
questo è un post (-post) sulla defunzionalizzazione post-post moderna
infatti, questo è un post (-post) sul boom dello showroom Poetico e sulla nozione del linguaggio come intrastruttura intra nos, votata alla scomunicazione e al funzionamento demo del pensiero, tipo quando non ho nulla di dire e verso (in condizioni disperate) piangendo sul latte versato.
ecco cosa. (un po’ fa ridere, e un po’ mette tristezza).
su questo riflettevo, nello specchio liquido baumano.

e mi son detto: cade a *fagiuolo*, in tal senso, quella poesia di Hugues d’Orléans, detto Primas (1093 circa – 1160), poeta francese, fra i più noti del suo tempo, tipico rappresentante della classe dei clerici vagantes, dove l’appellativo Primas, in primis alludeva alla “primazia” della sua produzione poetica scanzonata e goliardica.
dopo una recherce bislunga e faticosa, ho ritrovato la poesia in oggetto, che ripropongo quivi a ruota in forma originale e poi tradotta.

di seguito la traduzione (attualizzata)

segue, pertanto un pertinente e pertinace tentativo di perturbazione, irrotto nel pertugio repertato a margine dell’ipertesto (perpetrato qui)

e buone ferie a tutti!
: ))))
(ah, dimenticavo, precisazione circa il punto 4: “La poesia kitchen è un deodorante da supermercato, di una marca diversa, vuoto”.)
: )
Ecco per l’appunto quando non si ha niente da dire e da fare si fanno articoli così, tanto per toccare il fondo dei fondi.
E mi dispiace per i miei amici Abele e Doris che stimo da sempre e a cui ho sempre affidato le mie.
Un caro saluto
Franco
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