucisintomatici che sfuggono alla diagnosi (potrebbero essere anche un 30% del totale).  Inoltre, com’è logico, i tassi di mortalità possono differire in modo significativo da una popolazione all’altra quando sono presenti grandi differenze in termini di età media tra gli abitanti di stati diversi (la mortalità è bassissima, inferiore allo 0,1% prima dei 40 anni ed altissima, superiore al 20% dopo i 70 anni). Per la popolazione italiana, mi aspetto una mortalità finale non inferiore all’8-9% (che, guarda caso, è la stessa del virus “fratello” della SARS).

3) La trasmissione di COVID-19, a differenza dell’influenza, avviene anche (soprattutto?) mediante oggetti contaminati dalla saliva di un soggetto contagiato (chi ha tossito su una mano, “spalma” il virus in giro), poiché il virus resiste anche 5 giorni su superfici inerti quali vetro, metallo, plastica, quindi su maniglie, braccioli di sedie, tavoli, interruttori, bottoni di ascensore, campanelli etc… (Cheng et al. Infect Control Hosp Epidemiol. 2020 Mar 5:1-24). Inoltre durante l’incubazione, anche i contagiati asintomatici possono essere contagiosi, specie nei 3-5 giorni prima della comparsa dei sintomi: l’incubazione media è 4-6 giorni, ma può variare da 1-2 giorni (se il paziente è stato contagiato da un’alta carica virale) a 12-14 giorni.

4) Una percentuale molto significativa di pazienti richiede il ricovero (circa un 40% sul totale dei contagiati, per quanto visto in Italia finora). Una percentuale meno significativa, ma capace di mettere in ginocchio qualunque sistema sanitario, richiede un lungo (più settimane) ricovero in terapia intensiva (circa un 7% sul totale dei contagiati). Se teniamo conto che la disponibilità di letti in terapia intensiva è di circa 8 per centomila abitanti in Italia (e che tale percentuale non differisce di molto in giro per l’Europa), possiamo subito capire come tale “collo di bottiglia” possa far salire enormemente la mortalità finale se la capacità di accoglienza del sistema sanitario viene superata. Si veda in proposito il grafico seguente.

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5) A differenza del virus influenzale, per il quale gran parte della popolazione ha già una qualche protezione immunologica (“ha fatto gli anticorpi” negli anni precedenti), NESSUN essere umano sulla faccia della terra possiede una precedente protezione immunologica per COVID-19. Tradotto in soldoni: qualunque persona entri in contatto con il virus, automaticamente si contagia.

6) La patologia causata da COVID-19 si snoda su tempi particolarmente lunghi: da 1 a 14 giorni di incubazione (media 4-6 giorni), cui segue una fase di sintomi lievi/moderati simil-influenzali che dura in media 7 giorni. Tale fase è in genere (ma non sempre) seguita da un miglioramento graduale nella popolazione più giovane. Per contro nella popolazione più anziana spesso (ma non sempre) si assiste a un rapido peggioramento del quadro clinico con dispnea per l’insorgere della polmonite virale.  I pazienti affetti da polmonite virale richiedono il ricovero in ambiente ospedaliero nell’arco di 24 ore. Il successivo passaggio in terapia intensiva, quando necessario, avviene entro 2 giorni a causa dell’insufficienza respiratoria acuta (ARDS, acronimo dell’inglese Acute Respiratory Distress Syndrome). Il paziente può restare ricoverato in terapia intensiva anche per più settimane (si veda il caso del paziente 1 in Italia, di 38 anni).

Ho poco da aggiungere. Anzi no, questa nota è importante: mettere in quarantena a casa un contagiato asintomatico o pre-sintomatico implica il contagio di tutto il nucleo familiare entro 1-2 giorni (Qiu et al. Zhonghua Liu Xing Bing Xue Za Zhi. 2020 Mar 5;41(4):506-509).

