Nota dell’Autore
Questo libro esiste anche in una versione in lingua inglese, pubblicata dalla casa editrice americana Wet Cement Press e nella forma di «Poesia Spaziale». I due testi non sono legati da un rapporto di traduzione, anche se a prima vista potrebbero sembrare d’accordo, come accade quando l’originale non si presenta e uno conserva soltanto le tracce. Non è possibile stabilire quale dei due venga prima. Ogni tentativo di individuare un originale porta a risultati provvisori e contraddittori, oppure a un leggero mal di testa. In questo senso, ciascun libro è copia dell’altro.
Una copia poco disciplinata, che non riproduce ma devia, che non conserva ma si perde strada facendo, credendo di esistere. Le due versioni, ignote una all’altra, procedono affiancate, senza coincidere, senza aiutarsi e senza coordinarsi troppo, come due testimoni dello stesso fatto che ricordano cose diverse e insistono entrambi di avere ragione.
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Descrizione
Opera incentrata, fin dal titolo, sul gioco di variazioni sul tema dell’io, della persona nei rapporti con una società appiattita e nullificante. Variazioni tese a replicarlo, frantumarlo, collaudarlo, metterlo in discussione, decrittarlo o depistarlo, confonderlo o riconfermarlo, e poi ritrovarlo, per quanto malconcio, nella summa dei suoi testi – a loro volta sdoppiati in altra forma e lingua in una contemporanea edizione americana – Copia ovvero (Uno), di Giulio Maffii, è una raccolta in versi dal carattere fortemente narrativo e piena di richiami, da Majakovskij ad al-Khwarizmi, che fa dell’ironia non solo una cifra stilistica dell’autore, ma un vero e proprio metodo di riflessione e approfondimento del sé.

©2026 Pietre Vive Editore
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III
(borghesi)
Ma se cambia la stagione che ne farò del lavoro?
Delle nove ore di terra cotta dipinte nei luoghi deputati:
scale ascensori salotti d’attesa e soprattutto
finestre chiuse contro vento?
L.Ballerini
C’È UNO
quando sogna sogna sempre
poi in sogno a uno appare Borges
che guarda lontano e porta
le lenti a contatto
uno scopre che la letteratura
è la truffa degli occhiali a raggi X
e lo scopre in sogno che altro non è
che uno degli infiniti mondi
degli infiniti modi degli infiniti mari
degli infiniti medi degli infiniti mali
e così eccetera fino alla fine
del vialetto contornato da barriere di lamiere
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C’È UNO
cerca giustificazione nei libri
i libri giustificano le assenze la tautologia
gli ignoti che uno non conosce
che uno salva in rubrica
che uno dimentica alla fermata
o nei giorni dove fu cesoia
Uno sarà monumento
patrimonio dell’unescort
matrimonio indissolubile
fino a che morte li separerà
in un centro commerciale
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C’È UNO
usurpa l’universo
vede montagne di auto a rate
tolgono la visuale
in cerca di una equivalenza etimologica
uno vuole conquistare l’universo
poi si raffredda si accontenta
viene inghiottito o si accorge
di essere anche il sangue il nome il morto
l’ignoto l’inglobato il seme
il suo voler essere immortale
senza essere mai stato
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C’È UNO
si consegna con gli ignoti al disfacimento
nei segreti di un progetto infantile
dove non ci sono banche impiegatucci
mutui a tasso variabile
Uno dice delle cose
come fossero veramente cose
soprattutto la sera tra i piatti in pvc
Al mattino uno prende di nuovo l’autobus
e aspetta l’attimo in cui arriverà la domanda
a volte ebdomadaria altre giornaliera
Uno lo sa che la risposta sarà evasiva
lo sa guardando il suo backabro svedese
Oggi uno è polvere di tempo e pianeti
non restano nomi ma il nome perdura
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C’È UNO
scopre che le genealogie sono soltanto dei detriti
nella somma dei giorni
intravede la discalculia
uno è in via d’estinzione
alla fine della somma
la giornata si conclude a letto
in tono anonimo
sotto altri templi sotto altri cieli
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C’È UNO
non si è accorto di aver vissuto in paragone
un innocuo aggettivo di minoranza
l’esegesi di un ignoto mai emerso
Uno è dominato dalle banche
dalla ludopatia delle cose a rate
diventa una scadenza mensile
un estratto canto dal forcipe dei conti
Uno non riesce più a vedersi
differente da come si è visto
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Giulio R.M. Maffii è uno nato a Firenze, è uno che ha fatto il docente universitario e altro, quanto altro? Non si sa… Per Pietre Vive ha già pubblicato la raccolta Sequenze per sbagliare il bersaglio.
