“Nelle sue braccia” – Sabatina Napolitano

Nelle sue braccia - sabatina napolitano

Sabatina Napolitano – “Nelle sue braccia” – Gian Giacomo Della Porta Edizioni 2022

 

l libro di poesie “Nelle sue braccia” è dieci sezioni ognuna composta da dieci testi (Asciano e le Crete Senesi; Il tuo occidente; Roma, San Lorenzo; Svizzera; Grecia, Egeo, Cipro; Le sue fiabe; Il suo paradiso; L’Ombrone e la Bestina; L’odore di marito; La gazza). Il racconto prende spunto dal cambio di residenza dell’autrice e della nuova vita nelle Crete Senesi, a Siena. Tutto viene filtrato dal cuore della scrittrice e dal suo sguardo, così che la sua condizione diventa lo specchio di una soluzione universale ed esistenziale, raccontata con uno stile non lontano dalla lingua parlata […] dalla sinossi

.

 

A tutte le donne, alle mie nonne,
a coloro che ho incontrato e amato,
che incontro e amo, e a Briciola

Asciano e le crete senesi

Nella stanchezza tolleri tutto.
Ma non sono una amante stanca.
Ho un cumulo di email che posso rileggere
solo per chiedermi che senso abbia una poesia.
Non ha alcun senso scrivere poesie.
L’ultima poeta è morta seppellendo
il prestigio di tutti.
Vi lascio queste poche poesie per lui.
Solo per farlo stare più sereno
che in me c’è la mia voglia di poeta di amarlo.
Poi ovviamente ci sono le scrittrici
che fanno le ekphrasis.
Sono gelosa certo, quanto basta,
almeno per ora che non posso vivere
di proiezioni. Volevo scrivere poesie
ai livelli dei “the new yorker”.
Ma in Italia tutto fa schifo.
Non funziona niente, si sopravvive.
Sono poeta a letto e quando devo amare.
Ve l’ho detto che sono solo poche
poesie per dirgli di stare sereno
e che gli appartengo.
Il mio amore per lui
aumenta in base a quanta fantasia
riesce a mettermi dentro.
In questo gioco malato in cui l’ho coinvolto
non so nemmeno fino a quando
la finzione sia legata alla sensibiltà

***

Prima mi interessava sapere dei morti
ora ho capito che i vivi non rispettano i vivi
figuriamoci i morti.
Pensavo che la poesia fosse un abito sacro
solenne come per la voce di Cristo
che scarta i vivi tra i morti,
che decide le nascite e le morti.
Invece niente.
Ho passato così tante messe a pregare
nel silenzio di Cristo, ho capito
che non esiste più brezza sacra
in questa terra. C’è solo il potere.
Nulla più.
Amare nell’età adulta e del cinismo
non vuol dire amare peggio.
Lui deve capire
che deve aiutarmi ad essere donna,
ad avere degli ormoni, ad essere sua.
Deve investire in me, deve guadagnare,
tutelarsi, costruirsi una moglie,
una amante, una casa.
Deve sentire che dobbiamo dormire insieme
che lui deve darmi la vita
stare con me, vivere insieme
amarci. Dormire insieme mai più separati.

***

Non un’altra parola.
Versavi poi l’acqua trasformando
anche i gesti in storia.
I respiri erano immersi nelle attese
dei nostri cerimoniali.
Restavo ad aspettarlo fuori dalla collegiata Sant’Agata.
A volte per una decina di minuti.
Mi capitava di osservare la strada,
corso Matteotti, le bandiere,
l’odore delle focacce,
liberata da ogni sentenza
mi rendevo ogni volta conto
di quanto il nostro amore fosse ovvio
e quanto insignificanti gli altri.
Collezionavo i fallimenti dei nemici,
che cadevano giù come gli anni avanti
delle mie salite.
Amare è un verbo disperato.
Scriveva come se mi stesse pensando
lasciava tracce di me.
Pensava alla marmellata di more
che mi spalmava addosso.

***

Un editore veneziano ha comprato
il mio romanzo, “parole e carte”.
Io l’ho messo sotto i piedi della Vergine
e sotto al suo cuscino.
(Di mio marito, di lui, ecco).
Quando vivevo ai quartieri spagnoli
pensavano tutti che mi sarei uccisa.
Non avevo la depressione,
scrivevo la tesi magistrale in inglese
e avevo fede nei santi.
Vivevo molto male.
Non avevo rapporti con nessuno
in una casa gotica, più buia
di un convento vero e proprio.
Anche lì ho sperimentato
la fede e il silenzio di dio.
Ma non ho mai avuto paura.
Certo che il Signore non è solo
negli eremiti. Ho ricordi confusi
ma che saltano quando si tratta
della storia della mia salvezza.
Questa casa ad Asciano
è diversa. Ha la luce della Vergine
l’alito di mio marito.
Le benedizioni della fede.
Nella storia della mia salvezza
ci sono molte notti oscure.
L’età, la stanchezza, l’aver
compresa la natura delle persone
mi ha dato una libertà nuova.

***

Nessuno sapeva come sarebbe finita
la storia. Il cielo era pieno di righe,
strane nuvole, come righe perfette
segnate col gesso di Dio. La nonna Anna
prima di tagliare le stoffe le segnava
col gesso dei sarti. La nonna Chiara
diceva che i nostri disegni sono scritti
nel librone di Dio. Il potente battesimo
di Cristo aveva già segnato i miei figli.
Ed io avevo già il mio abito da sposa,
gli argomenti sarebbero stati diversi,
in combinazioni nuove e irripetibili,
le fiabe, i vampiri, il medioevo e l’antichità,
Plutarco, Mercurio, i detti e i popoli,
gli dei, i demoni, Bisanzio e le forme metriche.
Le leggende, le streghe, Euripide e la tua mano.
Le combinazioni erano infinite,
i tuoi sorrisi, le tue arrabbiature,
i momenti belli e quelli meno:
dietro queste righe c’era tutta la vita.

 

***

sabatina

Sabatina Napolitano è nata a La Maddalena (SS) il 14 maggio del 1989. Ha pubblicato otto libri di poesia. Suoi testi sono usciti su Nazione Indiana, La poesia e lo spirito, Neobar, Bibbia d’asfalto, Poesia del nostro tempo, Gradiva, etc. Alcuni racconti su Quaerere, l’Incendario, Sguardindiretti. Origami è il suo primo romanzo edito Campanotto, 2021. Recensisce, collabora e intervista autori di poesia, narrativa e saggistica ed è una studiosa dell’opera di Nabokov. Edita, corregge, insegna, intervista, recensisce, scrive.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...