In Veneto ed Emilia-Romagna la situazione è complessa. In Lombardia è drammatica. Mi scuso fin da ora se in queste ultime settimane sono stato assente (per ovvi motivi) e se non potrò rispondere subito ad eventuali domande. Se non sarò ricoverato anch’io vi risponderò nel prossimo week-end (in Italia, oltre al personale ospedaliero contagiato, abbiamo già oltre 150 medici di medicina generale in isolamento o ricoverati).

Allego un documento che ho inviato di recente alla nostra direzione sanitaria. Meriterebbe un’attenta lettura, specie in UK, che insieme alla Spagna, sarà il prossimo paese a “schiantarsi” (mentre, nel frattempo, l’economia mondiale sta andando a picco lasciando prevedere un periodo di grande recessione globale in perfetto stile 1929).

Come si combatte un’epidemia (Italia e Corea del Sud)

 

 


13 risposte a "Pandemia da COVID-19: cosa dobbiamo sapere."

    1. prego. sono ancora sano (e cerco di restarlo usando disciplinatamente guanti e mascherina)
      : )
      e a proposito, non è che in Gran Bretagna vi siete tutti rincoglioniti? ho visto un documento del governo britannico con tanto di grafico che prevede di mettere e togliere la quarantena in continuazione (vorrebbero mettere la quarantena appena il numero di malati gravi raggiungerà la soglia di massima capacità delle terapie intensive inglesi e poi qualche settimana dopo toglierlo – si attendono un pronto calo dei contagi – per poi rimetterlo di nuovo ripetendo il ciclo una decina di volte fino alla primavera 2021, il tutto per non danneggiare troppo l’economia… giocano come i bambini… sono fuori di testa).
      e se hai un po’ di tempo, guardati anche il video di questo articolo
      https://www.zerohedge.com/health/italian-doctor-implores-rest-world-lock-your-nations-dow-now-or-face

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      1. e infatti questi non sono mai stati sani in primo luogo, giocano sulla pelle della gente. E precauzioni neanche a parlarne, guardano chi porta la mascherina come a un alieno. un abbraccio

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  1. Ciao malos le tue parole sono come sempre lucide e necessarie. Nella miriade di informazioni che circolano credo che farsi un’idea veritiera della situazione non sia facile. Per esempio io ignoravo la sopravvivenza del virus fino a 5 giorni sugli oggetti. Un infettivologo recentemente in tv aveva detto che l’ambiente non andava considerato veicolo di infezione, a quanto pare non è proprio così. Da domani andrò al lavoro con un’attenzione diversa.Inoltre dal tuo messaggio deduco che la situazione è più grave di come la dipingono nonostante gli appelli e le regole. La pandemia non si può fermare scrivi, e anche questo nessuno lo ha mai detto chiaramente. Un’altra cosa che mi ha colpito è il rischio che evidenzi sull’aumento della mortalità a causa dell’impossibilità di fornire la terapia intensiva.Sarà una dura lotta, e davvero è bene essere consapevoli di come stanno le cose. Ti chiedo solo una cosa, per quanto riguarda la creazione di farmaci efficaci e mirati pensi che potranno arrivare prima del vaccino? Ovviamente avrei altre domande, tipo nessuno dice come può essere nato questo virus, ma sono curiosità da profano che possono anche attendere.

    Grazie un caro saluto e un abbraccio perché sicuramente come molti altri medici sei in prima linea e non è la stessa cosa che stare a casa o fare un lavoro più defilato dai rischi, come me e tanti altri.

