Il ricordo che ho di te è nel sorriso del garzone intravisto d’un tratto al mattino. È nel gesto dell’automobilista che si accende un’altra sigaretta. Il profilo di un uomo confuso tra la gente mi richiama d’improvviso mentre cerco la città attraverso il finestrino. Ed è nell’andatura di chi ha da poco svegliato il ricordo il passo della presenza. L’indecifrabile apparenza un inconsapevole remigare il quotidiano rappiglia nella distraente attenzione, perfezione dell’immortalità.
Grazie per questo nuovo post.
Giuseppina
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