defunzionalizzazione post-post moderna

questo è un post (-post) sulla defunzionalizzazione post-post moderna

infatti, questo è un post (-post) sul boom dello showroom Poetico e sulla nozione del linguaggio come intrastruttura intra nos, votata alla scomunicazione e al funzionamento demo del pensiero, tipo quando non ho nulla da dire e verso (in condizioni disperate) piangendo sul latte versato.

ecco cosa. (un po’ fa ridere, e un po’ mette tristezza).

su questo riflettevo, nello specchio liquido baumano.

e mi son detto: cade a *fagiuolo*, in tal senso, quella poesia di Hugues d’Orléans, detto Primas (1093 circa – 1160), poeta francese, fra i più noti del suo tempo, tipico rappresentante della classe dei clerici vagantes, dove l’appellativo Primas, in primis alludeva alla “primazia” della sua produzione poetica scanzonata e goliardica.

dopo una recherce bislunga e faticosa, ho ritrovato la poesia in oggetto, che ripropongo quivi a ruota in forma originale e poi tradotta.

di seguito la traduzione (attualizzata)

segue, pertanto un pertinente e pertinace tentativo di perturbazione, irrotto nel pertugio repertato a margine dell’ipertesto (perpetrato qui)

e buone ferie a tutti!

: ))))

(ah, dimenticavo, precisazione circa il punto 4: “La poesia kitchen è un deodorante da supermercato, di una marca diversa, vuoto”.)

: )


4 risposte a "defunzionalizzazione post-post moderna"

  1. Ecco per l’appunto quando non si ha niente da dire e da fare si fanno articoli così, tanto per toccare il fondo dei fondi.

    E mi dispiace per i miei amici Abele e Doris che stimo da sempre e a cui ho sempre affidato le mie.

    Un caro saluto

    Franco

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  2. Caro Franco,

    rinnovo la mia stima nei tuoi confronti e per la tua poesia. Ho sempre apprezzato i testi che ci hai proposto e ti ringrazio per aver pensato a Neobar.

    Citando Hugues d’Orléans, malos rende omaggio a una poesia goliardica, caustica e controcorrente e, al tempo stesso, scaglia l’ennesimo strale anche contro la cosiddetta “poesia kitchen”, della quale aveva già esposto più diffusamente il suo punto di vista in questo post: https://neobar.org/2025/10/13/dissertazione-letteraria-piu-o-meno-fritta/

    Naturalmente si può essere d’accordo o meno con le sue posizioni. Tu, che sei considerato tra gli esponenti della poesia kitchen, difficilmente potrai condividerle e comprendo che il suo intervento possa sembrarti un attacco. Ma malos è uno spirito libero, un Hugues d’Orléans dei nostri tempi. Questo non significa che abbia sempre ragione o che non possa prendere qualche abbaglio; sono però convinto che, conoscendolo, abbia letto con attenzione ciò di cui parla.

    Per quanto mi riguarda, non ho mai letto la tua poesia chiedendomi se e quanto fosse “kitchen”. Le etichette, del resto, finiscono spesso per restringere o persino deformare la lettura di un’opera. Di te ho sempre apprezzato una poesia originale, spesso ironica e satirica nei confronti del nostro tempo, capace di trasformare il lessico scientifico in autentica materia poetica con risultati sorprendenti.

    Un caro saluto a te e a malos,

    Abele

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  3. @francointini: ohi, Franco, pensa che mentre lo scrivevo, mi era sembrato un post-post divertente e pro-fondo!! ora, mentre lo rileggo, mi rendo conto che non hai ragione tu… ma il mondo è bello perché è vario no?

    : )

    epperò sai cosa? personalmente non ti leggo e non ti sento “Poeta kitchen”, ma tu – logicamente – sei libero di sentirti ciò che più t’aggrada…

    boh, sarà che non amo né le categorie né le affiliazioni: sono armi di distruzione di massa (cerebrale).

    mi scuso, comunque, per non essere riuscito a farti sorridere. l’autoironia aiuta a vivere, e te lo dico per esperienza diretta: se così non fosse, essendo nano, brutto, peloso, nonché illetterato di rara pochezza e gran toccatore di fondi mi sarei suicidato già in culla!

    : )))

    @Abele Longo: chettidico? beh, mentre rispondevo a Franco, mi è venuto da chiosare che in *fondo* (ohi, non riesco a staccarmici!!) financo noti filosofi e sociologi tipo Erasmo da Rotterdam e Bakhtin affermano che la figura del giullare incarna una preziosa risorsa culturale, capace di pungolare il potere e scardinare le regole/dinamiche sociali e mentali.

    prendi “L’elogio della follia“… forse la nuda saggezza risiede davvero nell’irriverenza verso chi sa di sapere, ovvero nel saper giocare ad acchiapparella con l’auctoritas e con le dotte scienze.

    non bastasse, Bakhtin ne “L’opera di Rabelais e il realismo popolare” analizza il riso parboiled (non scuoce mai!!) e s’arrischia a dire che il giullare è l’unico ad avere la possibilità di colpire l’ordine costituito dando voce alla cultura “pasoliniana” dal basso (di cui sono *naturalmente* esperto, essendo nano, oltre che giullare). di più, Bakhtin sostiene che negli occhi del giullare c’è il riflesso nudo della società, perché può osare e dire la verità del dubbio camuffandola dietro la maschera comica dell’ironia o addirittura della pazzia…

    ecco un rovesciamento dei valori che può essere prezioso… l’incertezza è più utile della sapienza: infatti io sono pieno di se, mentre i sapienti sono pieni di sé…

    : ))

    in ultimo, per tranquillizzare Abele e Doris, aggiungo solo che non trova conferma (in base ai dati storici in mio possesso) che avere un nano giullare a corte abbia mai reso meno autorevoli il re e la regina.

    : )))))))))))

    un abbraccio sincero, affettuoso e riflessivo a tutti.

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  4. Malos – per chi lo legge da qualche anno ( con le dovute pause per riemergere dall’apnea) sa che è un sottilissimo ago puntuto quanto basta da sgonfiare qualsiasi virgola d’aria che attraverso l’universo ci racconti IO -o d io = uguale.

    Lui non è cattivo (sa di agrume ancora senzanome) – è semplicemente un extra poeta – extra polarizzato da un ventre di occhiobalena che naviga a vista senza curarsi degli scontri con i terrestri a lui simili ma dissimili per pro fondità – o pro fondatezza di un linguaggio extra fine o stra terrestre

    Ecco – cercare di seguirlo è oltremodo faticoso – più di una salita in montagna in cui si usano solo i muscoli – ma non paga arrancando lo seguo

    Baci virtuali non virtuosi senza virtuosismi poiché priva di virtù riconosciute ri conosciute (sconosciute anche a me)

    con molto amore, iole

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