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    1. – scrivi: “Un infettivologo recentemente in tv aveva detto che l’ambiente non andava considerato veicolo di infezione”
      COVID-19 resiste nell’ambiente, *minimo* 3 giorni (van Doremalen et al. N Engl J Med – 2020 Mar 17), e preciso minimo perché le condizioni sperimentali in tale studio – umidità relativa 40% (!!!! eh, quando mai si è vista in pianura padana??) e temperatura 21-23 °C – NON sono quelle “ideali” per i coronavirus che hanno dimostrato maggiore persistenza ad umidità ambiente 70-80% e a temperature più basse (sebbene resistano fino a 30° C). una metanalisi di 22 studi (Kampf et al. J Hosp Infect 104 (3), 246-251 Mar 2020) sottolinea che i coronavirus umani come SARS, MERS , HCoV 229E e COVID-19 possono persistere su superfici inanimate quali metallo, vetro, o plastica fino a 5 giorni (meno su carta e cartone: poco più di un giorno) e in casi particolari anche qualche giorno in più.
      – scrivi: ” deduco che la situazione è più grave di come la dipingono”
      molto ma molto ma molto ma molto ma molto ma molto (ho reso l’idea?) più grave. tu non hai idea di cosa sta accadendo in Lombardia. Bergamo è la nostra Wuhan: gli inceneritori non bastano per bruciare i morti (colonne di camion dell’esercito portano altrove i corpi), il sindaco denuncia che i dati ufficiali sono largamente sottostimati in quanto molte persone muoiono a casa senza riuscire ad essere presi in carico dal SSN, lo spazio dedicato ai necrologi sull’Eco di Bergamo è arrivato a 10 pagine.
      – scrivi: “La pandemia non si può fermare scrivi”
      *forse* ci sarà una finestra di rallentamento coi mesi più caldi (accadrà solo se prosegue la quarantena e se l’R0 del virus in condizioni di caldo + quarantena scenderà sotto1), ma, guardando il comportamento della Spagnola nel 18/19, è altamente probabile che l’epidemia nel complesso continui e/o riprenda arrivando ad un secondo picco ancora più alto tra autunno e inverno 20/21 e solo alla fine della primavera 2021 tenderà a spegnersi (a meno che non si riesca a vaccinare prima e su larga scala la popolazione).
      – scrivi: “per quanto riguarda la creazione di farmaci efficaci e mirati pensi che potranno arrivare prima del vaccino?”
      farmaci “storici” che ha mostrato una qualche efficacia ci sono (clorochina e idrossiclorochina, ad esempio), mentre Kaletra (lopinavir/ritonavir) ha “floppato” nel primo studio serio di confronto (Cao et al. NEJM, 2020 Mar 18). poi ci sono una serie di farmaci monoclonali molto costosi (tipo Tocilizumab) molto costosi (quindi spinti dalle case farmaceutiche) che *sembrano* utili (come sembrava essere Kaletra) e che non hanno ancora superato studi seri di confronto. il problema principale è che i famaci (tutti) andrebbero somministrati nelle fasi iniziali della malattia (prima di un esteso coinvolgimento polmonare, altrimenti chiudiamo la stalla dopo che i buoi sono scappati) e ciò può essere fatto sono con diagnosi precoce (centinaia di migliaia di tamponi nasofaringei per tutti i sospetti anche asintomatici-paucisintomatici) cosa che i SSN europei hanno scelto di non fare. più che in farmaci mirati, spero in un vaccino da somministrare su larga scala ad ultrasessantenni e pazienti fragili con patologie tipo diabetici/cardiopatici/BPCO (vaccino che, ahinoi, è molto improbabile che possa essere disponibile per una somministrazione su vasta scala prima della fine dell’anno)
      – scrivi: “nessuno dice come può essere nato questo virus”
      non lo sapremo mai con certezza e la cosa non mi appassiona più di tanto (il virus è qui, da dove venga non cambia di una virgola la pandemia). comunque a me personalmente il pangolino (fosse anche solo per il nome) fa sorridere e il dato di fatto che a pochi chilometri dal mercato del pesce di Wuhan c’è un laboratorio P4 noto per giocare coi coronavirus e che nel genoma di COVID hanno trovato improbabili inserzioni HIV che contribuiscono a renderlo circa 1000 volte più contagioso dalla SARS potrebbe anche non essere un caso. se vuoi leggi qui https://www.zerohedge.com/geopolitical/visualizing-secret-history-coronavirus-bioweapon

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  2. Ti ringrazio Malos per le informazioni dalla trincea, io seguo giornalmente i dati dlla John Hopkins e quelli della wwww.worldometers.info,
    Mi sembra che i dati relativi a mezzo mondo, per i paesi con enormi sacche di povertà e di promiscuità, come l’India, il Brasile e tutta L’Africa sono rilevati un numero irrisorio di malati (oggi 321 in Brasile e 142 in India), In Africa certi stati in questo momento sono alle prese con l’epidemia di Ebole, forse non ci pensano nemmeno al covid19, questo vuo dire una quantità enorme di persone abbandonate a loro stesse, ma anche gli stati uniti che hanno smantellato quel poco che avevano di servizio sanitario.

