Antonio Sagredo: a Jan Palach

Jan Palach
a Jan Palach



Ci sarebbe da salvargli soltanto il cuore

per offrire un messaggio

lieve

agli ottusi

e perdonare le fiamme

dopo tanto scempio.



Ma la sua mente è salva

col pensiero che c'infetta

un ideale

a prova d'immortalità:

così il suo esempio

ancora ci sorprende!



Maccarese,  16 gennaio 2022

a. s





Il 16 gennaio del 1969, Jan Palach, giovane studente universitario, si porta in Piazza San Vencelao, al centro di Praga, si cosparge di benzina e si dà fuoco per protesta contro l’invasione sovietica della Cecoslovacchia. Vivrà per altri tre giorni e muore il 19 gennaio. Il 25 gennaio si tengono i suoi funerali ai quali partecipano circa 600mila persone. 
Monumento a Jan Palach_ Roma_ 19/01/2022

3 risposte a "Antonio Sagredo: a Jan Palach"

  1. ….ascoltai questa canzone di Adamo su Jan Palach allora e non la ho più dimenticata….
    quei pochi versi che ho scritto l’altro giorno passeggiando sul litorale tirrenico di Maccarese (vicino Roma) mi hanno ricordato quando andai a Praga a studiare qualche anno dopo quel tragico evento. Ricordo che bisognava parlarne soltanto tra le mura di una casa privata in quella Praga ancora sconvolta e violata. Al Collegio Vetrnik dove alloggiavo insieme a centinaia di studenti stranieri non si poteva parlare tanti erano gli studenti-spia.
    Ripellino (leggete le sue opere, e in primis “Praga Magica”), questo straordinario slavista e bohemista, fu l’ultimo degli studiosi a lasciare Praga durante la notte e riparare in Austria.
    Ricordo quando giunsi a Praga, e dopo una settimana andando per vie e viuzze ancora la gente camminava a testa bassa (sentivano nelle orecchie il rimprovero di Jan Palach che si immolò anche perché il popolo non reagì come doveva)…
    ….ricordo e vedo tuttora la visione delle facciate dei palazzi perforate dalle sparatorie e dalle granate, e sulle mura di un di questi edifici la scritta :” CHE TEMPI SONO QUESTI \ IN CUI L’UNICA LUCE|
    È UNA TORCIA UMANA?
    ———————————
    Ricordo ancora di giovani che piangevano quando bevevano la birra fino a stordirsi…
    Ricordo il volto stravolto di un amico poeta cattolico notissimo, Josef Kostohryz di70 anni
    Che di era fatto 15 anni di carceri dure per poi uscire “per non averi commesso”… nulla1
    Ricordo tanti poeti e artisti… e tanti versi che ho dedicato a Praga.
    Grazie per gli interventi
    Antonio Sagredo

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  2. Ringrazio Antonio Sagredo per averci fatto ricordare quel tragico evento : sapevo ben poco, come credo tantissime persone – intanto leggerò il libro consigliato “Praga Magica” dello slavista Ripellino di cui nulla sapevo.
    i suoi versi sono sobri eprofondi allo stess tempo.

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