Plinio Perilli e Rita Pacilio in dialogo sulla Pace
Attirati alla Pace
A Rita Pacilio,
al suo aureo testo
su San Francesco, che
“Si è fatto preghiera”
Ci insegna anche a pensare, il tuo
Francesco – oltre che ad amare,
si sa bene: come in un ritratto
inesausto di sapienza e umiltà.
Dove la Fede è insieme luogo
e tempo, trema di un sentire
che cadenza, riascolta le parole
come note scritte, un canto da
centellinare ad offertorio del cuore;
e mente/corpo che oramai può
e deve abitare solo l’anima,
il nostro Credo che ci ha chiamati
alla fratellanza, all’immanenza.
Ci insegue l’umano, dentro e oltre
il divino, il prima senza che mai
si arrivi al dopo; e anche la cronaca,
il racconto, la devozione ripercorsa,
alfabetizzano da dentro questa rinascita
della fede a una religio che ora ci battezza
un solo creato: creature tutte affollate
e unificate in un Cantico… Fratello Sole,
Sorella Luna… Ogni visione, continua
la preghiera, illumina il nostro approccio
all’Infinito, pellegrinato, smisurato
passo a passo, con invisibili ali ai piedi.
“Ma tutti siano attratti alla pace…”. Tutti.
Ci insegna dunque la pace solo il sentirla
dentro, il perseguirla come stato d’animo.
“Perché non si può portare pace se non
si è in pace con se stessi e con Dio” …
Quando un Santo si fa preghiera, sono
le sue stesse parole, e le azioni, i gesti,
che intessono e romanzano di nuovo
tutta la sua vita, a semplice esempio
e massimo fulgore. “Il valore che rimane
in eterno” – distilla Rita nel suo libro/
missione su Francesco – “è quello fedele
alla luce interiore che ci permette di
discernere il bene dal male e di entrare
in intimità con il grande spazio dell’amore”.
L’Amore insegna spazio e lo conquista
all’anima; affida alla luce interiore
questo messaggio e questo compito.
La fede benedice, insegna allora alla poesia,
la consistenza ariosa e misteriosa dei versi,
la trasparenza che chiama finalmente l’amore
coi nomi di tutti. Un’adunanza e un’ecclesia,
un miracolo semplice, laico, nudo e parcellizzato
nel quotidiano. Francesco ci racconta proprio
questo, la sua esperienza da cui ricominciare,
da cui il Medioevo partì, mutando la prospettiva…
Come avviene in Giotto dopo Cimabue, come
il nudo e mirabile Cantico delle Creature, rese
più grande e più vero l’Uomo, dimesso senza
l’equivoco, la ritualità dorata della maiuscola…
L’Umanesimo che più non deve lodarsi, solo
donarsi alla Luce. E a quegli uccellini affrescati
bianchi sull’azzurro, anime pigolanti sulla terra
ocra, voli e canti, bagliori di cielo che deliziano,
convertono i cuori. Francesco predicava lieve,
come aprendo le braccia, la sua Pace e il suo
Bene, gemmando foglie e linfa del suo albero,
che è tronco di speranza, terrestrità del cielo.
_______________ Plinio Perilli
***
Come se fosse pace
A Plinio
amico in poesia e nella vita
Mi corteggia la terra
alla maniera dei bulbi e degli steli
mentre crocchi e narcisi
sfogliano le rose
come se la perdita di un fiore
non fosse mai accaduta.
Fino a qui il vento
vieni mia piccola nascita, vieni!
E l’anima si accorda alla saggezza
quando il corpo accontenta il nome.
_______________ Rita Pacilio
***