    Sono tante le domande che frullano in testa, Il virus per un buona maggioranza delle persone colpite ha delle conseguenze limitate, come un’influenza, ma questo cosa significa, il virus ha una struttura debole nella maggior parte dei casi, e ci sono virus con struttura più virulenta?, oppure il virus è sempre uguale e la gravità dipende dalla situazione del paziente ? in questo caso, cosa, in termini scientifici rende il soggetto più attaccabile, a parte l’età, ma c’è una minoranza di giovani che viene aggredita come se fossero « anziani », allora mi chiedo, che cos’hanno di diverso questi giovani ? Anche le donne hanno una mortalità inferiore, è una questione ormonale o altro ? Poi mi chiedo se questo rimarrà presentandosi ogni anno come l’influenza. Ci sono persone ricadute dopo essere guarite, questo può significare che anche un vaccino potrebbe non funzionare ?

    Anche per quanto riguarda gli aspetti organizzativi, ho scoperto che c’è solo un’azienda che fa i ventilatori in Italia, hanno intervistati il titolare in televisione, possono fare 150 respiratori al mese, e poi non ci sono fabbriche che producono presidi sanitari come le mascherine. Questo mi ha lasciato di stucco. Classico problema della globalizzazione, svincolare il territorio dalla produzione.

    Ultima cosa riguarda l’efficacia del protocollo, non è che si aspetto troppo a fare i tamponi, quando si è già magari in polmonite, e si entra nell’assistenza sanitaria troppo tardi, quindi con più probabilità di morire. Un caro saluto.

