Giornata mondiale della poesia. Plinio Perilli: Inginocchiata dinanzi al Male

 

Inginocchiata dinanzi al Male
– un Male armato fino ai denti –
Suor Ann con la forza dell’umiltà
supplica, scongiura, impetra…
come si fa con Dio, di scegliere
la Pace!… Per questo ci è sorella,
due volte: come suora consacrata
nei voti, e in più creatura specchiata,
trasfusa alla nostra impaurita pietà.

 

VI PREGO DI NON SPARARE!

 

Il volto non si vede, nessuna foto
ce lo mostra – ma diventa in cuore
quello di tutti: le fattezze esemplari
di chi abita l’anima, e ne è abitato…
Quel grigio della sua veste confina
sacro col blu del cielo, ha l’eleganza
spoglia dell’Umano che sceglie nudo
il rito della terra, polvere e fango.

Ci resti allora solo il suo sguardo
che non vediamo, la povera testa
inchinata, allibita: una richiesta
ferma di misericordia, di un’ansia
suprema indirizzata agli oltraggi
nefasti, scandalosi degli uomini,
alla virulenza che si finge, si arroga
legale, e invece proprio non lo è.

 

VI PREGO DI NON SPARARE!!

 

Chiedere ai malvagi la Grazia è già
quasi redimerli, dar loro l’ultima
chance per evitare macabro l’inferno
ed entrarsene pentiti in purgatorio…
Che è un bello sconto di pena!, solo
a pensarci: non come rito abbreviato,
ma anzi prolungato quanto lo stupido
sogno d’un diavolo di tornare angelo.

Un angelo è già Lei, Suora di tutti,
che prega in luce il Male perché,
da dentro, il Male si penta, rinneghi,
ribalti l’ombra eterna a nuova luce…
Lei che implora in pàlpito il Potere –
o forse più s’umilia più lo condanna
all’ignominia, quasi a una implosa,
taciturna e immane flagellazione civile,
suturata o inguaribile ferita universale.

Umiliata e pura, mai offesa se non
dagli uomini – spergiuri nel disegno
di Dio, caini in armi e grinta di mille
violenze, poi in uniforme aggregati,
intruppati a offendere… Ma Lei,
tanta asprezza, la dissìpa, la sradica
in cuore. Perché, dopo tante grida,
e minacce – solo il cuore resiste
a dirci umani, degni di perdono…

 

VI PREGO DI NON SPARARE!!!

 

…………………………………………………………….

 

Il nome? Suor Ann Nu Thawng
missionaria saveriana birmana…
Luogo e tempo?  Myitkyina, capitale
dello stato Kachin, nel Mynamar
del Nord, addì 28 febbraio 2021.
La fragile ma coraggiosa suora cattolica
è scesa in strada per supplicare in ginocchio
le forze di sicurezza di non sparare sui giovani
manifestanti che protestavano pacificamente

 

Nella speranza di una Buona Primavera 2021,
riconciliata e in fiore, tornata salubre,
un dono rigemmante e solare.
Ogni bene,
                    Plinio

 

 

 

 

 


7 risposte a "Giornata mondiale della poesia. Plinio Perilli: Inginocchiata dinanzi al Male"

  1. Fioriti sono i rami di fiori e fiori e ancora fiori.
    Buona primavera,buona fioritura che espanda la potenza della foto così eloquente nel suo gesto muto.
    Grazie!

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  2. Un’immagine che resterà impressa nella storia e nelle nostre coscienze, come quella dell’uomo davanti ai carrarmati in piazza Tienanmen, una poesia civile senza un filo di retorica, ma anche una poesia religiosa, che chiede misericordia, anche per i poliziotti, che sembrano arretrare allibiti.

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  3. “quel grigio della sua veste confina” a mio sentire soprattutto col grigio della strada (fino a confondersi), più che col “sacro blu del cielo”. sarò che sono minuscolo (e che per contro in queste righe trovo decine di maiuscole).
    : )))
    l’impressione che si stampa contro la mia retina è che questa suora non sia “scesa in strada”, ma che in strada ci viva (una religiosità “condiviva”, id est, coraggiosamente umana). più che un astratto “pregare in luce il Male”, il verbo della suora nella foto è *fattiva azione*, ovvero massima concretizzazione degli insegnamenti evangelici (“figlioli, non preghiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità” Giovanni 3:18).
    un grazie di cuore a Plinio per gli spunti.

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  4. Bellissimo messaggio di pace e di speranza. Versi empatici che descrivono il coraggio di suor Ann nella sua lotta contro il male, a rappresentare lo strazio e il dolore per offrire il suo cuore in nome di coloro che ancora credono nella vita.
    Il poemetto è insieme poesia civile e religiosa dove l’immagine della pietà viene raffigurata in questa sorella e madre universale.
    Grazie

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