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    1. – scrivi: “Mi sembra che i dati relativi (…) per i paesi con enormi sacche di povertà e di promiscuità, come l’India, il Brasile e tutta L’Africa (…) una quantità enorme di persone abbandonate a loro stesse”
      beh, in primis tieni conto che non sono tanti i paesi al mondo pieni di settantenni e ottantenni come l’Italia (l’Africa sicuramente non lo è) e che se l’Europa è giunta impreparata alla pandemia, l’India, il Brasile e tutta l’Africa lo saranno ancora di più: non fanno tamponi, non fanno diagnosi e l’entità dell’epidemia è ampiamente mascherata (i nodi verranno al pettine tra un mese). tieni conto che anche nella democratica et trasparentissima Europa il solito stato “canaglia” (senza fare nomi, la Germania), è la culla del paziente zero e falsa i dati (non registrano i morti “con” COVID-19 né i pazienti “con” COVID-19 in terapia intensiva perché basta che abbiano una sola altra patologia in atto e derubricano COVID-19 a mera “coincidenza” occultando i casi). e i risultati iniziano a vedersi: alla fine emerge il “sommerso”, tipo ieri, con oltre 4000 nuovi contagi in Germania in un solo giorno.
      – scrivi: “oppure il virus è sempre uguale e la gravità dipende dalla situazione del paziente?”
      esattamente: è così per la maggior parte delle patologie virali, comprese quelle “banali” tipo, chessò, la mononucleosi, che i pazienti pediatrici spesso superano come pauci/asintomatica mentre “stende” gli adulti per due settimane con febbrone, danno epatico eccetera. anche nell’influenza, la polmonite virale è un evento casuale (oltre che molto più raro rispetto a COVID-19) e dipende da come il sistema immunitario interagisce col virus: se risponde *troppo* si genera il cosidetto “cytochine storm”, ovvero un rilascio massiccio di mediatori dell’infiammazione, che invece di aiutare la guarigione danneggia i tessuti.
      – scrivi: “c’è una minoranza di giovani che viene aggredita come se fossero « anziani »”
      vedi sopra. gli anziani sono più vulnerabili perché nei casi sintomatici, la patologia causata da COVID-19 è molto grave (polmonite virale, multi-organ failure, settimane di terapia intensiva), ergo, quasi nessun anziano può sopravvivere, specie se la ventilazione meccanica (di cui c’è disponibilità limitata) viene riservata ai pazienti giovani (hai presente il paziente 1 di Codogno, atletico, trentottenne e in perfetta salute? per *sopravvivere* è stato 2 settimane in terapia intensiva in ventilazione meccanica…)
      – scrivi: “Anche le donne hanno una mortalità inferiore”
      hanno un po’ meno recettori ACE2 a cui si lega COVID-19, ma nessuno studio serio ha finora evidenziato differenze di mortalità tra i due sessi. non hai letto della cassiera di un Simply di Brescia (mi pare), di 48 anni deceduta ieri?
      – scrivi: “Poi mi chiedo se questo rimarrà presentandosi ogni anno come l’influenza. Ci sono persone ricadute dopo essere guarite”
      no, le ricadute sono spiegabili con il fatto che quando il tampone torna negativo, il virus è ancora presente nel corpo per un bel po’ di giorni. Ling et al. su Chin Med J (2020 Feb 28), hanno dimostrato che, specie se sono stati usati cortisonici in terapia, COVID-19 può persistere nelle feci dei pazienti, dichiarati “guariti” col tampone nasofaringeo, in media per altri 5 giorni e talvolta fino a 10 giorni. quindi si tratta di persone dimesse prima che fossero completamente guarite che ricadono per sospensione troppo precoce delle terapie. è possibile (ma siamo nell’ambito delle congetture) che il virus, se si innescheranno mutazioni annuali come quelle influenzali, torni con cicliche epidemie ed è parimenti possibile (ma siamo sempre nell’ambito delle congetture) che il vaccino possa non funzionare per niente o possa non funzionare per sempre (cioè “una volta per tutte”, come il vaccino per pneumococco che somministriamo agli ultra 65enni). per il momento, mi preoccupano molto di più le concrete e chiare difficoltà attuali in Italia e nel mondo.
      – scrivi: “Anche per quanto riguarda gli aspetti organizzativi (…), non ci sono fabbriche (in Italia) che producono presidi sanitari come le mascherine. Classico problema della globalizzazione”
      verissimo. anche la ditta di Brescia che ha venduto “tamponi” agli USA in realtà ha venduto solo il dispositivo per raccogliere il campione (provetta con lungo cotton fioc), ma poi a valle serve un (banale) laboratorio di livello II con rt-PCR che, ad esempio, nella nostra ASL non abbiamo. altrettanto vero è che i letti di terapia intensiva (circa 8/100000 ab) dieci anni fa erano circa il 35% in più. altrettanto vero è che la produzione di mascherine P3 in Italia è carente (come pure per altri settori critici dell’economia per mancanza di strutture di produzione nel territorio). il che ci riporta all’economia “di stato” che aveva fatto la potenza economica dell’Italia negli anni 60-70 e che è poi stata smembrata/privatizzata e regalata a gruppi finanziari spesso esteri (vedasi l’IRI). la Germania, che blocca le mascherine italiane provenienti dalla Cina è un bellissimo esempio di globalizzazione ai tempi del liberismo finanziario post-capitalista: mi faccio i cazzi miei quando mi fa comodo mentre impongo a tutti gli altri (“per il loro bene”) regole che li danneggiano. altrettanto vero è che, se le nostre stelle polari sono il pareggio di bilancio e la deflazione salariale, non c’è più spazio per nessun diritto fondamentale previsto dalla costituzione, che esso sia il diritto al lavoro o alla salute. se hai un attimo, leggi l’articolo tradotto dal NEJM che posterò nel weekend, rende bene l’idea del punto cui siamo arrivati
      – scrivi: “non è che si aspetto troppo a fare i tamponi, quando si è già magari in polmonite, e si entra nell’assistenza sanitaria troppo tardi, quindi con più probabilità di morire”.
      tu, ma non lo scopro certo adesso, sei una bella testa e hai capito al volo. il problema è il solito: i tamponi costano e non ho più una industria chimico/farmaceutica di stato che li possa produrre. l’assurdo è che per non affrontare la spesa dei tamponi (importante, ma in prospettiva irrisoria) ora stiamo affrontando una colossale spesa sanitaria (ricoveri) e un colossale danno economico (quarantena), oltre che un enorme “costo” in vite umane. anche questo è un risultato dei cronici limiti nella cura e nella prevenzione sanitaria che ci vengono imposti da cervellotici (e controproducenti, guardando al PIL combinato dell’eurozona) vincoli di spesa che, ovviamente, colpiscono prima fra tutte la spesa sanitaria…
      un abbraccio. e tieni conto che se sono molto preoccupato per l’emergenza sanitaria collegata alla pandemia, dall’altro sono ancora più precoccupato per la crisi economica globale che era sul punto di scoppiare a fine 2019 e che deflagherà con la potenza di una bomba atomica di miliardi di megatoni, come si fa accenno qui https://www.zerohedge.com/markets/crash-2000-now-worse-great-depression

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  3. Stamani ascoltando la radio ho avuto conferma di un altro dubbio, scusa malos ma approfitto della tua disponibilità e competenza per esporlo qui.
    Il trend dei contagi è costante, specialmente nelle zone più colpite e nonostante le misure restrittive i cui risultati spero si vedano a breve. E allora perché i contagi stanno aumentando?
    -Considerando che sicuramente molti sono il frutto di contatti avvenuti minimo 15 giorni prima delle vere misure restrittive e che altri derivano per imprudenza da parte di chi non rispetta come si deve le regole, tutti gli altri e credo la maggior parte, non è che derivano dai positivi asintomatici che pur rispettando abbastanza le regole, quando escono sono comunque troppo sicuri di stare bene e commettono piccole e determinati imprudenze?
    -Nel documento che hai allegato parli dell’importanza di fare tamponi come strategia vincente per contenere la pandemia, ed è in effetti l’unico modo per isolare davvero le persone ed essere sicuri di bloccare i contagi. So che ci sono ancora studi in corso su quanto possa essere contagioso un positivo asintomatico, ma proprio perché siamo nel dubbio, non sarebbe ancora più importante prevenire con una raffica di tamponi, specialmente nelle zone dove ancora non ci sono casi?
    -La situazione è al limite dal punto di vista della capacità delle strutture sanitarie di curare tutti. Ho sentito che in alcune zone si fanno scelte drammatiche sul decidere chi è più giusto salvare.Manca personale e mancano le attrezzature per chi lavora negli ospedali, i quali dicono sono diventati potenziali luoghi di contagio per questo motivo. Poi ci sono anche idee discordanti sull’utilità delle mascherine, al momento le mie informazioni sono che servono a chi è positivo per non contagiare gli altri ma non proteggono chi è sano in quanto il virus è 1/100 di globulo rosso e passa tranquillamente dalla garza della mascherina. Tuttavia negli ospedali sono richieste per gli infermieri e i medici, servono allora per prevenire eventuali contatti fra personale contagiato e colleghi o pazienti sani?

    Grazie.

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    1. – scrivi: “nonostante le misure restrittive (…) perché i contagi stanno aumentando?
      aumentano perché tra incubazione, primi sintomi e sintomi gravi passano circa 14 giorni (in Cina il primo calo dopo il lockdown generale si è avuto dopo circa 14 giorni, come ci mostrano i grafici di Zhenjian He et al. su BMC Medicine vol. 18:80; 13 Mar 20). gli asintomatici ci sono, quantificarli è difficile, i diversi studi sulle barche da crociera (un situazione sperimentale ideale), parlano di 15 – 50% di asintomatici (io guardando i dati in Sud Corea, mettendo insieme casi asintomatici e paucisintomatici, parlavo di almeno un 50% di pazienti malati che sfuggono alla diagnosi ma diffondono la malattia). epperò gli asintomatici sono molto meno contagiosi dei pazienti con sintomi moderati-gravi e in più nelle condizioni attuali in Italia devono anche loro rispettare la quarantena, quindi non contageranno “quasi” nessuno. il problema principale resta il fatto che la nostra quarantena è di *manica larga* (tanta gente continua a girare per lavoro e c’è più di qualche cretino che non ha capito la gravità della situazione e se ne frega della quarantena), quindi NON è detto che i nostri risultati nel contenere l’epidemia siano così brillanti come quelli ottenuti dall’esercito cinese (che senza fare troppi complimenti, saldava barre di ferro alle porte dei condomini di Wuhan). e comunque, anche se ottenessimo risultati paragonabili a quelli cinesi, raggiunto il picco circa 14 giorni dopo il lockdown (quindi attorno al 24-26 marzo), servirebbero altri 14 giorni almeno per scendere sotto i 1000 casi al giorno e poi, nella seconda metà di aprile la situazione “cronicizzerebbe” stabilizzandosi sugli 80-100 casi nuovi al giorno (tipo in Cina, Corea del Sud e Giappone), in attesa di riesplodere alla sospensione della quarantena o al ritorno dell’autunno.
      – scrivi: “non sarebbe ancora più importante prevenire con una raffica di tamponi, specialmente nelle zone dove ancora non ci sono casi?”
      basterebbe eseguire a tappeto i tamponi nasofaringei *almeno* su tutti i pazienti sospetti per criteri epidemiologici (contatti con positivi o con focolai ad alto rischio) e per criteri clinici (anche se paucisintomatici), cosa che si sta facendo solo in parte (stiamo recuperando, ma all’inizio o si tamponava a cazzo – vedi i 2000 tamponi tutti negativi sparati sui dipendenti dell’ospedale di Schiavonia – o si tamponava solo i pazienti con rischio epidemiologico + sintomi importanti). il problema è che i laboratori non sono in grado di leggere i tamponi (i nostri vengono inviati a Padova e ci arriva risposta dopo 48 ore), anche se approntare un laboratorio in grado di processare in 4h un tampone non è poi così complesso (vedasi la recente pubblicazione di Won et al su Exp Neurobiol dove viene documentato un “cost-effective, quick-and-easy method for early detection of SARS-CoV-2 at any conventional Biosafety Level II laboratories that are equipped with a rtPCR machine”).
      – scrivi: “Ho sentito che in alcune zone si fanno scelte drammatiche sul decidere chi è più giusto salvare. Manca personale e mancano le attrezzature per chi lavora negli ospedali”
      tutto vero, nel week-end posterò un articolo del NEJM che ho tradotto ieri sera e che parla anche di questo.
      – scrivi: “Poi ci sono anche idee discordanti sull’utilità delle mascherine”
      il virus NON viaggia per aerosol, almeno non nel malato “a piede libero” (non abbiamo dati sul paziente con polmonite virale avanzata, ma quello *NON respira* ed è già intubato in ospedale da un po’). sia Cheng et al. su Infect Control Hosp Epidemiol. (2020 Mar 5:1-24) che Xian Ong et al. JAMA (2020 Mar 4) hanno campionato l’aria attorno a pazienti malati con sintomi e il virus non c’è (l’hanno trovato invece su un buon numero di oggetti toccati dal paziente). il che non vuol dire che COVID -19 non ci sia nella saliva, ce n’è una grossa quantità ma “esce dalla bocca del contagiato” solo se il malato ti spara un “bengala” in un occhio mentre parla (si tratta di quelle che in inglese vengono definite “large droplets”: non sono “aerosol” e precipitano all’istante, ovvero non restano in sospensione nell’aria). il fraintendimento si crea perché i giornali citano (senza capire un cazzo) studi dove mediante macchinari nebulizzano il virus in aerosol e poi guardano quanto persiste nell’aria (tipo van Doremalen et al. N Engl J Med – 2020 Mar 17), ma la bocca di un paziente NON è un “three-jet Collison nebulizer”!!! quindi va bene qualsiasi mascherina (anche quella semplice chirurgica) in quanto serve più che altro a chi la indossa per non sputacchiare attorno e per non portare le mani alla bocca (ma non stropicciatevi neanche gli occhi: il virus puà entrare dalla congiuntiva!). fondamentale poi è lavare le mani e NON portarle mai al volto se abbiamo toccato oggetti fuori da casa nostra (e ogni tanto, consiglio di dedicare due minuti a disinfettare con “alcool rosa” le superfici di “transito”, cioè maniglia di casa, auto, manopole bici etc).
      bacioni e abbraccioni.

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      1. Finalmente un po’ di risposte chiare,non che mi abbiano tirato su il morale, ma le diffonderò e grazie ancora. L’altro giorno ho visto al tg una simulazione grafica che spiegava bene l’importanza di stare a casa, mostrando diversi scenari possibili dell’evoluzione della pandemia in base a come ci comportiamo. Purtroppo non riesco a trovarlo, ma sarebbe utile per ribadire quanto sia importante non uscire di casa senza “veri e improrogabili” motivi.

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  4. si riferisce ad un articolo non peer-reviewed. cosa vuol dire? che “it reports new medical research that has yet to be evaluated and so should not be used to guide clinical practice”. in pratica l’articolo è stato caricato su medRxiv che è un server pre-print di libero accesso dove si possono caricare lavori ancora non vagliati dai referees (quindi non ancora accettat/pubblicati su riviste scientifiche). lo trovi qui https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.03.23.20039446v2.full.pdf
    detto questo lo studio sembra ben fatto, ma gli autori si arrischiano a fare affermazioni “too speculative” sul fatto che il paziente sparga nell’aria il virus per aerosol, quindi non so se così com’è verrà accettato da qualche rivista. mi spiego: hanno rilevato in media 2,8 copie virali per litro d’aria, che sono valori molto bassi (tieni conto che nella saliva ci sono circa 6 milioni di copie virali per ml). valori così bassi possono essere contaminazioni ed è difficile che possano risultare infettivi. infatti, quando sono andati a verificare la vitalità del virus nei campioni su colture di Vero E6 cells (si deve *sempre* fare, per verificare *cosa* hai davvero raccolto nel campione) “cytopathic effect was not observed in any sample, to date, and immunofluorescence 15 and western blot analysis have not, so far, indicated the presence of viral antigens suggesting viral replication”. cioè, in soldoni NESSUN campione dove secondo loro è presente il virus ha dato “segnali di vita” (di battiatana memoria) infettando le cellule in coltura. piuttosto strano, no? al massimo, coi dati di cui dispongono possono parlare di “contaminazione da frammenti virali non vitali”. come si sono prodotti? sono il frutto della pulizia delle stanze? perché non ha proprio senso che dalla bocca del paziente escano *solo* frammenti di RNA virale non-vitale e non forme virali complete e infettanti/vitali…
    peraltro la maggiore concentrazione che hanno trovato nell’aria si riferisce a un paziente in O2 terapia (“the highest airborne concentrations were recorded by personal 10 samplers in NBU while a patient was receiving oxygen through a nasal cannula”) una procedura che *essa stessa* può produrre aerosol, mediante il quale – questo è già dimostrato – il virus può essere trasportato nell’aria. infatti l’uso delle mascherine ffp3 è indicato espressamente per quelle procedure mediche che “possono facilitare la produzione di aerosol”.

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  5. Quindi anche se dietro ci potrebbe essere della buona ricerca non è niente di ufficiale ed è l’ennesimo caso di cattiva o incompleta informazione da parte della radio, in questo caso, meglio così. Il comune cittadino difficilmente può trovare il bandolo della matassa da solo in queste cose, il problema è anche questo. Thank’s.

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